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Raffaella Carrà, chi sono gli eredi e nipoti Federica e Matteo Pelloni: “I miei figli adottivi”

Dei suoi nipoti Raffaella Carrà ha parlato in molte occasioni, descrivendoli come la sua famiglia o come i figli che non ha mai avuto. La conduttrice televisiva ha affermato di aver sempre voluto dei figli ma che essi non sono mai arrivati.

Raffaella Carrà, chi sono gli eredi e nipoti

I suoi nipoti, figli del fratello purtroppo scomparso, sono stati sempre al suo fianco diventando davvero la sua unica famiglia. Insomma, la ‘zia d’Italia’ ha affermato di essere come un padre per loro invece che una madre. E la Carrà era felicissima così. In altre occasioni ha infatti dichiarato che la dimensione genitoriale si può vivere in tanti modi: quella vissuta con i suoi nipoti, ad esempio, o quella esperita con il suo pubblico durante gli show televisivi che hanno cresciuto molte generazioni di italiani

Si chiamano Federica e Matteo Pelloni, e sono gli adorati nipoti di Raffaella Carrà (al secolo Raffaella Maria Roberta Pelloni), insieme all’amata zia fino all’ultimo, quando la morte l’ha portata via a 78 anni in un 5 luglio di lacrime e ricordi

Federica e Matteo Pelloni sono i nipoti di Raffaella Carrà, figli del fratello Renzo Pelloni. Il padre, legatissimo alla star della tv, è morto all’età di 56 anni ed è stata lei a prendersene cura ricoprendo, in qualche modo, la figura paterna in famiglia. La morte del fratello di Raffaella Carrà è avvenuta per un tumore al cervello, dramma immenso per l’artista che ne parlò in una puntata del suo A raccontare comincia tu: “Erano le prime riunioni di Sanremo. Ricevo una telefonata. Mi dicono che mio fratello ha un tumore al cervello. Mi sono poggiata al muro. Io quel Sanremo l’ho portato avanti lo stesso. Purtroppo per me il Festival è un mondo sconosciuto…”.

Federica e Matteo Pelloni vivono a San Marino, e Raffaella Carrà, intervistata dal settimanale Oggi, aveva dipinto così il loro legame: “Se un figlio mio non è venuto, non è colpa mia. La dimensione genitoriale si può vivere in tanti modi… Io ho due ragazzi quarantenni, figli di mio fratello che purtroppo non c’è più: mi danno un bel da fare e ne sono felice. Sono un po’ il loro padre: non vivono a Roma, ma su qualunque problema possono contare su di me. Li amo. Quando non lavoro, sto con loro, vengono spesso a trovarmi. Li ritengo la mia famiglia… faccio il babbo invece che la mamma e sono felice così“.

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