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Roma: 50 sfumature di verde

La Roma di mister Di Francesco batte agevolmente la Sampdoria guidata da Giampaolo rifilando un poker ai blucerchiati tra le mura amiche dello stadio Olimpico. Vittoria convincente inspirata dai molti giovani presenti nel rettangolo di gioco: la linea verde romanista è pronta ad esplodere?

Bentornata vittoria. Società, calciatori, staff tecnico e tifosi avranno pensato la stessa cosa dopo il triplice fischio finale di Irrati nella gara che vedeva contrapposte Roma e Sampdoria allo stadio Olimpico. La compagine guidata da mister Di Francesco, nel pomeriggio domenicale della Serie A, è riuscita a travolgere i doriani con un netto 4-1 ritrovando la vittoria casalinga in campionato che  mancava dal derby contro la Lazio. Affermazione accolta come una liberazione: se in Champions League i capitolini hanno puntualmente disintegrato le avversarie (Viktoria Plzen e CSKA Mosca), il rullino casalingo nella massima serie calcistica italiana non è altrettanto foriero di buoni risultati. L’ultima apparizione all’Olimpico della Roma (dopo i pareggi con Chievo Verona e Atalanta) lasciò l’amaro in bocca a tutti i tifosi giallorossi: la Spal di Semplici, infatti, riuscì ad imporsi 2-0 sul manto erboso dell’impianto capitolino. Dopo aver incassato due punti dalle trasferte di Napoli e Firenze (doppio 1-1) blindando il passaggio del turno europeo grazie alla vittoria nel gelo di Mosca, i calciatori di Pallotta dovevano ritrovare la vittoria in casa e così è stato: la doppietta di El Shaarawy, la rete di Juan Jesus, il goal di Schick e la segnatura dell’ex di Defrel hanno fissato il risultato sul 4-1 finale che ha permesso ai giallorossi di ritrovare la vittoria. I tre punti sono arrivati grazie ai numerosi giovani che costellano la rosa costruita da Monchi: è una Roma giallo, rossa e…verde!

Schick si è sbloccato contro la sua ex squadra (foto dal web)

Verde. Sinonimo di speranza e primavera. Accanto ai canonici colori che caratterizzano una delle due squadre della Capitale, potremo inserire anche il verde. Perché? È presto detto: la compagine che ha battuto ieri pomeriggio i blucerchiati era rigonfia di calciatori giovani e molto promettenti. Il dirigente spagnolo ha consegnato all’ex allenatore del Sassuolo una rosa fanciullesca ma estremamente tecnica. Di Francesco è stato chiamato a sostituire Luciano Spalletti, partito per la Milano nerazzurra, anche per la sua innata propensione nel lanciare calciatori giovani nel calcio che conta. Pallotta è stato accontentato: la gara vinta contro la Sampdoria ha messo in vetrina numerosi giocatori di talento che, carta d’identità alla mano, non superano i venticinque anni d’età. Giovani utili nel presente e, sperano dalle parti di Trigoria, fondamentali nel futuro. Non soltanto per quanto riguarda il calcio giocato: la Roma, non è una novità, movimenta i propri conti grazie alla compravendita dei calciatori che, in assenza di uno stadio di proprietà, rappresenta il maggior introito per le casse romaniste. Talento e giovane età, se accompagnate dall’esperienza di senatori del calibro di Dzeko e De Rossi, possono creare un mix tanto esplosivo quanto instabile: l’attuale tecnico della Roma, infatti, dovrà vestire i panni del domatore di leoni spegnendo ogni esuberanza dei suoi “ragazzi terribili“. Tanta qualità per gettare uno sguardo ottimistico al futuro: la Roma sta coltivando una generazione di calciatori che, nel prossimo futuro, potrebbero rappresentare un tesoro sportivo/finanziario per la società americana….

Pellegrini e Cristante: due giovani terribili della Roma (foto dal web)

Iniziamo la carrellata verde con un calciatore che nel pomeriggio di ieri ha ritrovato la rete con la maglia della Roma cancellando, almeno parzialmente, tutte le polemiche che aleggiavano attorno al suo nome: Patrick Schick. Il calciatore ceco, criticato spesso per il suo atteggiamento indolente, aveva sfoderato prestazioni poco convincenti nel corso di questa stagione sportiva. La presenza di un fuoriclasse assoluto come Edin Dzeko, non ha certamente aiutato la crescita dell’ex Sampdoria che ha collezionato soltanto trecentoquarantuno minuti tra campionato e Champions League. Schierato assiduamente da attaccante esterno negli ultimi minuti di match, Schick non era riuscito ad imprimere il suo marchio nelle gare dei giallorossi generando svariate polemiche: il numero quattordici dei capitolini, anche per colpe sue, non è entrato nei cuori dei tifosi romanisti che, a poco a poco, si stavano interrogando sulla bontà dell’operazione che portò il ceco alla corte di Pallotta. La rete del momentaneo 2-0 siglata dal boemo potrebbe riscrivere la storia romana dell’attaccante: il talento non manca, serve semplicemente un pizzico di cattiveria in più. 

