Cronaca

Uno contro tutti, tutti contro Trump

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L’immagine del decadimento Occidentale in una sola persona, si potrebbe osare pensare: la maggior parte dei «difetti  occidentali» riuniti, si direbbe, in un’unica personalità.

Trump da due settimane sta firmando, come se non ci fosse un domani, una serie di decreti che spazzano via una buona quantità di cose e fra tutte, probabilmente, una fondamentale: la coscienza della realtà.

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                                       Manifestazione di protesta contro Trump (foto via web) 

Concretamente molto più vicino all’establishment che alla classe operaia “bianca”, come si era definito in campagna elettorale, Trump in queste prime settimane di presidenza ha firmato 17 ordini esecutivi in diversi ambiti che vanno dall’immigrazione alla sanità, passando per il petrolio, il commercio e l’aborto.

Una quantità importante di decisioni che hanno scatenato un’altrettanta notevole quantità di reazioni.

I 17 provvedimenti di questo tipo indirizzano le politiche esecutive delle Agenzie del Governo Americano e hanno, di fatto, forza di legge quando sono emessi da un’autorità legislativa che delega questo potere all’esecutivo.

Rivediamo in breve i principali ordini esecutivi firmati:

1 – Obamacare : Obamacare era una riforma sanitaria, messa in atto dall’ultimo presidente in carica, che consentiva una copertura sanitaria tramite sussidi federali anche ai meno abbienti. Trump ha firmato un decreto diretto alle Agenzie Governative per ridurre, sulle casse statali, il peso economico di questa riforma.

2 – Congelamento dei regolamenti : qualsiasi regolamento, in fase di approvazione, firmato dall’ex présidente Barack Obama, nelle ultime settimane alla Casa Bianca, è congelato.

3 – Aborto : le Organizzazioni Internazionali Non Governative, impegnate nel fornire servizi e assistenza alle donne che decidono di abortire, non riceveranno più finanziamenti dal Governo degli Stati Uniti.

4 – Ttp : come aveva promesso in campagna elettorale, Trump ha firmato un ordine esecutivo per uscire dall’accordo commerciale trans-pacifico (Ttp), definendolo un danno per la produzione industriale statunitense.

5 – Oleodotti in North Dakota : il 24 gennaio, il nuovo Presidente firma altri due ordini esecutivi, autorizzando la costruzione di due controversi oleodotti nelle terre considerate sacre dai nativi americani in North Dakota. Il progetto fu bloccato da Obama, dopo che per mesi, attivisti e residenti manifestarono per la non costruzione delle strutture. Anche qui Trump mantiene le promesse della campagna elettorale, in cui aveva ripetuto più volte di voler sostenere l’industria petrolifera che finanziava il progetto.

6 – Espulsioni e sicurezza : con questo decreto Trump accelera l’espulsioni di coloro che sono nel paese in maniera illegale. In particolare : coloro che sono stati condannati per un reato, coloro che sono stati accusati di un crimine, coloro che hanno abusato di un programma di welfare e chi infine, può rappresentare un rischio per la sicurezza nazionale.

Nello stesso ordine esecutivo si prevede anche l’assunzione di 10 mila agenti per l’immigrazione e il controllo delle frontiere e ordina al Procuratore Generale e al Segretario della Sicurezza di bloccare le sovvenzioni federali alle cosiddette “città santuario”, le città cioè, che non rispettano certe leggi in materia di immigrazione.

9 – Il muro al confine con il Messico : con questo ordine esecutivo le Agenzie governative devono iniziare a pianificare e ad individuare i finanziamenti possibile per costruire un muro al confine con il Messico. Prevedendo anche qui, l’assunzione di 5 mila agenti di pattugliamento delle frontiere.

10 – Divieto di ingresso nel territorio americano per gli immigrati di sette paesi a maggioranza mussulmana : il 27 gennaio Trump firma un ordine esecutivo «per proteggere la nazione dall’ingresso dei terroristi musulmani negli Stati Uniti», l’obiettivo è di chiudere le frontiere a quei paesi potenzialmente connessi con il terrorismo.

