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Maggio 18, 2021, martedì

Reiki contro il logorio della vita moderna

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Uno spot di un famoso aperitivo esaltava negli anni ’60 le virtù terapeutiche e antistress del carciofo. Erano gli anni del “boom economico”, non c’era tempo per essere depressi, negativi e pessimisti, si doveva cavalcare l’onda dell’ottimismo postbellico che portò in pochissimo tempo l’Italia a rinascere dalle sue ceneri.

La frenesia produttiva e il conseguente stress si combatteva “bevendoci su qualcosa”, con gli amici, i colleghi o semplicemente in famiglia. Era un modo di esorcizzare la fatica, la stanchezza, ma sempre con ottimismo e voglia di vivere la vita in maniera piena. Era il meritato riscatto dopo anni di privazioni e sofferenze.

Oggi quello spot pubblicitario e i valori a cui si ispira ci appare quasi irreale, a tratti ironico, così lontano dal clima che respiriamo in questo nostro travagliato XXI secolo. Sono questi gli anni di una profonda crisi di valori, di rinuncia a sogni e a speranze, anche quelle più piccole e che dovrebbero essere quasi connaturate al nostro essere “umani”.

Vivere il presente con gioia, con degli obiettivi, nella consapevolezza di costruire un futuro positivo per i nostri figli, ha lasciato progressivamente sempre più spazio al vuoto nichilistico di un oggi privo di senso, di colore, di vita.

Il logorio della vita moderna per la donna e l’uomo del XXI secolo diventa quindi una crisi esistenziale quasi senza precedenti che investe ogni aspetto della quotidianità rendendola vuota, grigia e incondizionatamente senza senso.

L’essere umano contemporaneo è quindi spesso alla ricerca di un aiuto, di uno strumento, di un mezzo per dare senso al “non senso”, per uscire da quel vuoto, da quell’alienazione, da quella mancanza di valori e obiettivi che spesso rendono il peso della vita quasi insostenibile.

Fortunatamente le risposte e gli strumenti a cui possiamo accedere sono tanti, dalla psicoterapia al counseling, dallo yoga alla meditazione, e sempre più persone iniziano percorsi di crescita personale utili per rientrare in contatto con i nostri valori essenziali, per darci obiettivi e, di conseguenza, per riconquistare la gioia di vivere.

Uno di questi strumenti, che negli ultimi anni, soprattutto in Italia, ha suscitato un notevole interesse e riscosso un ottimo successo, è la disciplina giapponese Reiki.

Ne parliamo con il Dott. Federico Scotti, uno dei principali esperti e studiosi di Reiki in Italia, autore di 3 libri sull’argomento e di numerosi articoli di approfondimento. Federico Scotti dirige il Centro My Reiki di Milano, dove conduce seminari di formazione a questa disciplina e svolge trattamenti terapeutici.

Perché secondo te Reiki può essere considerato un buon percorso di crescita personale?

Reiki è di fatto un percorso di crescita personale perché nasce negli anni ’20 del ‘900 giapponese come strumento per riequilibrare il sistema mente-corpo della persona. Il sistema mente-corpo è quel complesso insieme di relazioni che regolano il benessere dell’individuo.

Nello specifico Reiki punta a riequilibrare il kokoro, termine giapponese che identifica gli aspetti emozionali e razionali dell’essere umano. Attraverso quindi il riequilibrio del kokoro (mente) anche il corpo può sperimentare maggior benessere.

Reiki fu profondamente influenzato dal New Thought americano, filosofia nata negli Stati Uniti nell’800 che mette al centro del processo di guarigione dell’individuo l’orientamento della mente verso pensieri positivi e incentrati su profondi valori esistenziali universali.

La pratica del Reiki accoglie e fa propria questa idea del pensiero positivo americano e la cala all’interno del contesto filosofico giapponese, in cui shintoismo e buddismo sono gli elementi più evidenti. Più che una terapia energetica Reiki è dunque un percorso quotidiano di trasformazione della persona verso l’armonia del sistema mente-corpo dove l’obiettivo primario è quello di armonizzare la mente.

Ma come fa la pratica del Reiki a renderci felici?

