Torniamo a parlare di “Quadrivium”, il gioco storico in realtà aumentata che il 10 novembre ha testato la sua prima versione

Avevamo già parlato di “Quadrivium – Paths of History”, il gioco nato da una giovanissima start-up romana che applica il gameplay di Pokémon Go ad una trama che porta i giocatori nei luoghi artistici dimenticati di Roma.

La trama vede i giocatori a caccia dei quadrivia, monumenti impregnati della misteriosa energia Glanzen, alimentata dalla memoria storica delle persone. Molti dei quadrivia però sono minacciati: la loro energia si sta degradando. Solo i giocatori possono rivitalizzare questi luoghi, raccogliendo scintille di energia, artefatti e oggetti particolari, tutti in realtà aumentata.

Alla presentazione della demo il 10 novembre a villa Torlonia, oggetti e personaggi non giocabili non erano ancora sugli smartphone, ma in carne ed ossa, interpretati da attori e cosplayer.

Se da un lato questo ha limitato il numero di scenari disponibili alle “matricole” del gioco, dall’altro ha reso bene la dinamicità ed interattività del gameplay.

L’evento

L’inizio di questo evento di presentazione ha visto i tester suddivisi in due squadre, secondo un concept simile a quello delle palestre di Pokémon Go. Dopo di che il primo QR (una soluzione adottata solo per questa prima demo) ha dato inizio alla caccia agli indizi e ai personaggi.

I giocatori di Quadrivium seguono "Marino Torlonia", durante la presentazione del gioco. Foto: Daniele Mancuso
I giocatori seguono “Marino Torlonia”, durante la presentazione del gioco. Foto: Daniele Mancuso

Interessante il concetto alla base dei personaggi non giocabili. Infatti, ad eccezione dei mentori, figure che appaiono sugli smartphone per guidare i giocatori nelle missioni, gli altri sono definiti “calchi”. Dei residui di eventi e personaggi passati, creati da un’energia così potente che si può interagire con essi e svolgere delle brevi missioni per loro.

Ci troviamo così ad interagire con Marino Torlonia, alla ricerca del suo crocifisso d’oro perduto, e con un soldato della Seconda Guerra Mondiale.

Un momento particolarmente interessante del gioco è stato quando, per ottenere dei punti era necessario raccogliere informazioni all’interno dei bunker di Villa Torlonia. Questo grazie ad una visita guidata offerta da Roma Sotterranea.

Tra gli aspetti più interessanti del gioco, infatti c’è l’elemento culturale, che ci spinge continuamente a ravvivare la memoria storica dei luoghi di Roma. In futuro, l’app permetterà di prenotare direttamente visite guidate in musei e luoghi d’arte, dove raccogliere elementi per il gioco.

L’energia Glanzen, fulcro del gioco, vuole rappresentare proprio questo: la nostra memoria e la cura che ne abbiamo.

Il concept del gioco è emerso in maniera chiara da questa prima demo, ancora molto analogica. Buona parte dei giocatori avrebbe voluto continuare a cercare missioni alla sua conclusione. Aspettiamo con curiosità la prima release, prevista approssimativamente per gennaio 2020, nella quale potremo utilizzare il gameplay vero e proprio.

Il progetto

Quadrivium nasce da un’idea di un giovane gruppo di studenti, messo assieme dal Dock 3, il laboratorio di startup di Roma Tre.

Si tratta di un team multidisplinare che unisce l’expertise delle archeologhe Giuliana Lantino e Chiara Tesserin alle competenze informatiche di Michael Kwiatkowsky. Il tutto passando per la grafica di Fabiola Nicoletti e la strategia di marketing di Fabio Gabucci.

Parte del team creativo in compagnia dei collaboratori di Roma Sotterranea - foto: Daniel Mancuso
Parte del team creativo in compagnia di Francesca Pajno di Roma Sotterranea – foto: Daniel Mancuso

L’iniziativa ha ricevuto il sostegno e l’interesse di LazioInnova, Zétema, Roma Sotterranea e TIM.

Seguici su Facebook e Instagram!

© RIPRODUZIONE RISERVATA