Con questo ordine inoltre si sospende per 120 giorni l’intero sistema di ammissione dei rifugiati nel paese (lo U.S Refuges Admissions Program – Usrap-), limitando inoltre, per almeno 90 giorni, l’ingresso di rifugiati e migranti proveniente da alcuni paesi del Medio Oriente e Nord Africa a maggioranza mussulmana. I Paesi sono : l’Iran, la Libia, l’Iraq, la Somalia, il Sudan, la Siria e lo Yemen.

Ordine comunque al momento bloccato dal Dipartimento di Stato che ha, nelle ultime ore, dato l’ordine di rispettare la decisione del Giudice James Robart: chi ha un visto valido, può ancora viaggiare negli Stati Uniti. Decisione che Trump ha definito «ridicola e che verrà ribaltata» poiché toglie al paese «la difesa della sicurezza e dell’ordine» (fonte IlSole24Ore).

11 – Combattere l’Isis : Trump pone le basi per stilare un nuovo piano di lotta contro lo Stato Islamico entro 30 giorni.

12 – Divieto di lobbing per i membri della nuova amministrazione presidenziale : con questo ordine i funzionari nominati nell’amministrazione Trump hanno il divieto di fare lobbing per 5 anni dopo la fine dell’incarico e impedisce loro di fare lobbing per conto di un governo straniero.

Ma ad ogni azione c’è una reazione, ecco quindi una breve lista, non esaustiva, di quelle che sono le manifestazioni e le risposte che si sono scatenate a seguito di questi decreti.

Reazioni spesso collettive ma anche individuali, o alle volte, come nel caso dell’Olanda o della Scozia, nazionali.

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                                                             Vignetta contro il Muslim Ban (foto via web) 

Vediamone alcune.

Il regista iraniano Asghar Farhadi, già vincitore dell’Oscar nel 2012 e di cui il film « Il Cliente » è nominato all’Oscar 2017 come miglior film straniero, ha fatto sapere, in una dichiarazione pubblicata nel New York Times, che non viaggerà verso gli Stati Uniti per protesta rispetto al trattamento riservato ai suoi concittadini.

La scozia, paese d’origine di Trump, si muove in direzione opposta alle direttive del neo Presidente Americano abolendo, per tre piccoli scali locali, i controlli di sicurezza : i passeggeri sono stati imbarcati senza screening e i loro bagagli non sono stati fatti passare ai raggi X, nessuno ha chiesto loro infine di togliersi scarpe, cappotto o cintura.

Si racconta addirittura, ma forse qui entriamo nella leggenda, che qualcuno è potuto salire a bordo con una bottiglietta d’acqua da 500 ml (volume 5 volte maggiore alla quantità consentita da ogni altra compagnia aerea del pianeta).

Il gestore della compagnia Highlands & Islands Airport ha comunicato di voler estendere questo trattamento ad altri collegamenti interni della linee e che la scelta è stata presa «con il benestare del Dipartimento al Trasporto di Londra ».

Il Ministro Olandese per lo Sviluppo, Lilianne Ploumen, ha annunciato che i Paesi Bassi, insieme ad altri Stati, hanno intenzione di istituire un fondo internazionale per rispondere alle nuove regole volute da Donald Trump in materia di finanziamenti alle ONG che si occupano di aborto sicuro.

« Siamo in trattative con 15-20 paesi, Europei, Sudamericani e Africani; e con alcune fondazioni » ha spiegato al Guardian il ministro Ploumen, che specifica che l’obiettivo è quello di continuare a sostenere i programmi per l’aborto sicuro già esistenti, gestiti da organizzazioni come il Fondo delle Nazioni Unite, l’International Planned Parenting Federation e la Marie Stopes International.

