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St. Patrick’s Day, origini e tradizioni

È riduttivo definirla soltanto la festa del patrono di Irlanda. San Patrizio ha da tempo superato i confini dell’isola per sbarcare prima nei paesi anglosassoni e poi in gran parte del resto d’Europa e del mondo.

Maewyin Succat è il vero nome del santo missionario che prese poi quello di Patrizio. Aveva origini scozzesi il vescovo nato nel 385 che portò il cattolicesimo in Irlanda. Aveva 16 anni quando fu rapito dai pirati e venduto come schiavo al sovrano di quella che è ora l’Irlanda del Nord. Dopo 6 anni la fuga e il ritorno alla chiesa cristiana, prima come diacono poi come vescovo. Morì il 17 marzo del 461.

I primi festeggiamenti di San Patrizio furono non in Irlanda, bensì a Boston, dove il santo fu celebrato per la prima volta il 17 marzo 1737 dai Protestanti irlandesi emigrati in America. La nostalgia per la propria terra portò gli emigranti ad unirsi in questo giorno e festeggiare il loro Santo. Il St. Patrick’s Day in Irlanda risale al tardo Ottocento e nasce come festa religiosa. Addirittura, fino agli anni ’70 i pub dovevano categoricamente chiudere in questo giorno. Dobbiamo attendere il 1995 perché il 17 marzo divenga festa nazionale in Irlanda.

La parata per le strade della città è la tradizione di San Patrizio. La più importante al mondo è quella di Dublino, seguita da Montreal, poi da New York e Boston, di cui in entrambe le città è patrono, e Chicago dove vi abitano le più grandi comunità di immigrati irlandesi. I festeggiamenti raggiungono il clou a Dublino, con la scenografia e coloratissima parata del 17 marzo. I turisti possono assistere alla spettacolare sfilata di carri che va da Parnell Square fino a Dame Street circondati da artisti di teatro di strada, band che suonano musiche irlandesi e ballerini internazionali, ma si continua a festeggiare anche nel Sud dell’Irlanda, con la parata di San Patrizio di Limerick, che in tutti gli anni cerca di battere il record per il maggior numero di persone vestite come San Patrizio nello stesso luogo.

Dove non c’è una parata, c’è comunque un riferimento all’Irlanda, è il giorno in cui il mondo si colora di verde, dai vestiti agli addobbi. L’Ente del Turismo irlandese ha annunciato la nuova edizione del Global Greening, l’iniziativa che prevede un tributo internazionale a San Patrick, attraverso l’illuminazione di tutti i principali monumenti del mondo con luci verdi, colore ufficiale d’Irlanda.

Tra i monumenti che nei sette anni di vita della celebrazione si sono tinti di verde fin da subito ci sono la basilica del Sacro Cuore a Parigi e la statua del Cristo Redentore di Rio de Janeiro. Tra le new entry vale la pena segnalare il 7 World Trade Center a Ground Zero a New York, la famosa Ruota Panoramica di Place de la Concorde a Parigi, la Mole Antonelliana di Torino, la Villa Reale di Monza, la metropolitana di Addis Abeba e il Municipio di Tel Aviv. Addirittura a Chicago il fiume diventa verde. Nel 2016 furono nel complesso 87 monumenti, in un sorprendente e colossale tributo all’Irlanda.

Anche diverse città d’Italia danno il proprio contributo alla festa irlandese illuminando di verde alcuni dei monumenti più rappresentativi, dal Colosseo alla Torre di Pisa, dalla Fontana di Piazza dei Martiri di Ferrara, fino alla Porta di San Giacomo di Bergamo.

Oltre a Dublino, una delle più importanti celebrazioni per il Saint Patrick’s Day si svolge a New York, dove anche qui tutto viene colorato di verde. Bande musicali, carri allegorici basati sulla vita del patrono irlandese, gente vestita da folletto sfilano attraverso Manhattan costeggiando la Cattedrale di San Patrizio da dove il Vescovo di New York assiste alla parata.

Simbolo irrinunciabile di questa festività è il trifoglio, emblema dell’opera di evangelizzazione portata avanti da San Patrizio, ma anche simbolo della classe contadina e della ribellione contro la corona britannica durante il XIX secolo. In quel periodo vestire di verde o indossare il trifoglio sull’uniforme militare, era considerato crimine mortale e da qui il forte legame tra il colore e l’orgoglio nazionale irlandese, il cosiddetto “The Wearing of the Green”.

Altro simbolo di San Patrizio è il “Leprechaun”, il folletto dell’Irlanda: la notte tra il 16 e il 17 marzo è tradizione lasciare per lui un bicchiere di latte sul davanzale della finestra. Inoltre, è la sua maschera ad aprire le sfilate nelle varie città per il giorno dedicato al Santo.

La festa ha soprattutto il sapore della birra. S. Patrick’s Day è una festa che vanta uno stretto legame con il mondo della birra, tanto da essere particolarmente sentita anche dagli appassionati italiani. In Irlanda la consuetudine prevede pub pieni fin dalle prime ore della mattina con un enorme consumo della loro bevanda per eccellenza. Delle cose per cui l’Irlanda è famosa nel mondo, la birra (stout) è forse la prima. Infatti, l’Irlanda è la principale produttrice delle dry stout, tradizionale birra scura dal sapore intenso di luppolo con un gusto di orzo tostato. La più famosa del nettare gaelico è la Guinness ma ne esistono di altrettanto caratteristiche, come la Murphy e la Beamish, prodotte da antichi birrifici. È interessante notare come il consumo di birra, in questi giorni di festa, triplica fino a raggiungere i 13 milioni di pinte. Anche se molti dei pub di Dublino sono stati ripuliti e omologati di recente e pochi dublinesi ci mettono piede, sono ancora molti i posti tradizionali dove incrociare i boccali.

Di fatto il giorno di San Patrizio è da molti spontaneamente associato alla birra irlandese Guinness, una delle birre più iconiche e riconoscibili al mondo, per il suo colore, la sua schiuma e il suo inconfondibile sapore. Anche chi non è appassionato di birra, saprebbe riconoscerla assaggiandola a occhi chiusi. E, anche per la sua particolare consistenza, è una delle birre più versatili da abbinare a piatti più o meno impegnativi e di grande qualità.

La cucina irlandese è un trionfo di calorie e sapori robusti, che a San Patrizio raggiungono il culmine. Piatti tipici sono l’Irish Stew: stufato di agnello, patate e carote, è una delle colonne portanti della cucina irlandese; il Dublin Coodle, con pancetta, salsicce e verdure compongono questo piatto unico decisamente strong, con cui nella tradizione irlandese si utilizzavano gli avanzi di maiale. Anche il Dublin Coddle è un’icona gastronomica nazionale in Irlanda, tanto da essere citato dal celeberrimo scrittore irlandese James Joyce. Beef Pie alla Guinness: sfizioso piatto a base di carne di manzo; e, ancora, patè di salmone affumicato, zuppe di pesce, dolci al whisky, scones all’uvetta.

Il 17 marzo, tutti i cittadini del mondo aspirano a diventare cittadini irlandesi. L’Irlanda è un paese giovane e creativo, e il giorno di San Patrizio vuole essere la dimostrazione di questo agli occhi del mondo, per portare un’immagine attenta di come l’isola sia un paese estroso ma professionale allo stesso tempo.

 

Patrizia Cicconi

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