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Maggio 16, 2021, domenica

Sigarette elettroniche: le leggi per la vendita e lo svapo in regola

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Quando sono entrate per la prima volta nel mercato europeo, nel 2005, le sigarette elettroniche non erano soggette a rigide normative. Lo svapatore poteva fumare ovunque volesse e poteva persino inondare i suoi colleghi con vapori profumati (nei limiti del rispetto ovviamente).

Nel 2014 sono apparse le prime leggi per regolamentare l’uso delle sigarette elettroniche da parte della Commissione Europea, le quali – in particolare – vietavano la vendita di prodotti per lo svapo ai minori di 18 anni.

Attualmente lo svapo è soggetto a leggi (quasi) rigide come quelle per le sigarette convenzionali, ad oggi – ad esempio – è vietato svapare in luoghi chiusi e collettivi. Tuttavia, alcuni luoghi pubblici come bar e caffè beneficiano di un allentamento di queste regole.

Come per le sigarette tradizionali a base di tabacco, la vendita di prodotti per lo svapo è vietata ai minori di 18 anni; l’identificazione deve essere richiesta in caso di dubbi sull’età della persona. I “prodotti per lo svapo” includono: sigarette elettroniche, liquidi elettronici, batterie, mod e scatole, atomizzatori, ecc. come quelli offerti dal rivenditore di sigarette elettroniche aer-wsale.

La normativa europea EUTPD e la sua attuazione in Italia

Mentre le sigarette elettroniche prendono sempre più piede sul mercato, l’Europa sembra aver adottato un approccio attendista lasciando libertà decisionale ai paesi membri, anche se di fatto esiste un regolamento che dovrebbe tracciare le linee guida europee sullo svapo: la normativa EUTPD, Tobacco Products Directive2, del 2014. Tra le varie limitazioni che essa impone vi è la quantità di nicotina contenuta negli e-liquid a 20 mg/ml, meno di quanto sia disponibile in alcune parti degli Stati Uniti.

In Italia la sua attuazione è stata integrata dal decreto legislativo n. 6 del 2016 il quale pone le basi per quanto concerne la vendita e le indicazioni obbligatorie che devono essere riportate sulle confezioni degli e-liquid.

La maggior parte dei paesi europei sottopone le sigarette elettroniche alle stesse restrizioni del tabacco: divieto del loro uso in spazi pubblici chiusi, negazione di mezzi pubblicitari all’esterno dei negozi di svapo e limitando le vendite ai maggiori di 18 anni. In Italia invece la situazione non è uniforme, la possibilità di svapare all’interno degli ambienti è a discrezione dei proprietari, tuttavia esistono luoghi pubblici in cui il divieto è imposto in tutti i paesi della penisola, è il caso delle strutture sanitarie, delle scuole (sia per i docenti che per gli studenti) e centri di formazione professionale, dei centri per l’impiego e le comunità di recupero. In tutti gli altri casi (bar, ristoranti, uffici, ecc…) se non vi è un cartello che vieta l’uso, lo svapatore non può essere sottoposto a sanzione.

Data l’evidente disomogeneità tra gli stati, la Commissione Europea si è impegnata a rivedere la legislazione sullo svapo entro maggio 2021 in vista di un eventuale aggiornamento della direttiva più uniforme tra tutti i membri.

Confezionamento di e-liquid: le regole da seguire

La TPD impone anche a produttori, importatori e venditori di e-liquid le regole da seguire per poter commercializzare le loro bottiglie.

Il consumatore deve trovare sulla sua fiala un’etichetta che menziona l’elenco degli ingredienti utilizzati nella composizione del suo e-liquid, il livello di nicotina presente nel prodotto e il numero di lotto. Sulla bottiglia deve essere scritto anche un messaggio che avverte lo svapatore dei pericoli del consumo di nicotina.

Un’avvertenza sanitaria deve essere apposta sulla bottiglia di e-liquid; il produttore è inoltre obbligato a suggerire che il prodotto debba essere tenuto fuori dalla portata dei bambini.

Ogni e-liquid deve essere accompagnato da un manuale utente che spiega come utilizzare il proprio prodotto di svapo. Questo dovrebbe includere: istruzioni per l’uso e la conservazione, controindicazioni e possibili effetti collaterali, un promemoria degli effetti tossici e di dipendenza della nicotina sulla salute, nonché i dettagli di contatto del produttore o dell’importatore.

Stop alla pubblicità: il divieto di promuovere le sigarette elettroniche

I professionisti dello svapo, come i produttori e i distributori di sigarette elettroniche, possono pubblicizzare i loro prodotti sia attraverso una divulgazione online (sito internet, social network) sia attraverso manifesti promozionali, a condizione che essi siano esposti solo all’interno di queste strutture e non dovrebbero – sempre secondo la normativa europea – essere visibili dall’esterno del negozio.

Suggerimenti per svapare tranquillamente in spazi autorizzati

Sebbene sia consentito svapare in determinati spazi aperti e collettivi, ti consigliamo di rispettare sempre le persone vicine e i non fumatori. Anche se trovi un vapore di un liquido con un aroma meno aggressivo, alcune persone non apprezzano il dover annusare la tua nuvola: che sia da una sigaretta elettronica o da una sigaretta tradizionale.

Lo svapo in luoghi pubblici dovrebbe essere rispettato reciprocamente tra svapatori e non, questo è il vero principio della convivenza. Puoi iniziare allontanandoti dalle persone che non stanno svapando, invece, nel caso di una pausa sigaretta tra svapatori l’ideale è sempre ridurre la potenza della tua scatola per produrre un vapore più sottile e discreto.

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Mr. Redhttps://metropolitanmagazine.it/
Atipico consumatore di cinema commerciale, adora tutto quello che odora di pop-corn appena saltati e provoca ardore emotivo. Ha pianto durante il finale di Endgame e questo è quanto basta.
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