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Serie B Hockey inline: emergenza continua!

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La seconda lega nazionale ormai in uno stato di crisi costringe la Fedrazione ad unificare i campionati di B e C. Non si cercano colpevoli ma soluzioni.

“Se osservi abbastanza attentamente il tuo problema, ti accorgerai di essere parte del problema.”
Spesso nella natura umana si è abituati a pensare che i problemi accadano per vari motivi, dettati da un caso, da un determinato momento, dalla sfortuna o da un errore. Tutto abbastanza vero, ma se andiamo ad analizzare attentamente il problema, il più delle volte possiamo realizzare il fatto che noi stessi siamo artefici di quel problema.

Purtroppo il momento attuale dell’hockey inline ne è la prova lampante: un movimento che sta perdendo la sua “classe media”, la serie B, e lo sta facendo con uno svilente stato di impotenza. Nonostante gli sforzi per recuperare una situazione che già in estate si era dimostrare a dir poco drammatica (sportivamente parlando), le soluzioni di emergenza non solo non sono state prese in considerazione dalle società, anzi esse stesse sono riuscite a creare altri problemi che hanno di fatto sancito, almeno per il momento, la fine di un campionato.

Incontro tra Mammuth Roma e Piacenza la scorsa stagione
Foto ©Rita Földi

La scorsa stagione la serie B aveva faticato per trovare il suo giusto assetto e per farlo si era dovuti scendere a compromessi con le società, disposte a prendere parte alla manifestazione solo dopo essersi assicurare che la Federazione eliminasse temporaneamente delle regole viste solo come paletti limitativi.

Certo, in alcuni casi ci vuole flessibilità e spirito di adattamento per trovare il giusto equilibrio, ma senza esagerare perché poi si rischia di stravolgere il corso naturale di una evoluzione. L’hockey inline negli anni ha dovuto spesso confrontarsi con problemi di organizzazione e gestione dei campionati, questo dovuto anche ad un processo di crescita che fin ora era stato a corrente alternata, ma che ha comunque portato il nostro sport a grandi risultati con le varie nazionali, sinonimo che i talenti ci sono e si lavora bene in ambito internazionale. Tutto ciò non basta, e se da una parte portiamo a casa medaglie importantissime, dall’altra non riusciamo a garantire il regolare svolgimento delle attività agonistiche. Solo due anni fa la serie A2 era un campionato di tutto rispetto con squadre che lottavano fino all’ultimo giorno di campionato per salire nella massima serie mentre ora quella categoria non c’è più, ad iniziare dal nome. Già, perché due stagioni fa si decise di variare la denominazione da A2 a B; è stato l’inizio dei problemi? Non lo sappiamo, ma di certo variare il regolamento, rendendolo meno restrittivo, per agevolare la partecipazione delle squadre è stato, a nostro parere, l’inizio di un percorso che ci ha portato alla situazione di oggi. I campionati di alta fascia sono sicuramente dispendiosi e le società sono sempre più in affanno, ma di certo far perdere credibilità stagione dopo stagione alla seconda Lega nazionale, facendola assomigliare ad un campionato amatoriale, ha indotto tutti a non prendere più sul serio gli impegni. Dunque vediamo squadre che vengono promosse e poi non si iscrivono, ripartendo dal basso, vediamo gare accorpate tra loro e squadre che possono giocare senza il secondo portiere. Uno stravolgimento dei campionati ed un passo indietro che ha segnato una netta linea di demarcazione tra l’elite ed il resto delle squadre. In questo modo non ci sarà più ricambio, non ci saranno squadre in grado di ambire ad una promozione in A perché non avranno modo di alzare il proprio livello e competere per migliorarsi. Le squadre di serie A che retrocederanno, a meno che non cambi anche questo, verranno catapultate ad un livello molto più basso, una sorta di doppia retrocessione non voluta com’è successo quest’anno a Roma e Piacenza. Una punizione troppo dura per due squadre che ad oggi erano abituare ad aver già fatto preliminari di Coppa e almeno un paio di turni campionato, mentre adesso sono ferme senza campionato in attesa che qualcosa succeda.

Ieri un comunicato ufficiale della Federazione ha annunciato che dato lo stato di emergenza dovuto alle scarsa presenza di squadre iscritte al campionato di serie B, molto probabilmente si prenderà in considerazione l’unione dei campionati B e C. Una soluzione, a quanto pare l’unica applicabile in questo momento, obbligata per continuare andare avanti, ma che non risolve i problemi anzi rischia di amplificarli alimentando un mal contento generale.

Vogliamo crescere, pretendiamo sempre il meglio, ma vogliamo che sia fatto sempre come vogliamo noi ignorando ciò che abbiamo intorno. Federazione o società non fa differenza, siamo tutti parte di un problema che dobbiamo riuscire a risolvere insieme.

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