Penso che la felicità non sia un valore assoluto per l’essere umano, nel senso che dipende dallo sguardo che ognuno di noi ha rispetto alla propria realtà e al proprio vissuto. Inoltre, l’idea che ognuno di noi ha di cosa sia la felicità, è profondamente influenzata dai nostri valori e dalle nostre credenze.

Io credo quindi che occorre capire in primo luogo che cosa secondo noi può essere il fattore determinante per la realizzazione di ciò che per noi è la felicità. In altre parole, non importa che cosa è per te la felicità, ciò che è importante è comprendere quali sono gli elementi che possono concorrere a realizzarla.

Se riteniamo dunque che la mente giochi un ruolo chiave rispetto alla nostra felicità, Reiki può essere sicuramente un valido strumento per aiutarci ad essere felici. Più precisamente: Reiki può fare al caso nostro se e solo se crediamo che il giusto atteggiamento mentale può determinare armoniche relazioni sia dentro sia fuori di noi.

Se facciamo quindi nostra l’idea che la mente è il principale ostacolo alla realizzazione dei nostri progetti di felicità possiamo quindi concordare sul fatto che, armonizzando la nostra mente, instaureremo delle relazioni più “sane” con noi stessi, con gli altri e con le situazioni di vita che stiamo attraversando.

L’equilibrio dell’armonia della mente porta quindi con sé un’idea di felicità che a sua volta è il prodotto di un equilibrio dinamico di elementi e che si manifesta in prima istanza nel benessere psico-fisico. Reiki, attraverso la sua terapia energetica, si occupa appunto di instaurare e mantenere questo delicato equilibrio dinamico, nel divenire dell’esistenza.

Reiki può renderti felice in quanto, riequilibrando il tuo sistema mente-corpo, ti permette di avere una relazione autentica con te stesso e con gli altri, lasciando andare ciò che è superfluo, disarmonico e limitante.

In questo senso penso che Reiki ti aiuti a realizzare il tuo ikigai, ossia il senso della tua esistenza. Ikigai è il prodotto di relazioni armoniche tra ciò che fai con passione, ciò che offri come servizio agli altri e ciò che ti ritorna sotto forma di riconoscimento economico.

L’equilibrio armonico di questi 3 aspetti è anch’esso di tipo dinamico in quanto soggetto al mutamento del divenire dell’esistenza. Reiki quindi ti aiuta a rientrare in armonia con il cambiamento, con il dinamismo della vita, con il naturale ritmo dell’esistenza.

Nei miei libri e nei miei seminari mi riferisco spesso a Reiki come al “ritmo dell’Universo”, nel senso che, a conti fatti, questa è una pratica che ti riporta in profondo contatto con il ritmo naturale della vita, con il tuo essere allineato ai cambiamenti nel dipanarsi della tua personale storia esistenziale; insomma, Reiki ti porta ad essere naturalmente ed autenticamente un essere umano, ad accogliere ed accettare pienamente la tua umanità.

In conclusione, Federico, perché pensi che dovremmo praticare Reiki?

Premetto che non sono un sostenitore del Reiki a tutti costi, come se questa fosse l’unica disciplina valida sulla faccia della terra. Penso invece che ognuno di noi debba scegliere con consapevolezza il percorso di crescita personale che sente più adatto alle proprie caratteristiche individuali, soprattutto in relazione agli strumenti che ogni percorso propone.

In questo senso credo che può praticare Reiki con successo ed ottenere degli ottimi risultati innanzitutto chi è alla ricerca di una disciplina tecnicamente semplice, che non necessiti di particolari doti fisiche per essere praticata; in secondo luogo può essere molto adatto a chi ritiene che la felicità non sia un valore assoluto e che quindi ricerchi un approccio alla vita dinamicamente armonico; in terzo luogo, può scegliere Reiki con soddisfazione chi è alla ricerca di un contatto più autentico con la propria esistenza, al di là di qualsiasi sovrastruttura di tipo concettuale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Mr. Redhttps://metropolitanmagazine.it/
Atipico consumatore di cinema commerciale, adora tutto quello che odora di pop-corn appena saltati e provoca ardore emotivo. Ha pianto durante il finale di Endgame e questo è quanto basta.
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