24.2 C
Roma
Maggio 8, 2021, sabato

Tiziano Renzi incastrato nell’inchiesta Consip sulla corruzione negli appalti pubblici

- Advertisement -

Non si placano i problemi in casa Renzi, infatti dopo le peripezie politiche dell’ex premier Matteo, ora torna sotto i riflettori Tiziano Renzi, padre dell’ex Presidente del Consiglio, non nuovo ad essere coinvolto in indagini giudiziarie.

Questa volta, infatti, Tiziano Renzi risulta indagato in uno dei filoni della super indagine giudiziaria che riguarda gli appalti Consip, con l’accusa di “concorso in traffico di influenze”, reato previsto all’articolo 346bis del Codice Penale: Chiunque, fuori dei casi di concorso nei reati di cui agli articoli 319 e 319-ter, sfruttando relazioni esistenti con un pubblico ufficiale o con un incaricato di un pubblico servizio, indebitamente fa dare o promettere, a sè o ad altri, denaro o altro vantaggio patrimoniale, come prezzo della propria mediazione illecita verso il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio ovvero per remunerarlo, in relazione al compimento di un atto contrario ai doveri di ufficio o all’omissione o al ritardo di un atto del suo ufficio, è punito con la reclusione da uno a tre anni.
La stessa pena si applica a chi indebitamente dà o promette denaro o altro vantaggio patrimoniale
.

Più nello specifico le indagini su Tiziano Renzi sono partite dal filone che riguarda Alfredo Romeo, l’imprenditore napoletano, l’avvocato che mai ha esercitato la professione e che ha preferito costruire un impero milionario fatto di società, appalti pubblici, alberghi e immobili, sottoposto a custodia cautelare da parte della Procura Capitolina in quanto avrebbe elargito somme di denaro a Renzi Senior e Carlo Russo, altro imprenditore toscano, per entrare in possesso di informazioni riservate, proprio tramite la loro mediazione verso Luigi Marroni, Amministratore Delegato della Consip, al fine di aggiudicarsi appalti.

Alfredo Romeo, l’imprenditore napoletano dal quale sono nate le indagini che hanno conivolto anche Tiziano Renzi – Immagine dal Web –

Si tratterebbe, sempre secondo la procura, di un collaudato sistema corruttivo, ancora da provare, esercitato nei confronti della Consip, “Concessionaria Servizi Informativi Pubblici”, la società interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che si occupa di programmare gli acquisti e razionalizzare gli approvvigionamenti per conto della pubblica amministrazione, affinché l’imprenditore Alfredo Romeo potesse aggiudicarsi appalti pubblici contro altri gruppi imprenditoriale, quali la società Cofely (per quanto si dice legata all’onorevole Verdini), in quanto l’imprenditore si riteneva discriminato dal sistema con cui la Consip trattava favorevolmente le altre imprese, a suo svantaggio.

Si tratterebbe, in sostanza, di un sistema corruttivo basato sull’utilizzo privilegiato di informazioni riservate in possesso del “livello politico più alto”, grazie all’elargizione di tangenti (sotto forma di denaro, favori o vacanze), al fine di sconfiggere un altrettanto (secondo Romeo) sistema criminale invalso nei vertici della Consip e a lui sfavorevole.

Una conferma in questo senso sarebbe rinvenibile negli interrogatori di Marco Gasparri, dirigente Consip al servizio di Alfredo Romeo, per molto tempo intercettato nelle conversazione con il suo preposto, che ha confessato: “Romeo mi disse che aveva fatto un intervento sui vertici della Consip attraverso il massimo livello politico, non mi disse il politico o i politici sui quali era intervenuto, ma mi disse che si trattava del livello politico più alto; in proposito mi chiese se avevo registrato a seguito di tale suo intervento, un cambiamento di atteggiamento dell’ad di Consip Marroni nei suoi confronti”.

Proprio nell’imputazione da parte della procura, facente capo ad Alfredo Romeo e il reo-confesso Marco Gasparri si legge infatti che “Gasparri, nella sua qualità di dirigente apicale della centrale acquisti Consip (segnatamente nella sua qualità di direttore Sourcing Servizi & Utility), in concorso con altri e con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso (…) per esercitare la sua menzionata funzione e i relativi poteri (con l’adozione di atti e attività espressione di tale funzione), ponendo in essere, indebitamente, una serie di atti contrari ai suoi doveri d’ufficio – avrebbe creato un vantaggio – alle società di servizi di Romeo

Intanto mentre lo stesso Romeo è ora in carcere in custodia cautelare e Gasparri, resosi collaborativo con le indagini e senza pericolo alcuno nel rimanere a piede libero sta aiutando le indagini, Tiziano Renzi, respingendo a spada tratta tutte le ipotesi di accusa che gli sono state addebitate in queste ore, dichiarandosi estraneo alla vicenda, rilancia affermando addirittura: “Nessuno mi ha mai promesso soldi, né io ho chiesto alcunché. Gli unici soldi che spero di ottenere sono quelli del risarcimento danni per gli attacchi vergognosi che ho dovuto subire in questi mesi”.

Intanto, per poter affermare le proprie ragioni, sembra che Tiziano Renzi potrà essere ascoltato addirittura nell’interrogatorio dei venerdì.

 

Lorenzo Maria Lucarelli

https://wordpress.com/post/metropolitandotblog.wordpress.com/14975

© RIPRODUZIONE RISERVATA

- Advertisement -
- Advertisement -

Continua a leggere

- Advertisement -

Ultime News

- Advertisement -