Cronaca

Serie A: vincono Roma, Napoli e Lazio. Sassuolo a valanga sul Palermo, pareggio senza reti fra Sampdoria ed Empoli.

SERIE A, 20^ GIORNATA DI CAMPIONATO.

 
UDINESE-ROMA 0-1
LAZIO-ATALANTA 2-1
SASSUOLO-PALERMO 4-1
SAMPDORIA-EMPOLI 0-0

NAPOLI-PESCARA 3-1

UDINESE-ROMA 0-1: La Roma di Spalletti è alla costante caccia dei campioni d’Italia della Juventus, prima con un buon margine di distacco dai giallorossi. Per coltivare il seme flebile di una rincorsa vincente, i giallorossi devono battere l’Udinese altalenante dell’ex Delneri alla ‘Dacia Arena’. La partenza della Roma è fulminante: il giro palla dei capitolini viene ricamato da Strootman, il pallone arriva dalle parti di Dzeko che, tentando di sorprendere Karnezis con un tocco vellutato, spedisce il pallone di poco alto sulla traversa. Qualche minuto dopo Nainggolan arpiona un pallone vagante nell’area di rigore friulana e serve El Shaarawy, il ‘Faraone’ conclude violentemente ma l’estremo difensore bianconero devia in corner. Al ’12 la pressione della Roma viene premiata: Strootman verticalizza di prima per l’accorrente Nainggolan, il belga si coordina e calcia al volo ad incrociare. Goal meraviglioso e Roma meritatamente avanti. Al ’17 la Roma potrebbe siglare il goal del doppio vantaggio; Faraoni stoppa, all’interno dell’area di rigore, un cross di El Shaarawy con il braccio. Per Damato è calcio di rigore. Dzeko, però, si fa ipnotizzare da Karnezis e spedisce alle stelle il tiro dagli undici metri. Rinfrancato dall’errore esce l’Udinese: al ’22 prima Felipe di testa e successivamente De Paul tentano di riequilibrare il parziale ma Szczesny chiude le via del goal con due interventi miracolosi. La Roma si abbassa ed al ’45 l’invito di De Paul non trova, per pochissimi centimetri, la deviazione vincente di Zapata. Partita più bloccata nei secondi quarantacinque minuti: Totti inventa prima per Nainggolan, poi per Dzeko ma gli avanti giallorossi non trovano la via del goal. A fine partita sussulto friulano con Thereau ma l’estremo difensore della Roma blocca senza problemi. Vittoria fondamentale per gli uomini di Spalletti, la corsa continua. L’Udinese, più spigliato nel primo tempo, subisce il secondo K.O. consecutivo in casa. Delneri dovrà lavorare ancora molto.

 

NAINGGOLAN, FOTO DAL WEB.
LAZIO-ATALANTA 2-1: Allo stadio ‘Olimpico’ di Roma si affrontano le rivelazioni del campionato; la Lazio di Inzaghi è alla costante caccia di Roma e Napoli e la vittoria odierna garantirebbe la prosecuzione della corsa per la qualificazione alla prossima Champions League. L’Atalanta di Gasperini vuole continuare a stupire, l’Europa League è un traguardo possibile per gli orobici. Al ’13 la sfortuna sorride, con il suo ghigno peggiore, ai biancocelesti: Alberto, bravissimo a girarsi in modo fulmineo, centra in pieno il palo a portiere avversario battuto. La malasorte compie, poi, la sua opera al minuto ventuno quando Freuler ruba palla a Radu e smista verso Petagna che controlla ed al volo batte Marchetti per il vantaggio della ‘Dea’. La partita s’innervosisce e l’arbitro è costretto a sventolare diversi cartellini gialli (rosso ad Inzaghi per proteste) per sedare la frustrazione laziale. In pieno recupero di primo tempo Lulic pesca in area di rigore Savic, il fantasista serbo anticipa la marcatura di Zukanovic e deposita, di testa, il pallone in rete. La prima occasione del secondo tempo coincide con il goal partita: Immobile prima si procura un calcio di rigore (atterramento ad opera di Berisha) e successivamente, al minuto sessantotto, realizza la massima punizione spiazzando il portiere. L’Atalanta incassa il colpo e non si riprende più: al ’79 viene allontanato per proteste anche il tecnico atalantino ed al minuto ottantacinque Savic, imbeccato dal tacco smarcante di Immobile, si divora il possibile 3-1 dinnanzi a Berisha. La Lazio continua la sua corsa sfrenata verso un piazzamento in Champions, ribaltare nettamente un parziale denota la freschezza atletica e mentale della banda Inzaghi. I bergamaschi, di contro, hanno perso una ghiottissima opportunità per continuare, più autorevolmente, a sognare in grande.
IMMOBILE, FOTO DAL WEB.
 
