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Possibile svolta sul cognome da attribuire ai figli: sarà possibile assumere il cognome della madre?

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Nell’epoca in cui dilagano sempre più iniziative volte a tutelare la parità di genere è intervenuta anche la Corte Costituzionale per sollevare dei dubbi sulla obbligatoria trasmissione del cognome del padre verso i propri figli così come previsto dall’art. 262 del codice civile.

La normativa originariamente prevista e relativa all’attribuzione del cognome di un appena nato, prevedeva il riconoscimento automatico del cognome del padre e, soltanto in caso di un mancato riconoscimento da parte quest’ultimo, l’utilizzo del cognome della madre.

Con il passare del tempo questa previsione normativa è stata sempre più oggetto di discussione, poiché l’utilizzo esclusivo del cognome del padre rimarca quei caratteri discriminatori verso la donna, già oggetto di condanna da parte della Corte Europea dei Diritti dell’uomo.

Già nel 2006 con la pronuncia n. 69, la Corte Costituzionale, pur rigettando nel merito il ricorso, ha chiarito un primo importante concetto sul tema, ovvero che: “l’attuale sistema di attribuzione del cognome è retaggio di una concezione patriarcale della famiglia, la quale affonda le proprie radici nel diritto di famiglia di epoca romana, e di una tramontata potestà maritale, non più coerente con i principi dell’ordinamento e con il valore costituzionale dell’uguaglianza tra uomo e donna”.

Dieci anni dopo, sempre la Corte Costituzionale con pronuncia n. 286/2016, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’insieme normativo che non consente ai genitori di attribuire anche il cognome materno, ove alla nascita ne venga fatta richiesta congiunta. L’asse normativo creato dal legislatore, infatti, è risultato essere palesemente in contrasto con diversi articoli della Costituzione, ovvero l’articolo 2 che è relativo al riconoscimento dei diritti inviolabili dell’uomo; l’art. 3 che sancisce il principio di uguaglianza tra cittadini e, infine, l’articolo 29 che sancisce l’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi.

Pertanto, in virtù di quest’ultima importante pronuncia, qualora la madre e il padre dell’appena nato siano concordi, potranno attribuire al proprio figlio il cognome materno oltre a quello paterno.

Recentemente, sempre la Corte Costituzionale ha diramato un comunicato attraverso il quale ha reso noto che il tribunale di Bolzano ha sottoposto una questione di legittimità costituzionale relativa all’articolo 262 del codice civile. Il primo comma prevede, infatti, che in caso di riconoscimento congiunto, il cognome che dovrà essere adottato per il figlio è quello del padre e, tale indicazione risulta gravemente svantaggiosa e discriminatoria nei confronti della donna.

Il fatto che sul punto sia stato sollevato un dubbio di costituzionalità, può voler dire che oltre al riconoscimento di entrambi i cognomi, potrebbe esserci una svolta anche in relazione al riconoscimento del solo cognome materno. Ora non ci resta che attendere quello che deciderà la Corte, una pronuncia che potrebbe stravolgere una abitudine millenaria.

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Mr. Red

Atipico consumatore di cinema commerciale, adora tutto quello che odora di pop-corn appena saltati e provoca ardore emotivo. Ha pianto durante il finale di Endgame e questo è quanto basta.

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