Cultura

Tutta la merda di Giuseppe Claudio Insalaco

Risate e applausi per “All my shit”, il metaspettacolo di teatrodanza di e con Giuseppe Claudio Insalaco: una performance raffinata e ironica dal sapore pop.

Il palcoscenico e il pubblico del Teatro Sanbàpolis di Trento vengono scaldati dall’appassionata compagnia di danza contemporanea SeeSaw Dance che con energia e poesia racconta la sua storia di sinergie modellando lo spazio. Uno spettacolo meraviglioso completamente dissacrato dal suo successore: il brillante Giuseppe Claudio Insalaco si appropria letteralmente del palcoscenico disegnando con del nastro adesivo un perimetro dove tutto è concesso. All’interno di quest’area un saluto al sole si trasforma inaspettatamente e comicamente in una danza liberatoria e anarchica che ricorda la scena del test della virilità nel celebre film “In & Out”: un inno alla libertà che ognuno dovrebbe praticare al di là di qualsiasi perimetro. Il protagonista si prende la libertà di non prendere sul serio proprio la danza contemporanea che lo ha preceduto scherzando sui suoi movimenti assurdi e i suoi silenzi. Oppure la danza classica che con le sue dure regole lo porta a riflettere sulla fatica nel confrontarsi con un modello imposto e lontano dalla propria identità.Tutta la merda di Giuseppe Claudio Insalaco

Le note di Chopin (e l’invito di Giuseppe Claudio Insalaco ad apprezzare questa musica piuttosto che Madonna), accompagnano lo schietto discorso con il pubblico che l’artista intraprende e trasforma in un dialogo tra i suoi due sé, quasi un Gollum/Smeagol de “Il signore degli anelli”. Un’autoanalisi per mettere a nudo i suoi pensieri, la sua vita, le sue circostanze (la sua merda, appunto) le quali, in quanto essere umano, trovano risonanza nel pubblico. La figura dell’artista tormentato, che per creare si affida al proprio patema interiore, è visto come un modello naïf da cui emanciparsi: «L’arte non si nutre di sofferenza». All my shit parla ad un pubblico contemporaneo, il quale, cresciuto nella pluriappellata crisi, sa che il segreto della rinascita non sta nell’autocommiserazione, ma piuttosto nella pragmaticità e nella presa di coscienza che il solo modo per raccontare qualcosa di nuovo è partire da se stessi, senza timori per ciò che si è. La vincente autoironia e la bravura dell’autore e interprete fanno di questo spettacolo (brillante, raffinato e dal sapore pop) un successo meritevole di perdurare nel tempo.

Tutta la merda di Giuseppe Claudio Insalaco

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