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Protima Bedi, Susan, Parveen Babi e Dusanj, chi sono tutte le mogli di Kabir Bedi

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Kabir Bedi è un attore conosciuto in tutto il mondo per aver interpretato il personaggio di Sandokan. Un ruolo che gli ha permesso di farsi conoscere ed apprezzare diventando una vera e propria celebrità. Una fama che l’ha portato a conquistare anche il cuore di tantissime donne considerando che ha avuto una vita privata davvero “affollata”. Quattro i matrimoni finora celebrati: dal primo con Protima Bedi con cui è stato sposato dal 1968 al 1973, la madre dei suoi primi due figli. Successivamente Kabir si è sposato con Susan Humphreys, ma anche questa volta il matrimonio è naufragato. Poco dopo l’attore ha ritrovato la serenità tra le braccia dell’attrice indiana Parveen Babi, ma le cose non sono andate per il verso giusto visto che l’attore si è successivamente innamorato di Nikki Vijaykar. La donna è stata la sua terza moglie con cui è stato sposato dal 1992 al 2005. Dopo l’attore ha incontrato Parveen Dusanj con cui ha cominciato una relazione nel 2006 convolando a nozze dieci anni dopo.

Kabir Bedi viene avviato alla Filosofia sin da piccolo. Suo padre, infatti, era Babà Pare Lal Bedi, uno scrittore e filosofo di origine sikh, a cui l’attore era molto legato. È stato proprio questi a spingere il figlio a frequentare l’università, esperienza fondamentale per la formazione del giovane che, tuttavia, in termini più ampi si rivelerà solo una piccola parentesi.La svolta di Kabir Bedi, è arrivata paradossalmente con il ruolo per cui è ancora oggi celebre. Sergio Sollima, nel 1976, non ha potuto fare a meno di notare e ipotizzare il perfetto abbinamento del volto di Kabir Bedi, con quello immaginato dalla penna di Emilio Salgari per il protagonista dei suoi romanzi. L’attore indiano viene scritturato per interpretare lo storico Sandokan – La tigre della Malesia. Quello che ne è conseguito è stata una delizia per gli occhi. L’attore indiano può contare su una popolarità di stampo internazionale. In alcuni paesi Kabir Bedi ha dei veri e propri picchi, in altri sono soltanto un po’ meno intensi. Eppure il fatto di non essere circoscritto a dei confini nazionali, ha permesso all’indiano di poter lavorare in svariate produzioni. Dalle italiane a quelle di stampo anglofono. Oltre a più di 60 pellicole girate nella sua Bollywood. L’attore è infatti stato parte di cast di rilievo. La signora in giallo, Magnum P.I., Tom Clancy’s Op Center e Beatiful. Solo per citarne alcuni. Kabir Bedi non è stato una meteora veloce. Ha saputo far fruttare il colpo di fortuna, il suo talento, e il suo fascino, costruendosi uno spazio di rilievo in molti dei panorami attoriali del globo.

L’amore tra Kabir Bedi e Parveen Dusanj procede a gonfie vele. L’attore all’età di 70 anni si è sposato per la quarta volta con la donna che ha circa trenta anni in meno di lui. “Mi sono sposato due settimane fa. Il mio matrimonio è stata una grande sorpresa per tutti i miei amici – ha raccontato l’attore durante un’intervista – li ho invitati per il mio compleanno e poi ho annunciato loro che il giorno prima mi ero sposato”. La scelta di sposarsi con Parveen è arrivata dopo dieci anni d’amore: “eravamo insieme da dieci anni. Io le ho chiesto di sposarmi dopo quattro anni, a Roma, sulla scalinata di piazza di Spagna, però bisognava convincere la famiglia perché io avevo tre matrimoni alle spalle. Non è stato facile”. Un rapporto speciale quello tra Kabir e Parveen come si evince dalle parole dell’attore di Sandokan: “Parveen mi ama e si preoccupa per me in una maniera che mi tocca il cuore. Come attore internazionale la mia vita e gli orari sono abbastanza caotici. Parveen mette ordine nella mia esistenza. Rispetto le sue idee e lei mi aiuta sempre a tenere i piedi per terra e mi riporta alla realtà che mi circonda. Su di me Parveen ha un effetto calmante, chiedo il suo consiglio e ne faccio sempre tesoro”. Nessun ripensamento da parte dell’attore che, dopo tre matrimonio falliti, ha ritrovato l’amore e la serenità tra le braccia di Parveen: “credo nell’amore e nel matrimonio. Ma ho anche imparato l’importanza di non affrettare i tempi”.

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