SASSUOLO-PALERMO 4-1: Le paturnie di un Sassuolo in crisi di risultati e la gelida discesa rassegnata verso il baratro della serie cadetta del Palermo. Al ‘Mapei Stadium’ va in scena uno scontro delicatissimo fra i neroverdi di Di Francesco ed i rosanero di Corini. La gara parte col botto: gran lavoro di Nestorovski che controlla al limite dell’area di rigore, il macedone serve con il tacco l’accorrente Quaison che batte Consigli dopo averlo dribblato sulla destra. Al ‘8 Palermo avanti! La gioia dei tifosi rosanero dura un battito di ciglia: al ’15 Berardi verticalizza per Matri, l’ariete ex Milan fucila Posavec con un destro potente sotto la traversa. Il pareggio scuote nuovamente il Palermo, Embalo e Jajalo impensieriscono Consigli. Al venticinquesimo la rimonta neroverde si completa: Berardi trova il taglio di Ragusa, l’esterno italiano supera Vitiello e con un pallonetto batte Posavec. Inutile il tentativo di Gonzalez che non riesce a togliere il pallone dalla porta. Sassuolo avanti! La rete dello svantaggio affossa il Palermo, nei secondi quarantacinque minuti il ‘Mapei Stadium’ assieste ad un monologo, spezzato dalla ghiotta occasione di Rispoli, dei locali. Il predominio territoriale della società di Squinzi si concrettizza al ’66 quando Ragusa, approfittando dell’errore di Morganella e Posavec, si vede respingere il pallone del 3-1. Sulla respinta Matri, vero rapace nell’occasione, infila comodamente il pallone del doppio vantaggio. Grandina sul povero Palermo al minuto ottantaquattro quando Politano, sfruttando l’assist di Defrel, fredda per la quarta l’estremo difensore palermitano con un preciso diagonale. La vittoria odierna catapulta il Sassuolo a 21 punti in classifica allontanando, per ora, gli spettri di una clamorosa retrocessione. Il Palermo, assieme a Crotone e Pescara, dovrà abituarsi con tutta probabilità alla Serie B. Per buona pace di Zamparini.
MATRI IN AZIONE, FOTO DAL WEB.
 

