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Ucraina: si apre la settimana storica del responso UE

Per il Presidente Volodymyr Zelensky in Ucraina “inizia una settimana storica, una delle più importanti dal 1991. Sentiremo la risposta dell’Unione europea sullo status di candidato dell’Ucraina. Abbiamo già una decisione positiva della Commissione e alla fine della settimana avremo la risposta del Consiglio europeo”.

Gli ultimi aggiornamenti dall’Ucraina

Sebbene inizi la settimana storica in Ucraina, dalle dichiarazioni del Presidente riguardo l’approvazione dell’Unione Europea emerge oltre l’impazienza ed la positività anche la convinzione che proprio in questi giorni i russi intensificheranno gli attacchi sul territorio ucraino.

Photo Credits Radio Popolare

Secondo quanto riportato dal coendo delle forze armate ucraine è quasi certo che gli schieramenti russi stiano al momento preparando un’offensiva contro la città di Sloviansk, nel Donetsk. Proprio nella giornata di ieri intanto le truppe di Kiev hanno respinto un attacco russo sempre nella zona del Donetsk, in particolare nei pressi di Berestove. Nel bollettino quotidiano dello Stato maggiore delle forze armate di Kiev si poteva leggere ieri che “le unità delle forze di difesa dell’Ucraina continuano a infliggere perdite significative alle truppe nemiche e mantengono una difesa stabile in tutte le direzioni”. Secondo il punto di vista ucraino dunque “le ostilità continuano ma il nemico non ha successo”.

I comandanti di Azov prigionieri a Mosca

Secondo diverse fonti i comandanti del reggimento Azov, catturati a Mariupol, si trovano ora detenuti nella prigione di Lefortovo, a Mosca. A confermare la notizia è una stessa fonte russa, secondo la quale potrebbero essere più di 100 i combattenti prigionieri nel carcere russo di massima sicurezza. A fare compagnia a soldati ucraini ci sarebbero poi anche diversi “mercenari stranieri” che si sarebbero arresi all’acciaieria Azovstal. Sembrerebbe che gli attuali detenuti si stiano ora sottoponendo alla fase degli interrogatori. In ogni caso, la Russia rifiuta di comunicare gli identificativi o anche i soli nomi dei comandanti prigionieri.

Continua l’inchiesta sull’utilizzo di armi proibite

Continua intanto l’inchiesta riguardo l’utilizzo da parte dei soldati russi di armi non autorizzate. Il New York Times avrebbe infatti identificato tramite oltre 1000 foto fornite da diverse fonti più di 2000 munizioni usate dalle forze russe in Ucraina. Di queste, “una vasta maggioranza era non guidata”. Sempre secondo il quotidiano circa 210 delle munizioni ritrovate apparterrebbero a tipologie di armi messe al bando da vari trattati internazionali. “Quasi tutte erano munizioni a grappolo, comprese le loro sub-munizioni, che pongono un grave rischio per i civili per decenni dopo la fine della guerra”. La famosa testata ha inoltre aggiunto che “più di 330 altre armi sembrano essere state usate conto o vicino a struttura civili”.

Ginevra Mattei

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