Cronaca

Sanremo, 50 anni fa moriva Luigi Tenco: una tragedia ancora irrisolta

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Mentre è cominciato il conto alla rovescia per il Festival di Sanremo, la memoria torna a 50 anni fa quando moriva proprio a Sanremo il cantautore Luigi Tenco. Una morte che è un mistero irrisolto da sempre e che tinse di giallo quell’edizione del Festival del 1967. È passato mezzo secolo dalla morte del cantautore, uno dei più grandi della storia della musica leggera italiana. Aveva solo 29 anni quando il suo corpo senza vita fu trovato nella sua camera d’albergo dell’Hotel Savoy.

Luigi Tenco si presentò con la canzone Ciao amore ciao, esibendosi in coppia con la cantante francese Dalida, alla quale era legato da una turbolenta relazione sentimentale.

Era la prima volta che saliva sul palcoscenico del Festival della Canzone.

Luigi sa che un’esibizione dal vivo dinanzi a una platea non è il suo forte e ha paura che la sua canzone non venga capita. Consapevole di una vicina eliminazione, dichiarò a Mike Bongiorno, conduttore di quell’edizione: “Questa è l’ultima volta.” A queste parole, Bongiorno rispose con le seguenti: “L’ultima volta che canti un brano fox.” Lo stesso conduttore, scomparso a metà anni duemila, avrebbe in seguito raccontato che in quel momento pensava che Tenco avesse deciso di interrompere la carriera artistica.

Il brano di Tenco non venne apprezzato dagli organizzatori del Festival e non fu ammesso alla serata finale, classificandosi al dodicesimo posto.

E quella notte ufficialmente Luigi Tenco si tolse la vita con un colpo di pistola alla tempia destra nella sua stanza all’Hotel Savoy. Ma sono ancora molte le incongruenze, le ombre e i silenzi che permangono attorno a questa morte, oltre ai particolari che continuano a emergere e che fanno sì che la domanda: “E’ stato un suicidio o un omicidio?”, sia più che lecita. Quella notte c’era uno strano silenzio intorno alla stanza 219. Nessuno sente lo scoppio del proiettile.

Dietro la tesi dell’omicidio ci sono diverse interpretazioni: c’è chi parla di un’esecuzione, perché si pensa che Tenco avesse scoperto che dietro i luccichii del Festival si nascondessero stupefacenti, scommesse e corruzione. Si è parlato di droga, di debiti e di Marsigliesi (l’organizzazione criminale operante tra Francia e Italia durante la prima metà degli anni ‘70).

L’ipotesi del suicidio non ha mai convinto del tutto parenti e fan, increduli del fatto che Tenco avesse potuto uccidersi perché escluso da una competizione musicale. I dubbi furono alimentati da alcune stranezze sul luogo della morte. Anzitutto il corpo che, visto da testimoni in posizione diverse, era stato spostato per qualche motivo. Incongruenze anche sul luogo dove si trovava la pistola: nei verbali risulta prima nella mano, poi “lontana dal corpo”, poi “tra le gambe”, infine “sotto il comò”.

Ad infittire il mistero, il biglietto d’addio presumibilmente redatto dal cantautore che recitava: “Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sia stanco della vita, tutt’altro, ma come atto di protesta contro un pubblico che manda ‘Io, tu e le rose’ in finale. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao, Luigi“.

A distanza di anni, sulla vicenda hanno continuato ad aleggiare ancora molti dubbi, tanto che le indagini sono state riaperte due volte: la prima nel dicembre 2005 e la seconda nel 2016, ma le due istruttorie sono servite, in realtà, a confermare l’ipotesi di suicidio.

Dopo la morte di Tenco il Festival di Sanremo, scandalosamente, non fu sospeso ma proseguì come se nulla fosse accaduto.

Se la vita e la morte di Luigi Tenco sembrano un racconto noir, a distanza di tanti anni quell’alone di leggenda intorno al suo nome sembra non esaurirsi. Il gesto estremo del suicidio, tragico e inspiegabile allo stesso tempo, ha di fatto portato via prematuramente un genio alla storia della musica italiana.

A cinquant’anni dalla dipartita di Tenco, il ministero dello Sviluppo Economico ha deciso di dedicargli un francobollo stampato dalla Zecca in 800mila esemplari. E sul palco del teatro Ariston Tiziano Ferro tributerà allo sfortunato artista un omaggio cantando Mi Sono Innamorato Di Te.

 

Patrizia Cicconi

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