SAMPDORIA-EMPOLI 0-0: Sampdoria ed Empoli, di scena a ‘Marassi’, hanno il comune obiettivo di allontanarsi il più possibile dalla zona rossa. La paura, durante il match, si fa sentire e lo spettacolo ne risente inevitabilmente. Il primo sussulto si registra al ’21 quando Praet innesca Muriel, la punta colombiana non trova il bersaglio grosso dopo una spaccata. Al minuto ’29 grandissima occasione per gli ospiti: Palombo atterra Mchedlidze in area, per Celi è calcio di rigore. La punta georgiana si incarica della battuta ma la sua conclusione è disinnescata da Puggioni che congela il parziale sullo 0-0. Scampato il pericolo la Samp si desta dal torpore al minuto ’38, tiro forte e teso di Muriel da posizione defilata, palla che viene deviata da un difensore che per poco non beffa Skorupski, ma il portiere dell’Empoli riesce ad intervenire con un prodigioso intervento di piede. La musica non cambia nel secondo tempo: i padroni di casa provano con più insistenza e l’Empoli si accontenta di operare sortite offensive con fulminee ripartenze. Al ’78 Sampdoria vicinissima al vantaggio: cross di Torreira dalla trequarti, Muriel in scivolata calcia a botta sicura ma Skorupski e Laurini impediscono alla sfera di varcare la linea bianca. In pieno recupero ultima chance della ‘Doria’ con la sassata dai diciotto metri di Linetty, tiro fuori dallo specchio per pochissimi centimetri. La squadra di Gianpaolo, almeno ai punti, ha dimostrato di crederci di più degli avversari oderni mentre la formazione di Martusciello può soltanto recriminare sul rigore fallito dal suo bomber. La paura, in definitiva, con il passar dei minuti è stata la vera padrona incontrastata della gara. Vedendo gli altri risultati, però, il punto a testa preso dalla due compagini regala un piccolo passettino verso la salvezza di entrambe.

 

IL ‘MARASSI’ DI GENOVA, FOTO DAL WEB

 

NAPOLI-PESCARA 3-1: Davide contro Golia. Leone a caccia di gazzelle. Napoli-Pescara assume le fattezze di una gara scontata e di facile lettura. Gli uomini di Sarri, guidati da un Mertens in forma eccezionale, vogliono incamerare senza difficoltà i tre punti al cospetto di un Pescara fragile e non attrezzato completamente per la permanenza nella massima serie. I padroni di casa partono forte: Hamšík riceve palla al limite dell’area, si libera di Benali e conclude a rete. Bizzarri si distende e mette in angolo con la punta delle dita. La continua pressione del Napoli stordisce gli abbruzzesi, la squadra di Oddo non riesce a trovare il proverbiale ‘bandolo della matassa’ ma, incredibilmente, costringe i partenopei ad andare al riposo sullo 0-0. L’inzio di ripresa si tramuta in una mattanza del Napoli ai danni di un Pescara rimasto negli spogliatoi: al ’47 Jorginho batte un calcio di punizione dal limite dell’area, il suo cross trova la deviazione di testa di Tonelli, che porta in vantaggio i suoi. La banda di Oddo non ha neanche il tempo di focalizzare lo svantaggio appena acquisito che ricapitola nuovamente: Zieliński raccoglie una respinta di Bizzarri (l’estremo difensore biancazzurro aveva neutralizzato un tiro scagliato da Callejón) ed imbecca in area Hamšík: lo slovacco colpisce al volo e non lascia scampo al portiere. Ci vuole un regalo di Strinic per registrare una palla goal del Pescara, il neo acquisto Gilardino (servito dal croato) si divora il 2-1 dinnanzi a Reina. Il pericolo scampato ricorda al Napoli di chiudere la gara: al ’85 Mertens piomba su un cross basso di Allan e devia in rete da due passi. Tris del Napoli. In pieno recupero, quanto meno, il Pescara si toglie la soddisfazione di siglare il goal della bandiera con Caprari dagli undici metri. Bravissimo, nell’occasione, il giovane calciatore rumeno Mitrita a sorprendere una difesa del Napoli assonnata dal parziale. I partenopei conquistano, così, i tre punti e restano in scia della Roma (vittoriosa ad Udine) mentre il Pescara patisce l’ennesima sconfitta. La banda di Oddo, attenta e granitica nel primo tempo, non dispone dell’esperienza necessaria per interpretare queste sfide. L’inesperienza, si sa, si paga a caro prezzo. La Serie A mostra sempre il suo salatissimo conto.

 

L’ESULTANZA DI MERTENS, FOTO DAL WEB.

ANDREA MARI

 
 
 
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