La rete da rapace d’aria di rigore siglata da Schick non ha oscurato la grandissima prestazione di Justin Kluivert, uno dei migliori del match. Il giovanissimo olandese, oltre a cogliere un palo dopo aver spaccato la difesa avversaria, ha stupito tutti per la verve profusa in campo: scatto felino, dribbling ubriacante ed assist precisi per i compagni di squadra. Il figlio d’arte ha dimostrato, dopo le buone prestazioni in Europa, di poter essere determinante anche in Serie A grazie al suo arsenale offensivo di difficile lettura per le compagini rivali. Il classe ’99, arrivato dall’Ajax nella sessione estiva del calciomercato, potrebbe diventare un fattore importante nella travagliata (almeno fino a questo momento) stagione giallorossa: l’unico goal realizzato con la maglia della Roma dal talentino orange nel 5-0 contro il Viktoria Plzen, può trarre in inganno gli spettatori meno attenti. Kluivert ha margini di crescita sconfinati e, con la giusta testa e guida, potrebbe diventare un tassello essenziale nello scacchiere tattico dei capitolini. A volte, data la giovane età, s’incaponisce con giocate effimere ma questo, ne siamo certi, è un dazio da pagare al cospetto della sua carta d’identità. 

Kluivert in azione con la maglia della Roma (foto Luciano Rossi/AS Roma/ LaPresse)

Arriviamo al polmone verde dei romani. No, non stiamo parlando delle bellissime ville comunali che donano alla Città Eterna una macchia di vegetazione tra l’asfalto della metropoli, bensì del centrocampo di mister Di Francesco: Pellegrini, Cristante e Zaniolo (senza dimenticare l’accantonato Coric) rappresentano una delle sfide di mercato di Monchi. L’ex Sassuolo ha preso in mano le redini della compagine capitolina  dopo aver passato un anno tormentato in maglia giallorossa: il nuovo ruolo da trequartista disegnatogli dal tecnico pescarese esalta le caratteristiche del numero sette cresciuto nel vivaio romanista. La rete siglata nel derby contro la Lazio ha infuso nel ragazzo una grandissima dose di autostima che ha migliorato esponenzialmente le sue prestazioni.

Pellegrini (e Under, ndr), ormai, rappresenta una delle certezze della Roma. Passiamo da un cardine fondamentale ad un calciatore che, nei piani iniziali, doveva esserlo: arrivato per 30 milioni di euro dall’Atalanta dopo essere stato eletto “Miglior centrocampista della Serie A“, Bryan Cristante ha trovato diverse difficoltà durante la sua nuova esperienza professionale. Le buone prestazioni contro i russi del CSKA e con la Sampdoria potrebbero voltare la stagione del centrocampista italiano: l’ex bergamasco è apparso tonico, grintoso e puntale negli inserimenti abbinando tecnica e quantità sulla linea mediana del campo. Il suo stacco perentorio corretto in rete da Juan Jesus è la prova che qualcosa nel ragazzo sta cambiando: le caratteristiche del numero quattro romanista potrebbero avvicinarsi al vecchio detentore di quella maglia che, pochi mesi fa, si è trasferito all’Inter raggiungendo Spalletti. È ancora molto presto per paragonare Cristante a Nainggolan ma con un lavoro specifico sulle doti fisiche e tecniche del ragazzo, la Roma potrebbe costruirsi in casa l’erede del belga. A Trigoria ci credono. 

Zaniolo contro il Real Madrid (foto dal web)

Dopo aver esordito tra i professionisti nella sfida europea del Santiago Bernabeu contro il Real Madrid, Zaniolo si sta ritagliando uno spazio importante tra le fila della Roma: arrivato dall’Inter nella trattativa che portò Nainggolan a vestire il nerazzurro, il giovane centrocampista ha dimostrato di poter far parte della rosa capitolina. Estro, fisico e tanta esuberanza giovanile: l’ex Virtus Entella è una delle scommesse fatte dalla società romanista in sede di calciomercato. Durante i centosettantanove minuti stagioni accumulati tra campionato e Champions League, il numero ventidue giallorosso si è distinto per carattere e giocate interessanti: profilo da seguire con assoluta attenzione, a Trigoria sono certi di aver prelevato un calciatore dal futuro roseo. 

La Roma che si è rialzata a suon di reti contro la Sampdoria ha varato la linea verde: il futuro (ed il presente) dei capitolini passa tra i piedi di questa generazione di talenti che, nel calcio dei grandi, lotta per conquistare quel comodo posto al sole in una delle piazze più complicate del campionato italiano: Roma ti accoglie, ti coccola in modo spropositato ma è anche capace di ridurre ai minimi termini la carriera di un giovane calciatore che, rincorrendo il suo sogno, si è adagiato sulla riva del Tevere

ANDREA MARI

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