Le manifestazioni e le proteste spontanee, senza il Partito Democratico dietro a tirare i fili, si moltiplicano in America; dopo la Marcia delle Donne, tutta l’America vibra nelle piazze : New York, Chicago, Los Angeles, Oakland, San Francisco.

In agitazione anche i campus universitari della Columbia, a Berkley, Santa Cruz, Santa Barbara nell’altra costa.

I Rettori sono intervenuti con lettere aperte alla popolazione studentesca, per esprimere la loro comprensione «al turbamento», e offrire la garanzia che la vita nei campus continuera ad essere segnata dal rispetto di tutte le diversità, che siano minoranze etniche, gli immigrati o i loro figli che studiano all’università, gli omosessuali e la comunità Lgbtq.

L’account @RogueNasa, che si definisce «squadra non ufficiale di resistenza» dell’agenzia spaziale, invita i navigatori del cyberspazio a seguire e cercare «NOTIZIE VERE, FATTI VERI» sulla scienza e sul clima, a seguito di dichiarazioni di non credibilità di Trump sul riscaldamento globale.

La comunità scientifica è in allarme rosso infatti, le censure imposte dall’amministrazione Trump sui dati scientifici, hanno alimentato un insolito attivismo da parte di ricercatori e scienziati, più abitualmente a loro agio all’interno di un laboratorio che nella strade per protesta.

Una Marcia degli Scienziati su Washington è in previsione dunque, alla quale non solo gli uomini di scienza potranno partecipare, hanno fatto sapere gli organizzatori ma « chiunque crede nella scienza empirica ».

Donald Tusk, il Presidente del Consiglio Europeo, si dichiara preoccupato da Trump, dicendo che la « nuova amministrazione sembra mettere in discussione gli ultimi settant’anni di politica estera americana ».

Il 31 Gennaio Tusk ha pubblicato una lettera di convocazione dell’incontro informale che si svolgerà tra i capi di governo dei 27 Stati Membri a La Vallette, a Malta.

Tra gli argomenti dell’ordine del giorno la questione immigrazione, con le conseguenze dell’ordine firmato da Trump, ha la priorità.

In Gran Bretagna, la petizione per impedire a Trump di essere ricevuto in maniera officiale in una visita di Stato ha raggiunto più di un milione di firme.

Infine forse la reazione più inaspettata : diversi psichiatri americani, convinti del profilo clinico malsano di Trump,hanno invocato il 3° articolo del 25° ammendamento della Costituzione che prevede la destituzione di un Presidente inadatto a esercitare le sue funzioni.

In una petizione destinata ai professionisti del settore, lanciata dal Dr John Gartner, che ha già raggiunto più di 15 mila firme, si descrive Trump come un narcisista, tratto della personalità che può portare un individuo a essere pericolo per sé e per gli altri.

Il Dottor Gartner ha tenuto a specificare che questa non è un’iniziativa politica fatta da un gruppo di psicologi non contenti dei risultati delle elezioni, ma piuttosto « una valutazione professionale condivisa da molti nel settore ».

Già nel 2016 in effetti, tre professori di psichiatria di rinomanza mondiale – Nanette Gartrell, Dee Mosbacher e Judith Herman– avevano chiesto all’allora Presidente in carica Obama, di far sottoporre Trump a una valutazione clinica e psicologica approfondita.

Ad oggi dunque, che siano i giovani studenti, i grandi politici, gli uomini d’arte o i professionisti della Scienza e della Medicina, il fronte contro Trump si allarga e come Laurie Penny per Internazionale si chiede : «nei prossimi anni una domanda sarà rivolta non solo ai politici e ai leader della protesta, ma a tutti i cittadini: cosa hai fatto nel 2017? Quanto tempo ti ci è voluto prima di dire “no, questo è troppo”? E cosa hai fatto per opporti?».

Considerando che siamo solo alle prime settimane di Presidenza, come si suol dire nel paese del contestato Trump… to be continued.

Laura Paoletti

https://metropolitandotblog.wordpress.com/2017/02/07/uno-contro-tutti-tutti-contro-trump

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