Cronaca

Primarie Lega: Salvini stravince e chiude il “capitolo di un uomo solo al comando”

Matteo Salvini vince nettamente le primarie della Lega con l’82,7% dei voti e batte Gianni Fava, lo sfidante sostenuto da Bossi e Maroni. Ad esprimersi circa 15mila militanti del partito. Lui, in conferenza stampa, commenta così: “Con ieri si chiude il capitolo di Salvini uomo solo al comando e di chi dice la linea lepenista non ci piace. È stata avvalorata la battaglia federalista, identitaria e sovranista della Lega. Il federalismo e il sovranismo vanno dalla stessa parte, il popolo della Lega si è espresso, anche se la prossima volta faremo in modo che si esprimano tante persone in più”.

In attesa delle elezioni politiche, ormai (quasi) sicure per il 2018, si delineano gli schieramenti e i volti degli sfidanti per il ruolo di Presidente del Consiglio. Per il momento senza alcuna sorpresa. Se con le primarie Pd, lo scorso 30 aprile, abbiamo avuto la conferma e il ritorno di Matteo Renzi, con le primarie della Lega Nord andate in scena ieri, è stato riconfermato segretario Matteo Salvini che ha salutato la vittoria come la fine del suo capitolo da “uomo solo al comando” e ha ringraziato così: “Una sola parola: grazie. Abbiamo abbondantemente superato l’80% dei voti! Ora l’obiettivo è mandare a casa Renzi, Alfano, Boschi e Boldrini, bloccare l’invasione clandestina in corso, rilanciare lavoro e speranza in Italia. Se voi siete pronti, io ci sono. Insieme si vince!”.

“Siamo felicissimi di queste primarie che hanno visto la Liguria tra le prime Regioni che ha sostenuto il nostro capitano Matteo Salvini, a cui facciamo gli auguri, in modo tale che possa portare avanti con questo grande risultato la Lega Nord ad avere una percentuale sempre maggiore” Roberto Sasso Del Verme, segretario provinciale della Lega Nord

Ma chi ha votato per Matteo Salvini? In realtà, sempre in parallelo con le primarie dem, dobbiamo notare che la base elettorale è ancora più ristretta: se il 30 aprile avevano espresso la loro preferenza circa 1milione e 800mila italiani dem, ieri gli italiani, e leghisti, al voto sono stati circa 15mila, non proprio numeri da plebiscito. Ad un rapido calcolo stiamo parlando di poco più di 12mila e 400 voti per Salvini.

Ma le primarie di ieri restano comunque un voto significativo: Salvini ha avuto la sua legittimazione e, come nel caso di Renzi, si augura soprattutto che questo affievolisca di molto, o magari metta a tacere, il dissenso interno che lo aveva fatto sentire appunto “uomo solo al comando” e che rischiava di offuscare la sua leadership. Perché ieri, oltre ad essere riconfermato, Salvini ha battuto Gianni Fava: classe ’68, ex sindaco della sua Pomponesco (comune del basso mantovano di 1700 anime), ex deputato leghista (si è dimesso nel 2013 per seguire Maroni in Lombardia come assessore all’agricoltura) e sfidante sostenuto dai due ex segretari della Lega, Umberto Bossi e Roberto Maroni, che hanno votato entrambi per lui.

La vittoria alle primarie del 14 maggio significa anche “confermare un progetto con cui la Lega vuole portare sicurezza e autonomia in tutta Italia”, una proposta che Salvini continuerà a portare “da nord a sud”, sottolineando che le emergenze sono l’immigrazione e il lavoro. E sarebbe proprio questo uno dei punti più ostici a Umberto Bossi, fondatore della Lega, che è stato più che chiaro: “Spero che vinca Fava, perché se vince Salvini e la porta al Sud, la Lega è finita“, queste le parole pronunciate dopo aver votato per Fava in via Bellerio a Milano. E a chi gli aveva chiesto se fosse pronto a lasciare il Carroccio in caso di vittoria netta di Salvini, il senatur ha risposto, forse attirato dall’aria proporzionale che tira sulla legge elettorale:”ci sono migliaia di fuoriusciti ed espulsi che hanno messo assieme un partito abbastanza grande, attorno a Roberto Bernardelli: io potrei valutare la situazione, sono per continuare la battaglia per la liberazione del Nord”.

Il pomo della discordia con Roberto Maroni sarebbe invece l’alleanza con Angelino Alfano alle elezioni regionali del 2018, che il presidente della Regione Lombardia vuole riconfermare e Salvini no perché:”Chi sta reggendo il moccolo a Renzi e alla Boschi non può essere alleato della Lega, a livello nazionale, in competizioni regionali, neanche in Lombardia. A livello locale ho lasciato libertà di scelta, ma a livello politico nazionale e regionale la scelta passa da me, e la Lega non sarà alleata di Alfano”.

La proclamazione del segretario federale è prevista al congresso di Parma della prossima domenica. Vedremo dopo chi andrà dove. Nel frattempo Salvini ha replicato a Bossi: “Io non caccio nessuno”. Ma “la Lega d’ora in poi avrà una voce unica, e chiunque dica qualcosa fuori posto si può accomodare fuori dalla porta”. Poi si è goduto gli applausi e i cartelli ‘Salvini premier’.

Federica Macchia

https://metropolitanmagazineitalia.blog/2017/05/15/primarie-lega-salvini-stravince-e-chiude-il-capitolo-di-un-uomo-solo-al-comando/

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