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Rosa Serrapiglia, chi è la grande donna, moglie e compagna di vita di Mario Merola

L’indiscusso Re della sceneggiata, Mario Merola, con gli incassi delle prime esibizioni era riuscito a sposare la sua amata moglie Rosa Serrapiglia, dopo 13 anni di fidanzamento, il 6 aprile del 1964. Matrimonio dal quale avranno tre figli: Roberto, Loredana e Francesco. I due figli maschi, hanno seguito le orme del padre. Roberto è infatti un organizzatore di eventi musicali, mentre Francesco  è cantante che da poco ha presentato a Domenica In il brano “Parl cu me”. Un vero e proprio tributo al papà Mario. Fu proprio il padre a lanciarlo nel panorama artistico. Tutti ricordano “L’urdemo emigrante”, brano che vinse il Festival di Napoli nel 2001.

Mario Merola è nato a Napoli il 6 aprile 1934 ed è stato soprannominato il Re della sceneggiata per essere riuscito a dare a questo genere tipicamente regionale una popolarità e una dimensione nazionale e un successo sconosciuto prima.

Inizia a sviluppare la passione per il canto con l’aiuto del collega Salvatore De Lillo e con gli incassi delle prime esibizioni canore riesce a sposare Rosa Serrapiglia, dopo 13 anni di fidanzamento, il 6 aprile 1964, dalla quale avrà tre figli: Michele Roberto, Loredana e Francesco.

La prima esibizione in pubblico di Merola avviene per caso, agli inizi degli anni sessanta. Nel 1962 Mario Merola incide il suo primo disco, Malufiglio raggiungendo una certa fama.

Nel corso degli anni sessanta Merola realizza dischi, si esibisce in spettacoli, matrimoni e feste di piazza, arrivando ad essere anche un “talent-scout”. Durante uno spettacolo all’Arena Fledeo il grande Totò gli chiese di prendere la chitarra e di cantargli un po’ di canzoni.

Tra gli anni settanta e ottanta rilancia la tradizionale sceneggiata, un canovaccio teatrale ispirato a una canzone del repertorio popolare e di solito basato sul triangolo “isso, essa e ‘o malamente” (lui, lei e il mascalzone).

Debutta al cinema nel 1973 con il film Sgarro alla camorra nel ruolo di Andrea Staiano, con la regia di Ettore Maria Fizzarotti. L’attività cinematografica viene ripresa nel 1978, quando viene chiamato dal regista Alfonso Brescia e da Ciro Ippolito per interpretare tre film: L’ultimo guappo; Napoli… serenata calibro 9 e Il mammasantissima.

Nel 1977 Mario Merola e altri artisti italiani, tra cui Luciano Pavarotti, sono alla Casa Bianca invitati da esponenti politici statunitensi tra cui il presidente Gerald Ford e il segretario di stato Henry Kissinger.

Era una festa ufficiale, Merola rappresentava la Canzone classica napoletana e si esibì con le più belle canzoni napoletane per un’ora.

Nel resto degli anni novanta è vicino alle prime esperienze canore di Gigi D’Alessio, il quale gli dedicherà poi la canzone Cient’anne! (“Cento anni!”). Nel 2000 partecipa come attore, ritornando al cinema dopo 16 anni, al film di Roberta Torre Sud Side Stori.

Il 7 novembre 2006 Mario Merola è ricoverato in rianimazione presso l’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia dopo aver mangiato delle cozze crude. Domenica 12 novembre intorno alle 21 è morto per arresto cardiocircolatorio, nello stesso ospedale.

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