Cronaca

Sorgerà nell’Oceano Pacifico la prima città galleggiante al mondo

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Hai mai pensato di vivere in una città galleggiante? Sembra che nella Polinesia francese tra qualche anno questo sia possibile.

L’idea di una città che fosse alternativa alle attuali metropoli, in cui uomo e ambiente possano convivere in modo armonico non è mai stata abbandonata.

Sembra concepita come scenario di un film di fantascienza, invece sorgerà nell’Oceano Pacifico per volontà del governo polinesiano francese ed ospiterà la prima comunità galleggiante, sostenibile ed autosufficiente.

La Polinesia francese corre ai ripari: i suoi meravigliosi arcipelaghi rischiano di essere sommersi a causa dell’innalzamento degli oceani per il riscaldamento globale. Per ovviare a questo grave problema si stanno studiando soluzioni alternative e questa unità abitativa, costruita nel rispetto della natura e con tecnologie avanzatissime, potrebbe essere una risposta.

Anche in virtù del fatto che la Polinesia francese, essendo costituita da 118 isole, è basata sul turismo e questo approccio molto rivoluzionario ne favorirà positivamente l’economia.

 Negli ultimi anni sono stati presentati molti progetti, ma erano semplici teorie purtroppo dai costi talmente elevati da comprometterne l’effettiva realizzazione.

I prossimi passi prevedono approfonditi studi sugli impatti economici ed ambientali, svariate sperimentazioni, oltre alle inevitabili implicazioni che la realizzazione di una città galleggiante comporta. Se i risultati convinceranno le autorità polinesiane e se le tempistiche burocratiche lo permetteranno, i lavori potrebbero avviarsi già agli inizi del 2019 ed espletati in pochi anni.

La costruzione è stata affidata alla ditta statunitense Seasteading Institute, un’organizzazione di San Francisco qualificata nello studio di opere innovative e progressiste.

 I dettagli non sono ancora stati preconizzati, ma sicuramente la struttura sarà in grado di resistere all’innalzamento del livello del mare. Si tratta, quindi, di una città galleggiante e modulare formata da piattaforme pentagonali collegate fra loro, con palazzine di tre piani, giardini e ormeggi per barche e navi da crociera. Inoltre, sarà assolutamente autosufficiente: l’energia elettrica verrà fornita da pannelli fotovoltaici, l’acqua verrà da impianti di desalinizzazione che rendono potabile l’acqua di mare e permette l’irrigazione, e colture idroponiche (cioè senza utilizzare il suolo, direttamente nell’acqua) forniranno alimentari vegetali. Ogni piattaforma potrà essere trainata da un luogo all’altro grazie ad un rimorchiatore e potrà, inoltre, essere incastrata per creare nuovi moduli tentacolari sull’acqua.

 Il progetto consentirà di salvare intere popolazioni come quella di Tahiti, la più minacciata dall’innalzamento degli oceani.

Tuttavia, c’è chi nutre svariati dubbi concernenti la fattibilità e gli eventuali alti costi di questa vastissima opera.

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