Cronaca

Scandalo Samsung: chiesto l’arresto per il vicepresidente Lee

Il vice presidente del colosso Samsung Electronics, Lee Jae Yong è stato coinvolto nelle indagini che hanno portato nei mesi passati all’impeachment della presidente sudcoreana Park Geun-hye.

Per Lee, discendente dell’ultima generazione della famiglia Samsung, è stato chiesto un mandato di arresto, perché accusato di illecito, corruzione e falsa testimonianza.

Il rampollo della multinazionale avrebbe versato infatti tangenti a favore di diverse fondazioni controllate da Choi Soon-Il , la ormai famosa amica-sciamana (anche lei sotto accusa per illeciti nell’indagine che coinvolgono la presidente sudcoreana) intima della presidente Park, in cambio di appoggi da parte del governo per  la concretizzazione, a suo favore, di piani per il raggiungimento di alti livelli all’interno della dirigenza Samsung.

Si sospetta che l’azienda abbia addirittura pagato circa 25 milioni di dollari a Choi per ottenere l’appoggio dal Fondo Pensionistico Nazionale (Nps)  e permettere nel 2015 una fusione tra due aziende importanti del gruppo Samsung che avrebbero spianato l’ascesa al potere di Lee.

Quest’ultimo  ha ammesso, dopo 22 ore di interrogatorio, di aver effettuato transazioni a favore delle due aziende ma ha negato che  lo scopo fosse quello di ottenere favoritismi.

Già da alcuni mesi si stavano facendo indagini che portavano su questa strada, da quando cioè il paese è stato sconvolto dallo scandalo più importante degli ultimi decenni a causa della Presidente sudcoreana e dalla sua confidente Choi. Quest’ultima, approfittando del suo rapporto di amicizia con la Park, si è intromessa in diverse scelte di politica interna e non solo, per estorcere ingenti somme di denaro a diverse aziende.

La scoppio di questo scandalo ha portato il parlamento a votare, nel mese di novembre, all’impeachment della presidente che ha avuto esito positivo. Da quel giorno, la corte ha circa sei mesi per decidere se destituire la Park dal suo ruolo.

Domani si saprà se il mandato di arresto nei confronti di Jae Yong Lee verrà confermato, e se cosi fosse, sarà sicuramente un duro colpo per la Samsung che dovrà sicuramente affrontare problemi ben più grossi dello scoppio dei cellulari per anomalie e problemi di produzione. La bomba ormai lanciata, avrà inevitabilmente delle conseguenze inimmaginabili per la multinazionale e per l’economia di tutto il paese in quanto, ricordiamo,  Lee al momento non  è  solo il vicepresidente ma a tutti gli effetti il leader dell’azienda da quando il padre ha avuto problemi cardiaci lo scorso ottobre.

Rosanna Maurici

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