Cultura

Sylvia Browne, profezie per colazione

Sylvia Browne non sarà certo nè la prima nè l’ultima. Ci avevano già provato i Maya predicendo la fine del mondo, prevista per il 21/12/2012 (tra l’altro nel giorno del mio non ricordo quale compleanno, pensate che sfiga). Un tentativo lo fece anche Mussolini quando scrisse a Galeazzo Ciano che ci sarebbe stata un’epidemia gialla (riferendosi ai cinesi). Persino i Simpson avevano predetto l’arrivo di un’influenza proveniente dall’Asia.

Sylvia Browne: predizioni e veggenze

Di predizioni, premonizioni, sesto senso (chiamatelo un pò come vi pare) ne abbiamo sentite tante, e guarda caso spuntano sempre quando fa più comodo: in una situazione difficile, momentaneamente non risolvibile in cui la spiegazione di eventi apparentemente inspiegabili dà quel minimo di speranza per andare avanti. 

Negli ultimi giorni sta girando l’immagine dell’estratto di un libro di una scrittrice americana in cui si legge (cito testualmente il brano in inglese):

“In around 2020 a severe pneumonia-like illness will spread throughout the globe, attacking the lungs and the bronchial tubes and resisting all known treatments. Almost more baffling than the illness itself will be the fact that it will suddenly vanish as quickly as it arrived, attack again ten years later, and then disappear completely. “

Tradotto questo estratto, la malattia di cui la scrittrice prevede la diffusione –  è il  2008 quando il libro End of Days viene pubblicato in America – sembrerebbe, l’attuale Covid-19 contro cui il mondo sta combattendo. 

Sylvia Browne, copertina libro - Photo Credits: web
Sylvia Browne, copertina libro – Photo Credits: web

Sylvia Browne e le discrepanze con l’attuale epidemia

Ora, un lettore attento ed informato noterebbe già delle discrepanze: 

  1. il Covid-19 non porta necessariamente a complicanze pneumologiche quali la polmonite; 
  2. È stato dimostrato che alcuni medicinali, tra cui quello utilizzato per la cura dell’artrite reumatoide, conduce a risultati soddisfacenti, seppur non in via definitiva di debellamento della malattia; 

Aldilà delle incongruenze palesi, bisogna valutare un ulteriore fattore: chi è l’autrice di suddetto libro? 

Il titolo (End of days) , tradotto nell’edizione italiana (edita Mondadori,2012) in Profezie recita come sottotitolo “Che cosa ci riserva il futuro”, senza punto interrogativo come se tutto ciò che andremo a leggere è una verità inconfutabile. 

Copertina dell'edizione italiana edita Mondadori (2012)
Copertina dell’edizione italiana edita Mondadori (2012)

Copertina dell’edizione italiana edita Mondadori (2012)

Chi è davvero Sylvia Browne?

Scrittrice prolifica, saggista e sensitiva americana la quale ha costruito la sua fortuna sulla capacità di predire il futuro. Abilità che non ha esitato a mettere a disposizione di famiglie distrutte, FBI e numerosi talk show. 

Che esistano o meno persone in grado di sentire, di percepire, di predire non sta a me confermarlo. Credo e non credo in queste cose seppur talvolta mi sembra di avere quel sesto senso che mi fa canticchiare una canzone prima di accendere la radio e sentirla in trasmissione (wow!). 

L'autrice del libro Profezie, Sylvia Browne.
L’autrice del libro Profezie, Sylvia Browne

Ciò di cui mi preme parlare qui, nonostante il momento o anzi proprio per quello, è sensibilizzare le persone ad una corretta lettura di ciò che gira in internet. 

Chiunque può scrivere un libro predicendo la fine del mondo tra 100 anni.

Chiunque guardi un telegiornale e crede nei cambiamenti climatici potrebbe farlo ed avere ragione, chissà. 

Un conto è farlo in un libro che forse nessuno leggerà, un conto è approfittare della vulnerabilità di una madre ignara del destino di sua figlia, bisognosa di nient’altro che il conforto che solo la speranza  talvolta può dare. 

Accuratezza informativa della scrittrice mistica

Ciò a cui mi riferisco sono gli innumerevoli casi, documentati e facilmente reperibili online, in cui Sylvia Browne non solo ha avuto torto ma, imperterrita, ha continuato a sbagliare. 

Nel marzo-aprile del 2010, due giornalisti del Skeptical Inquirer hanno pubblicato uno studio intitolato Psychic Detective. Sylvia Browne’s History of Failure in cui dimostrano che su 115 casi di scomparsa o di omicidio in cui Sylvia Browne ha interferito, l’accuratezza delle sue affermazioni era pari allo 0% mentre le volte in cui aveva sbagliato erano 25. 

Studio del Skeptical Inquirer (2010).
Studio del Skeptical Inquirer (2010).

Aldilà dei casi irrisolti di cui non si può determinare l’esattezza o meno, per 25 volte Sylvia ha fatto credere a delle famiglie, dopo lauto compenso, che i loro familiari erano ancora vivi da qualche parte quando purtroppo non era così. 

Predisse anche la sua morte, sbagliando anche lì. Doveva avvenire quando avrebbe avuto 88 anni. È morta che ne aveva 77.  O che Madonna avrebbe avuto un altro figlio: chiunque avrebbe potuto anche solo supporlo. 

Non mi chiedo certo perché esistano persone che per soldi agiscono così, non vivo nel paese delle meraviglie. Però mi chiedo perché esistono ancora persone che ci credono. 

Sylvia Browne ha avuto successo perché in molti le hanno creduto; in molti hanno acquistato i suoi libri; in molti hanno assistito alle numerose apparizioni televisive. Le hanno creduto a tal punto che Sylvia Browne si è sentita in dovere di creare un’associazione, un sito internet lasciando tutto ciò in eredità ai suoi figli che portano avanti la baracca. 

Nessuno può sapere con certezza cosa accadrà domani, tra un mese o fra 10 anni. La creazione del mondo è stato il risultato di un susseguirsi di casualità imprevedibili, la sua fine sarà lo stesso. Fin quando la ragione prevarrà avremo sicuramente una chance di sistemare le cose. 

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