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Maggio 8, 2021, sabato

TESTAMENTO SOLIDALE: ITALIANI ANCORA NON SANNO BENE COS’È

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TESTAMENTO SOLIDALE: ITALIANI  ANCORA NON SANNO BENE COS’È

Autore. Carlo Screti

 Da tabù a forma di solidarietà, ancora poco conosciuta, che mette tutti d’accordo. A quattro anni dal lancio della campagna di informazione e sensibilizzazione sul testamento solidale, un’indagine Doxa scatta la fotografia del rapporto – in evoluzione – degli Italiani con il testamento solidale.

Niente più scaramanzie attorno al tema del testamento solidale, ma ancora 6 italiani su 10 non ne hanno mai sentito parlare (e solo 1 su 10 afferma di sapere bene cos’è). Una piccola, grande conquista se si pensa che nel 2013 per 8 italiani su 10 il testamento solidale era addirittura un tabù e una realtà ancora sconosciuta per 7 milioni di persone che non lo conoscevano affatto. È quanto emerge dall’ultima indagine realizzata da Doxa (su un campione di 1.000 intervistati rappresentativo della popolazione italiana over 15) per il Comitato Testamento Solidale cui fanno parte 19 prestigiose organizzazioni no profit – ActionAid, AIL, AISM, Fondazione Don Gnocchi, Lega del Filo d’Oro, Save the Children, Aiuto alla Chiesa che Soffre Onlus, Amnesty International, Amref, Cesvi, Intersos, Fondazione Operation Smile Italia Onlus, Fondazione Pasteur, Fondazione Telethon, Fondazione Umberto Veronesi, Progetto Arca, Telefono Azzurro, Unicef, Università Campus Bio-Medico di Roma – con il patrocinio del Consiglio Nazionale del Notariato.

A gran sorpresa, a saperne di più non sono gli anziani, come verrebbe quasi automatico pensare. Non solo, oltre agli adulti tra i 45- 54 anni (il 28% ne ha sentito parlare) e tra i 65 e i 74 anni (il 26% lo conosce) – età in cui spesso ci si trova a fare i conti con la perdita dei genitori e si riflette di più sulla propria vita e sul proprio futuro – con un livello di istruzione elevata, ci sono anche i ragazzi tra i 15 e i 17 anni (66%, forse perché proprio a quell’età in genere si vivono le prime grandi perdite affettive come i nonni).  Mentre i meno informati su questa forma di solidarietà  sono i giovani tra i 18 e i 24 anni (l’85% di loro non lo conosce affatto) che, nonostante si dichiarino curiosi di saperne di più, sono più proiettati sul “qui e ora” con un occhio di positività alla realizzazione personale e un po’ di preoccupazione se si pensa alla ricerca del lavoro

 

Quando si è  lanciata la campagna di informazione e sensibilizzazione sul testamento solidale, erano davvero pochi gli Italiani che sapevano cosa fosse e a cosa potesse contribuire. Addirittura alla parola “testamento” la maggior parte delle persone associava l’idea delle problematiche familiari, della solitudine affettiva o di un vero e proprio tabù – dichiara Rossano Bartoli, portavoce del Comitato Testamento Solidale e Segretario Generale della Lega del Filo d’Oro -. Oggi ci sono ancora persone che non conosco questa forma di solidarietà, ma è stata  vinta la paura e la scaramanzia e sempre più Italiani cominciano a prendere in considerazione questo modo di aiutare chi ne ha più bisogno.

 

Dall’indagine emerge anche come quasi 6 italiani su 10 (il 57%) ritengano l’eventuale scelta di fare un lascito solidale assolutamente libera e non temano le reazioni dei propri cari. A sorpresa, invece, si scopre che a nutrire qualche riserbo e timore in più di deludere figli e nipoti sono proprio i più anziani (dai 65 e i 74 anni, 35%), senza distinzione di ceto – il 31% nella classe sociale elevata, il 35% in quella inferiore. Evidentemente perché chi ha troppo, o troppo poco, ha paura di penalizzare i propri eredi diretti.

CHE FARE CON UN LASCITO SOLIDALE? GLI ITALIANI HANNO LE IDEE CHIARE

Non solo gli italiani cominciano sempre più a pensare ad un lascito, ma questo mette tutti d’accordo. Infatti, 8 su 10 hanno le idee chiare e dichiarano che vorrebbero “dare un po’ di gioia e felicità a chi ne ha più bisogno”. In particolare, 1 su 2 vorrebbe realizzare un ospedale o, più in generale, servizi legati alla salute, all’assistenza sanitaria e alla ricerca; il 40% degli intervistati vorrebbe contribuire a sostenere una casa famiglia o progetti per i bambini in difficoltà; il 35% una scuola o programmi di istruzione ed educazione; il 33% destinerebbe volentieri i suoi averi per la costruzione di un centro anziani o per il sostegno di servizi di assistenza per la terza età. E non manca chi pensa alla creazione di un centro culturale, ricreativo e sportivo (19%).

 

PERCHÉ FARE UNO LASCITO SOLIDALE? PER TANTE NOBILI RAGIONI

Andando ad esplorare le motivazioni profonde alla base di un lascito, gli italiani enumerano una serie di ragioni che cambiano solo in parte a seconda dell’età. Tra i comun denominatori alla base di una scelta di solidarietà come questa ci sono forti motivazioni sintesi perfetta di altruismo e lucidità anche tra i più giovani e che vanno oltre le preoccupazioni quotidiane.

1 italiano su 3, infatti, dichiara che un lascito dà un senso più profondo a una vita frenetica in cui c’è poco tempo per gli altri (33%, che balza quasi al 50% tra i 15-24enni), lascia una traccia di sé anche dopo la morte (31%, con picchi del 42% fra 18-24 anni e 35-44 anni) ed è un doveroso segno di riconoscenza per quanto si è ricevuto dalla vita (30%, che sale al 40% fra i 65-74 anni).

 

IN OGNI CASO, UN GESTO DA AMMIRARE

Che il lascito solidale sia comunque un gesto da ammirare lo pensa quasi 1 italiano su 2 (46%). L’altra metà o dice di non avere le idee chiare su una scelta così delicata e personale e solo in piccolissima minoranza (9%) non lo condivide. A provare ammirazione sono in numero maggiore le donne (50%) rispetto agli uomini (43%). E il sentimento risulta più diffuso nel Sud/Isole (55%) dove – come si è visto – il lascito solidale è meno conosciuto ma, evidentemente, si registra una reazione positiva una volta che se ne viene a sapere di più.

Fonte. Comitato Testamento Solidale c/o INC Istituto Nazionale per la Comunicazione

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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