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Raffaella Carrà e quel flirt hot con Alberto Sordi: “Mi sfiorava i seni”

Ricordi, annedoti, rivelazioni clamorose e qualche segreto svelato nel corso del tempo su Raffella Carrà. Si parte con i successi professionali e il suo successo come showgirl. “Adoro il Tuca tuca e ha una storia incredibile. Lo ballai con Enzo Paolo Turci e fu considerato troppo trasgressivo così lo cancellarono dalla televisione. La Rai me lo censurò dopo una puntata, malgrado fosse in cima alle classifiche dei 45 giri. C’era Alberto Sordi che veniva da me e Gianni a giocare con il baracchino. Imitava se stesso, in incognito, e i radioamatori dicevano: ‘So’ mejo io a fa’ la voce de Sordi!’. Una sera a cena, e c’era pure la Zanicchi, lui mi fa: ‘Vengo da te a Canzonissima, ma solo se possiamo ballare quella cosa’. Non potevano dire di no a Sordi. Fu memorabile: mi sfiorava i seni con la punta delle dita. Gli sussurrai, dopo: ‘Albè, stavolta ce cacciano’”. 

Ci sono due momenti televisivi distanti vent’anni che mettono Raffaella Carrà al centro della scena, come attrice prima protagonista e poi no, in ogni caso sempre decisiva per mandare quei momenti nell’immaginario collettivo dalla porta principale, e nella direzione giusta. Il primo è datato autunno 1971, quando la RAI trasmette l’ennesima edizione di Canzonissima. L’ospite d’onore della serata è Alberto Sordi: l’italiano medio, lo scapolo di mezza età che porta in scena “vizi e virtù” come da frase abusatissima sulla commedia all’italiana, comunque un personaggio bonario, un cinquantenne rassicurante che sta benissimo all’establishment democristiano che controlla la RAI e la tv italiana. Invece Raffaella Carrà non ha nemmeno trent’anni, è vitale, esuberante, sexy e in quell’edizione di Canzonissima ha proposto un balletto, il tuca tuca, incappato nella censura perché giudicato troppo sensuale e provocatorio, a cominciare dallo “scandaloso” ombelico in bella mostra. Il tuca tuca è un’idea di Gianni Boncompagni trasformata in coreografia da Don Lurio, pesi massimi della tv italiana che hanno studiato un modo per ripescare la loro creazione: coinvolgere Sordi e farlo ballare in diretta con la Carrà, per dimostrare la natura innocua e giocosa della canzone. L’incontro tra i due ha l’effetto di aprire una finestra in una stanza piena di aria viziata: dato il successo clamoroso, a nessuno verrà più in mente di discutere il tuca tuca.

La Carrà ha spesso parlato dei suoi amori: “Ho avuto due grandi storie d’amore note, con Boncompagni e con Iapino. E altre ignote che non rivelerò mai. Mia madre voleva io sposassi un medico o un architetto, ma che gli raccontavo? Con loro invece c’è stato lo stesso linguaggio. Il babbo che cercavo l’ho trovato in Gianni Boncompagni, che aveva 11 anni più di me. Finalmente mi sono rilassata. Per tutta la giovinezza mi era mancata la spalla a cui appoggiarmi”, aveva svelato la Raffa nazionale. L’omaggio anche all’ultimo compagno della sua vita: Iapino. “Con Sergio c’è stato un rapporto diverso: lui è più giovane di me (dieci anni meno), capiva e amava le stesse cose mie. Del resto io da bambina volevo fare la coreografa, che è il suo mestiere. C’era un rapporto più giocoso, scherzoso, che poi è diventato amore, e poi per scelte diverse è finito. Ma siamo in ottimi rapporti perché il bene non muore mai”, rivela. Il rapporto con i fan: “Ho molte fan femmine che non so se siano femmine. Mai nessuna di loro però mi ha rivolto sguardi di un certo tipo…”

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