Regolamento Formula 2 – Parte 2

 Un solo imperativo: preparare i piloti al grande salto. Prestazioni, controllo dei costi, intrattenimento e sicurezza. Questa la mission della Formula 2

Ed eccoci qui, a presentarvi la seconda puntata del nostro piccolo settimanale, in cui vogliamo comunicarvi le regole e la filosofia su cui è costruita e pensata la categoria propedeutica alla F1. Se nel primo articolo vi abbiamo parlato dell’organizzazione del week-end di gara e delle prime grossolane informazioni sulle vetture, in questo andremo ad approcciare le questioni di sicurezza e di “volontà” da parte dell’organizzatore.

Come abbiamo discusso diverse volte tra le colonne di Metropolitan Magazine, il campionato FIA di Formula 2 (nato formalmente a monte della scorsa stagione) è stato progettato per essere il vero penultimo gradino nella scalata dell’Olimpo del motorsport a quattro ruote. Dunque, per ammissione della stessa organizzazione, la serie cadetta deve poter riflettere cinque valori fondamentali: prestazioni, controllo dei costi, intrattenimento sicurezza. L’intento è quindi quello di fornire dei mezzi che siano, con le dovute differenze, non troppo distanti da quelle della F1, seppur con le dovute differenze, ma che allo stesso tempo esulino i vari team a dover sostenere elevatissimi costi di sviluppo, che porterebbero un disinteresse generalizzato tra chi non ha la stessa capacità di spesa di un costruttore della categoria regina.

Prestazione
PHOTO CREDITS. FIA Formula 2 Twitter

Dopo che quella che era conosciuta sino al 2016 come GP2 Series è tornata sotto egida della FIA nella moderna denominazione FIA Formula 2, il 2018 sarà l’anno della prima rivoluzione vera della serie da parte della nuova organizzazione. Un cambiamento che avrà il suo focus nelle vetture, con Dallara e Mecachrome che hanno messo insieme un pacchetto particolarmente interessante in termini di prestazioni. Nel corso dell’inverno, si è spesso annunciato come l’intento fosse quello di rendere il più possibile confrontabile il cronometro tra una monoposto di questo tipo con almeno le ultime file della griglia della F1. Dal paddock si è convinti che in configurazione Monza, la nuova Formula 2 sarà in grado di raggiungere i 335 km/h, mentre il carico aerodinamico consentirà fino a 3.9 G di accelerazione laterale, a dimostrazione del fatto che non esiste un’altra formula junior che possa eguagliare i livelli prestazionali del campionato. I motori che forniscono oltre 612 cavalli di cilindrata, oltre a effetto suolo e gomme slick appropriate, rendono le auto F2 potenti e difficili da gestire, così come voluto dalla stessa FIA.

Controllo dei costi
PHOTO CREDITS. FIA Formula 2 Twitter

Il soldo, questione centrale che spesso attanaglia la classe regina, che richiama cicliche discussioni infinite tra aree di interesse differenti. Cosa che la Formula 2 non può permettersi, perché se deve essere la serie cadetta del motorsport a quattro ruote, lo deve essere in tutto e per tutto. Piloti giovani e promettenti, così come i tecnici, i manager e i capitali. Per quanto in valore assoluto, la categoria richiama comunque cospicui investimenti, comunque questi sono assolutamente controllati e al di sotto di un certo limite, così da favorire un fiorente ricambio e tenere le più basse barriere d’ingresso possibili. Operando a circa il 2% del costo di gestione di un team di F1, le squadre di Formula 2 gareggiano comunque sugli stessi tracciati, negli stessi weekend, per lo stesso pubblico e offrono gare tendenzialmente più equilibrate e incerte rispetto alla categoria regina. Con gli acquisti e gli sviluppi centralizzati e i severi limiti dei test, si riesce ad ottenere dunque una categoria divertente, tecnicamente mono marca e che garantista bagarre a quel pubblico che di base seguirebbe solo la più blasonata F1.

Divertimento
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Mescolare le carte. Questa una delle chiavi della serie. Con due gare al weekend, griglia in parte invertita, pitstop obbligatori, pneumatici Prime e Option e 22 vetture identiche in mostra, il campionato non mancherà mai di affascinare e divertire. L’intento è quello di sovvertire le minime differenze tra piloti e vetture, tra una gara più lunga di strategia ed una sprint in cui si deve solo pensare al sorpasso e a recuperare posizioni. Punti guadagnati sia con il giro veloce che con la pole position, condiscono una classifica generale sempre ballerina e affascinante per gli appassionati.

Sicurezza
PHOTO CREDITS. FIA Formula 2 Twitter

Prima vi abbiamo parlato di come si sia cercato di portare la F2 da un livello “Junior” ad uno per cui le prestazioni devono preparare nel giusto modo i piloti per il grande salto. Correre dunque a velocità molto vicino alla F1, necessita che la sicurezza abbia gli stessi standard e che quindi abbia la massima priorità. L’auto F2 2018 ha superato tutti i severi crash test F1 della FIA e include pannelli anti-intrusione, rende obbligatorio anche indossare il dispositivo HANS e HALO. Sintomo quindi di un’attenzione particolare che spesso viene tralasciata per indubbi motivi di costo nelle categorie minori.

Ecco a voi la seconda sgrossata sulla Formula 2. Alla prossima settimana!

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