Resusciterà il mammuth lanoso: il “mammufante”

mammuth lanoso -Immagine WEB

Cosa ne pensate se fra due o tre anni , in una passeggiata magari in luogo impervio e selvaggio dell’Europa del Nord, vi imbatteste in un Mammuth Lanoso?

Non stiamo parlando di un set cinematografico e neppure di un nuovo parco a tematica prestorica. Parliamo di un mammuth in carne ed ossa, estintosi circa 4000 anni e fa e che, miracoli della genetica, ibridazione e clonazione, potrebbe tornare ad abitare il nostro pianeta.

Secondo il professor Georg Church e la sua equipe, che guida il progetto di “de-estinzione”, mancano solo due anni per creare un embrione ibrido, che comprende e mescola i caratteri del mammuth lanoso in un elefante indiano.

Si tratterà a tutti gli effetti di un ibrido elefante-mammuth, il “mammufante”: sarà in parte un elefante, ma avrà caratteristiche tipiche del mammuth, come orecchie piccole, grasso sottocutaneo, una folta pelliccia e un sangue adatto alle temperature fredde.

Già nel 2015 gli scienziati della università di Harvard avevano annunciato di essere riusciti ad inserire frammenti di DNA del mammuth lanoso nel codice genetico di un elefante attuale. Tutto questo in laboratorio, a livello cellulare, grazie alla tecnica di manipolazione nota come Crispr.

Insieme ai colleghi, lo scienziato Georg Church ha estratto il DNA dai resti di un esemplare di mammuth preservati nel permafrost di Wrangel Island: su quest’isola nell’Oceano Artico, sono sopravvissuti gli ultimi mammuth del pianeta, scomparsi definitivamente intorno a 3300 anni fa (oltre 6.000 anni dopo l’estinzione delle altre popolazioni di mammuth).

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Attualmente la clonazione-ibridazione è ferma allo stadio cellulare, ma il gruppo di scienziati ha annunciato la preparazione di embrioni. Si ritiene possibile averne già per il 2018. Mentre per la creazione di individui viventi ci vorranno ancora molti anni.

“Stiamo valutando l’impatto di queste modifiche e tentando di stabilire una embriogenesi in laboratorio” ha spiegato Church. Da quando è stato dato inizio al progetto, circa due anni fa, il numero di modifiche in cui il Dna del mammuth è stato inserito in quello dell’elefante è salito da 15 a 45. Dai test di laboratorio sembra che le cellule con genoma misto mammuth-elefante siano funzionali Successivamente si pensa di far crescere l’embrione ibrido in un utero artificiale piuttosto che utilizzare un’elefantessa, un progetto di difficile realizzazione nei prossimi 10 anni. “Speriamo di compiere tutta la procedura ex-vivo (fuori da un organismo vivente)” ha detto il professor Church, “Sarebbe irragionevole mettere a rischio la riproduzione in una specie in pericolo”.

Il mammuth lanoso, ricordiamo, è la star dei mammiferi dell’ ´Era Glaciale.

E´ stato immortalato in pitture rupestri e incisioni dell´età della Pietra e nelle mostre ai musei come la quintessenza dell´animale dell’ ´Era Glaciale. Inoltre ha rappresentato un vero enigma per la scienza evoluzionistica, la quale, attraverso i dati fossili raccolti in Siberia, è riuscita pian piano a ricostruire la presenza e le varie mutazioni evolutive di questi enormi animali, che troviamo a diverse latitudini sulla terra, per le steppe di europa, Asia Africa e Nord America.

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Lo scopo della ricerca è dunque anche quello di ampliare lo studio sulla estinzione dei grandi animali del passato: scopo principale della ricerca è capire cosa ha reso tali animali così diversi dagli elefanti, al punto da renderli adatti a vivere in ambienti molto freddi e a sopravvivere durante le ére glaciali. L’esperimento sta sollevando diversi dubbi di natura etica, anche se il team di Harvard ritiene che potrebbe servire a proteggere l’elefante asiatico dallo stesso destino del suo antenato mammuth: l’estinzione.

di Giulia La Face

https://motherboard.vice.com/it/article/la-missione-per-clonare-il-mammut-lanoso

http://www.musei.unipd.it/geologia/approfondimenti/mammut.html

https://metropolitandotblog.wordpress.com/

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