Cronaca

Una nuova tegola sulla giunta Raggi: per chi suona la campana?

Un nuovo capitolo si aggiunge alla telenovela che da otto mesi tiene incollati agli schermi la stampa italiana e i cittadini romani.

Virginia Raggi (foto via web) 

Non bastavano le accuse di abuso d’ufficio e falso ideologico ricevute dal sindaco Virginia Raggi per la gestione del caso Marra (la nomina ai vertici del dipartimento Turismo del comune del fratello di Raffaele Marra, sotto inchiesta per corruzione e fino a poco tempo fa braccio destro della sindaca): ora, ennesima tegola, arriva la notizia che Salvatore Romeo – suo ex capo segreteria – avesse indicato lei come beneficiaria di un prodotto finanziario da lui sottoscritto (detta in parole semplici, una sorta di fondo pensione) per un valore di circa 30.000 euro.

La Raggi, a cui è stato chiesto conto di questa “stranezza” (eufemismo) durante l’interrogatorio fiume di ieri – durato oltre otto ore – , si è detta completamente all’oscuro di questa circostanza. Romeo, come causale della polizza, aveva fatto scrivere “relazione sentimentale”, cosa che ha scatenato l’ilarità della sindaca.

Tuttavia, la vicenda non manca di contorni oscuri: come faceva notare Carlo Bonini su Repubblica, Romeo aveva intestato una precedente polizza ad una sua ex fidanzata (Alessandra Bonaccorsi), avvertendola però della cosa. Delle due l’una quindi: o la Raggi sta mentendo, o è realmente vittima di una macchinazione (di cui, però, non si capisce lo scopo) ordita da Romeo.

Ma Romeo aveva anche stipulato altre polizze, aventi come beneficiari sia attivisti del Movimento 5 stelle sia dipendenti del comune di Roma, per un totale di circa 92.000 euro. Niente di tutto ciò è illegale, Romeo ha usato soldi propri e li ha investiti come meglio ha creduto opportuno. Tuttavia, nel caso della sindaca, è l’elemento temporale a far sorgere qualche dubbio: la polizza sarebbe stata intestata a lei nel gennaio 2016; pochi mesi dopo, la neoeletta sindaca Raggi nomina Romeo suo capo di Segreteria, un incarico di prestigio retribuito circa il triplo del suo attuale di funzionario comunale (110.000 euro annui, poi scesi a 93.0000 dopo i rilievi dell’ANAC, contro i 39.000 guadagnati dal suo lavoro di dipendente).

I vertici del movimento parlano di un amore non corrisposto: Romeo avrebbe perso la testa per lei e le avrebbe fatto un simile regalo a sua insaputa, la Raggi ne sarebbe stata completamente all’oscuro.

 Tale linea difensiva non merita neanche di essere commentata, essendo profondamente offensiva verso l’intelligenza degli elettori 5 stelle e quella dei cittadini romani.

Adesso, più che le accuse giudiziarie, sulla Raggi pesano gravi motivi di opportunità sulla sua permanenza in Campidoglio: è opportuno che un sindaco rimanga al suo posto nonostante abbia commesso errori così importanti nella scelta dei ruoli chiave della burocrazia cittadina? Ma prima ancora di ciò vi furono la strenua difesa di Raffaele Marra, il dossieraggio contro il candidato rivale Marcello De Vito (alle comunarie 5 stelle), l’incarico presso lo studio di Cesare Previti (che non è necessario ricordare chi sia) e la presidenza di una società legata a Franco Panzironi (ex AD di AMA, sotto inchiesta per il processo Mafia Capitale).  E’ davvero la persona più adatta a guidare la Capitale?

La base del movimento è furiosa, e anche i parlamentari 5 stelle non possono più difenderla ormai. Dai vertici invece la fiducia viene confermata, ma si tratta di una scelta obbligata. Se la giunta cadesse, i 5 stelle perderebbero la loro verginità politica e su di loro rimarrebbe una macchia indelebile: Roma, che avevano promesso di risollevare, in quanto “diversi” dagli altri partiti, e che adesso li sta mostrando alla nazione in tutta la loro somiglianza con gli odiati avversari.

La storia dei poteri forti e dei continui complotti contro di loro ormai va bene solo per buttare la palla in tribuna durante i talk show.

 

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