Cronaca

Sole 24 Ore in crisi: dalle indagini della Procura di Milano allo sciopero indetto dai giornalisti

Grandi problemi in vista per il Sole 24 Ore, il quotidiano economico italiano per eccellenza, nelle mani di Confindustria, terzo solo dopo il Corriere della Sera e la Repubblica, sta passando in questi giorni momenti veramente difficili dopo l’apertura delle indagini che riguardano i vertici del giornale e l’accentuata crisi finanziaria che lo sta travolgendo negli ultimi tempi.

I vertici della rivista economica sono infatti indagati, all’interno di due filoni della medesima indagine, di differenti figure di reato: false comunicazioni sociali per Benedini, ex presidente del Gruppo 24 Ore, Napoletano, direttore del giornale, Treu, ex amministratore delegato; per appropriazione indebita  i membri della società Di Source Limited, una società collegata al Sole 24 Ore che si occuperebbe della gestione degli abbonamenti digitali, accusata di far figurare abbonamenti inattivi, solo al fine di gonfiare i dati, altrimenti non inseribili nei rendiconti del gruppo.

Secondo i pm Fabio De Pasquale e Gaetano Ruta “in realtà veniva fatta nessuna vendita a clienti terzi e nessuna attività di promozione del quotidiano, gli elenchi degli acquirenti erano fittizi, alcuni addirittura creati attraverso un algoritmo”, così che i soci occulti della Di Source Limited fingevano di promuovere e distribuire gli abbonamenti alla testata economica, in realtà non realizzando alcuna attività di questo tipo ma intascandone gli importi, somme nominalmente e fittiziamente intestate all’attività ma in realtà di altra provenienza.

Le false comunicazioni sociali costituiscono un reato societario, previsto dall’art. 2621 c.c. che si sostanzia nella esternazione da parte di soggetti legati alla società di notizie false riguardo a fatti materiali non corrispondenti al vero o nell’omissione di fatti che la legge impone di comunicare. La figura di reato è volta a tutelare soci e terzi, imponendo trasparenza e veridicità dei fatti offerti o non offerti in comunicazione.

L’appropriazione indebita, invece, si sostanzia nel reato mediante il quale “Chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria il denaro o la cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso”.

Intanto, a seguito dell’apertura delle indagini e degli avvisi di garanzia provenienti dalla Procura di Milano i giornalisti della testata hanno deciso di indire uno sciopero, reiterato già da diversi giorni per chiedere a gran voce ai soggetti indagati di dimettersi o almeno di sospendersi finché i fatti non saranno appurati e le responsabilità delineate dagli inquirenti, bloccando quindi l’uscita in edicola del giornale, perché “è inammissibile che il giornale della finanza, dell’economia, del diritto, possa andare in edicola con la firma di un direttore indagato per un reato assai grave, in ipotesi commesso proprio durante la sua permanenza al Sole 24 Ore”. Intanto i vertici, Roberto Napoletano in primis, ancora non hanno preso alcuna decisione in merito ma gli organi di rappresentanza dei giornalisti della testata fanno sapere che non sono aperti a compromessi, anzi chiedono assoluta chiarezza, minacciando di protrarre lo sciopero finché dai soggetti indagati non verrà una risposta decisa.

Dal gruppo editoriale è già arrivata una flebile presa di posizione attraverso un comunicato con il quale fa sapere: “Con riguardo alle iniziative assunte in data odierna dall’Autorità giudiziaria di Milano, i nuovi vertici del Gruppo 24 ORE ribadiscono la propria volontà a fornire agli organi inquirenti la massima collaborazione per l’accertamento dei fatti, confermando che agiranno con determinazione a tutela degli interessi della società”.

Oltre ai problemi con la giustizia che, bisogna dirlo, riguardano precisi soggetti che rivestono cariche ben determinate all’interno della testata, il Sole 24 Ore sta altresì passando un periodo, ormai senza soluzione di continuità, di grave dissesto economico, causato da reiterate chiusure in passivo. Infatti solo nel 2016 la testata ha dichiarato a fine anno ben 50 milioni di Euro di passivo, seguito dal crollo del valore delle azioni scese a 30 centesimi, decretando la perdita addirittura del 95% del loro valore negli ultimi 7 anni.

Proprio da tale dissesto economico sono nate le indagini della Procura di Milano che hanno portato ad ipotizzare i reati di false comunicazioni sociali e di appropriazione indebita: infatti, i veri dati relativi alle attività e passività del Sole 24 Ore sarebbero stati appositamente falsati, sicché “esponenti di rilievo e dirigenti del gruppo avrebbero chiesto all’estensore (della valutazione degli attivi) o a terzi di rivedere i risultati di questa perizia in senso non pregiudizievole alla propria stabilità patrimoniale”.

Non si risparmia  Nicola Borzi, azionista e giornalista del Sole 24 Ore, il quale, dopo un’indagine da egli stesso svolta, durata sei anni dopo la quale ha chiesto chiarimenti ai vertici, conferma i sospetti degli inquirenti affermando: “Mentre eravamo in crisi e in contratto di solidarietà,“lorsignori” firmavano questo documento garantendosi altri milioni di buonuscita “in deroga a qualsivoglia disposizione di legge o del contratto nazionale di lavoro” e anche nel caso che cambiasse l’azionista di maggioranza”.

Intanto una misura immediatamente necessaria, concordata dagli stessi vertici, sarà un aumento di capitale ancora da quantificare precisamente, si dice però che possa ammontare ad un valore tra 50 e addirittura 100 milioni di euro.

Lorenzo Maria Liucarelli

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