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Lazio, investi oggi e raccogli domani

Rinforzata la rosa in vista del ritiro di Auronzo di Cadore, il mercato della Lazio si è concentrato sulla programmazione futura tra Primavera e prestiti alla Salernitana. Un asse, quello Roma-Salerno, che negli ultimi anni ha prodotto ottimi prospetti aggregati in pianta stabile in prima squadra. Una soluzione non apprezzata da tutti in Campania.

Costruire un organico pronto per tutte le competizioni senza dimenticare di investire su un progetto a medio lungo termine. Un’idea interessante incentrata sul binario Lazio-Salernitana che nella capitale, da qualche anno a questa parte, sta portando i suoi frutti.

Acquistare baby talenti e farli maturare in quel di Salerno prima di lanciarli alla conquista della Serie A. Questa la strategia privilegiata dalla dirigenza biancoceleste per avere a disposizione calciatori giovani già rodati per grandi palcoscenici.

E se in qualche caso il denaro investito non ha generato i frutti sperati, Lotito può contare su altrettanti esempi chiari e limpidi che lo spingono a rafforzare l’asse Roma-Salerno: Luiz Felipe ed Andrè Anderson docent.  

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Nell’ ultima stagione con la Lazio Luiz Felipe ha collezionato 25 presenze mettendo a segno una rete ed un assist – Photo Credit: www.foxsports.it

Top e flop

Scorrendo la lista dei calciatori che hanno attraversato sentiero Lazio-Salernitana e il bilancio parziale si attesta intorno ad una situazione di sostanziale parità tra top e flop.

Le scommesse non andate in porto non mancano a partire da Tiago Casasola tornato a Roma dopo pochi mesi in amaranto e fuori dal progetto tecnico di Inzaghi, passando per Ronaldo giunto dall’ Empoli nel gennaio 2016 e trasferito in prestito ai cavallucci per un anno e mezzo prima di abbandonare definitivamente la Lazio sino ad arrivare a Djavan Anderson giovane promessa del Bari che in quel di Salerno non si è fatto quasi notare nonostante poco meno di 20 presenze all’ attivo.

Chiuso il capitolo dei flop, in alcuni casi la linea di Lotito ha pagato al meglio. Si prenda Luiz Felipe, difensore duttile tatticamente oramai da due anni nel giro dei titolari biancazzurri. Il brasiliano giunto nella capitale nel 2016 in quel di Salerno è maturato al meglio pur non giocando molto tanto da convincere la dirigenza laziale a riportarlo in pianta stabile a Formello.

Si consideri anche la situazione di Andrè Anderson, nuovo jolly offensivo nelle mani delle aquile. L’ ex Santos, dopo un anno in cadetteria con 18 presenze e due mercature, ha stregato gli addetti ai lavori e non solo nel corso del ritiro di Auronzo di Cadore convincendo Inzaghi a puntare seriamente su di lui. Un classe 1998 paragonato dal ds Tare nel corso della conferenza stampa di presentazione di qualche giorno fa ad Hernanes per passo e modo di giocare. Paragoni forti da prendere con le molle per evitare voli pindarici generatori di cadute molto dolorose.

Avanti il prossimo: la Lazio attende

Una linea societaria chiara e consolidata nel tempo messa in atto anche nella sessione di mercato in corso. Alla volta di Salerno, facendo prima scalo a Roma, sono partiti, tra gli altri, il centrocampista Sofian Kiyine proveniente dal Chievo Verona, il difensore cipriota Andreas Karo che può vantare anche una presenza nelle fasi di qualificazioni all’ Europa League ed il polacco classe 1998 Patryk Dziczek, il quale appena un mese fa ha avuto il privilegio di disputare un turno preliminare di Champions League ed uno di Europa League.

Prospetti dal sapore quasi internazionale i quali, oltre a risultare utili negli schemi della Salernitana di Giampiero Ventura, potrebbero rappresentare dei veri valori aggiunti nella Lazio del domani. Tra i tre, inoltre, l’ex clivense Kiyine ha in bacheca già qualche presenza in Serie A, fattore da non sottovalutare nel processo di crescita di un giovane che, qualora fosse approdato in altre piazze diverse dalla Lazio, oggi calcherebbe probabilmente i campi della massima serie.

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Nella stessa stagione al Chievo Verona Kiyine è sceso in campo per 25 volte- Photo Credit: www.lebombedivlad.it

Tre giovani con un biglietto da visita già interessante che dovranno sfruttare al massimo un anno in purgatorio per entrare in paradiso dalla porta principale.

E a Salerno?

Cedere in prestito per far crescere e maturare nuovi talenti prima di riportarli a casa. Una linea operativa ben delineata che in Campania genera molto malcontento con i tifosi dell’ Arechi stufi di vedere la propria squadra del cuore trattata come “serbatoio di talenti” dei capitolini.

Un mal di pancia esploso in tutta la sua portata durante la conferenza stampa di Giampiero Ventura alla vigilia della sfida con il Pescara, dove l’ex ct della nazionale ha risposto a riguardo:

“Penso solo alla Salernitana, non devo preparare giocatori in ottica Lazio”. – Giampiero Ventura ( www.tuttosalernitana.com )

Dubbi fugati in un attimo dal tecnico, ma che nella mente di ogni supporter campano rimangono fissi e generano un certo senso di insofferenza nel momento in cui si realizza l’impossibilità di trattenere i ragazzi che fanno bene con la maglia amaranto. Sul punto, è stato esplicito ancora una volta Ventura con parole che sanno di coltellate al cuore dei salernitani:

“Io avrei voluto Andrè Anderson con me, la qualità non si rifiuta mai. Lo hanno trattenuto, non posso farci niente”. – Giampiero Ventura ( www.tuttosalernitana.com)

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