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Regeni, richiesto l’intervento del governo. L’avvocato di famiglia: “Il nostro Paese scelga da che parte stare”

Nuova udienza fissata per il prossimo 11 aprile: è richiesto l’aiuto del governo per sbloccare il processo a carico dei quattro 007 della National Security egiziana imputati del sequestro, delle torture e della morte di Giulio Regeni.

Il gup di Roma, Roberto Ranazzi, ha fissato l’udienza a seguito della richiesta del procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, aprendo nuove ricerche attraverso i Carabinieri del Ros e la trasmissione degli atti al governo italiano per verificare eventuali esiti della rogatoria inoltrata all’Egitto nel 2019. Più di tutto, si cerca un contatto con le autorità egiziane.

Contatto che, purtroppo, sembra non pervenire. Dal Cairo non arrivano risposte in merito alla rogatoria del 2019 (che chiedeva l’elezione di domicilio per gli allora cinque indagati), e nonostante il governo cerchi di stabilire un dialogo con il regime di Abdel Fattah al-Sisi, tutto tace.

A due settimane dal sesto anniversario del sequestro, nella mattina dello scorso 10 gennaio le parti si sono presentate davanti un nuovo gup. Si chiede al governo di agire, di prendersi delle responsabilità verso il ricercatore friulano e la sua famiglia, ma non solo. “La questione che riguarda la verità e la giustizia sulla morte di Giulio Regeni non è più solo una questione giudiziaria, ma è anche una questione politicache investe direttamente la responsabilità del nostro governo, non solo nell’ottenere gli indirizzi e la possibilità di notificare gli atti ai quattro imputati e quindi di svolgere il processo in Italia, ma più in generale di ottenere la collaborazione dell’Egitto affinché i responsabili della morte di Giulio Regeni siano processati e puniti per il reato che hanno commesso. Se il governo non riesce a farlo, perde di credibilità sul piano internazionale, ma soprattutto viene messa in discussione la sua capacità di proteggere la vita e la dignità dei cittadini italiani nel mondo”. Parole dure e significative da parte del deputato di LeU Erasmo Palazzotto, che si espone su Rai Radio1 durante un intervento nella trasmissione Che giorno è. Il deputato non è l’unico a rivolgersi al governo.

“Adesso chiediamo al governo di fare la sua parte e di rispondere alle istanze del giudice e alle nostre pretese di giustizia. Il nostro Paese, il nostro governo, scelga da che parte stare, se dalla parte di chi tortura e uccide e invoca impunità o di chi chiede il rispetto di diritti inviolabili”.

A parlare è Alessandra Ballerini, l’avvocato della famiglia Regeni, che si espone al termine dell’udienza preliminare.

Serena Baiocco

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