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Ottobre 25, 2020, domenica

Tokyo Gore Police, oltre l’assurdo

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Volendo restare in Asia, ecco questa settimana un capolavoro del gore e del weird giapponese: Tokyo Gore Police. Preparatevi al peggio, saprete reggere questa recensione?

Benvenuti anche questo venerdì alla mia rubrica horror, amanti del Cinema per Stomaci Forti. Oggi per questo appuntamento mi sono veramente sbizzarrita, ecco che per il

Bloody Mary, Bloody Friday!

voglio proporvi un film veramente fuori dal mondo: Tokyo Gore Police, un film giapponese del 2008 diretto da Yoshihiro Nishimura.

Il film ha vinto il premio come miglior film al Fant-Asia Film Festival nello stesso anno, anno in cui è stato presentato in anteprima al Toronto After Dark Film Festival. Invece in Italia è stato presentato al Future Film Festival nel successivo anno.

Si tratta di una pellicola assurda, disgustosa e delirante: una perla iconica di un gusto tipicamente nipponico che mescola sangue, frattaglie, stranezze di ogni tipo e critica sociale.

Tokyo Gore Police: un po’ di…. Trama?

La trama si svolge in un imprecisato futuro. Da una prima visione ci rendiamo conto che si tratta di un futuro abbastanza prossimo, vicino alla nostra realtà ma con alcuni elementi distopici. Tra questo vediamo che nella città di Tokyo la polizia di stato è stata abolita. Al suo posto è nata un’organizzazione privata chiamata Tokyo Police Corporation.

Ovviamente la Tokyo Gore Police si contraddistingue per i metodi brutali e sanguinosi, di una crudeltà al limite del paradossale.

Ruka from Tokyo Gore Police – fonte: google

La storia ruota attorno alla protagonista Ruka. Giovane poliziotta, figlia adottiva del capo della polizia privata, ha una storia terribile alle spalle.

Da anni la polizia privata è in lotta contro i cosiddetti Engineer, feroci assassini che riescono a mutare mostruosamente i propri corpi. Questo perchè nella città aleggia un morbo aberrante. Si tratta di un particolare tumore la cui peculiarità è di essere a forma di chiave. Infatti la chiave viene ritrovata in punti sempre diversi nei corpi degli Engineer uccisi.

Una storia allucinante:

Già dalla trama ci rendiamo conto che avremmo a che fare con disgustose mutazioni carnoidi e una serie inquietante e grottesca di uccisioni. La pellicola è un’immersione nel delirio e nel disgusto. Facendosi strada in questo assurdo percorso di frattaglie e sangue, emerge forte la critica sociale: critica al controllo, allo stato di polizia, alla repressione.

Un concetto interessante che non è oscurato dal sangue, ma forse accentuato. Certamente però serve un occhio critico preparato, motivo per cui sono qui a parlarvene.

Una metamorfosi carnoide da Tokyo Gore Police – fonte: google

Un film che fa pensare: Diamine, avrei dovuto aspettarmelo dal titolo, ma qui c’è del sangue esposto solo per amore del sangue, nel quale devo sguazzare per dare un senso allaa trama. Uno dei film più difficili da guardare, ma ne vale la pena.

In conclusione:

Come con la maggior parte dei film di questo tipo, a primo acchitto la trama sembra secondaria rispetto alle immagini. Già i trailer ci promettono una festa per gli occhi carnografi. Una pellicola che può apparire vile e sciocca per quanto esagerata. Vedrai una donna coccodrillo, in una metamorfosi veramente fantasiosa. Però, come già ho scritto, c’è altro. Come in altre pellicole quali ad esempio Izo, Machine Girl e Ichi the Killer, le budella sono una cornice per un messaggio profondo, appositamente e squisitamente nasosto.

Feticismo del corpo in Tokyo Gore Police – fonte: google

Il film è pieno di azione, metamorfosi feticiste e orripilanti che ruotano attorno al concetto del corpo, simbolo del singolo. Singolo lasciato solo in una società che lo trasforma in mostro. Un mondo dove non c’è linea di demarcazione tra chi è mostro e chi lo combatte.

Un’esperienza incredibilmente sanguinosa. Ma questo film deve essere visto: solo così capirete cosa dico e riuscirete a crederci. Totalmente pazzo.

Ci vediamo la settimana prossima, miei amati mostri!

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Maria Paola Pizzoniahttps://beamrifle.wordpress.com/
Studentessa di Sociologia Politica alla Sapienza di Roma, ha inoltre conseguito l'attestato di Scrittura alla Scuola di Narrativa e Saggistica Omero di Roma, e ha partecipato fino al 2016 agli Studi Pirandelliani di Agrigento. Ha lavorato con Live Social by Radio Capital. Pendolare dalla periferia al centro, dipendente da caffeina e sarcasmo, fumettista a tempo perso, nerd a tempo pieno. Scrive su MdC, Chiasmo Magazine. Redattrice di Metropolitan per Cinema, Attualità&Politica, Infonerd. Ha fondato BRAVE GIRLS.
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