Cronaca

USA, grana per Trump: il segretario del Lavoro Puzder rinuncia all’incarico

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Nuova tegola sull’amministrazione Trump. A nemmeno un mese dal suo insediamento, il presidente degli Stati Uniti perde il segretario al Lavoro che aveva designato: Andrew Puzder. L’imprenditore nel settore della ristorazione fast-food si è ritirato dall’iter per la conferma della nomina.

Mentre non servirò nell’amministrazione, appoggio pienamente il presidente e il suo team altamente qualificato“, ha scritto lui stesso nella nota con cui ha annunciato il passo indietro.

All’origine della vicenda c’è il suo background professionale e personale. Le critiche erano fioccate appena Trump aveva fatto il suo nome, scaturite in particolare da discrepanze emerse anche in reazione ad una serie di controverse dichiarazioni dell’imprenditore a capo di catene di fast-food giudicate denigratorie nei confronti dei dipendenti.

Difatti nel 2015 Puzder, secondo fonti di stampa, affermò: “Mi piacciono le belle donne che mangiano burger in bikini”. E sostenne che spot pubblicitari prodotti per alcuni dei suoi ristoranti considerati spinti erano invece “molto americani”. E, come se non bastasse, incalzò che i dipendenti dei suoi ristoranti erano “il meglio del peggio”, e che avrebbe voluto assumere robot perché creano meno problemi, oltre ad essere più gentili.

Nelle scorse settimane è finito al centro delle polemiche per aver ammesso di aver impiegato, “a sua insaputa”, una colf immigrata clandestinamente e senza documenti. Uno scandalo non da poco considerate le politiche di Trump contro l’immigrazione.

Altre macchie nel curriculum vitae di Puzder: come chief executive della catena di fast-food Cke (nota al pubblico coi marchi Carl’s Jr e Hardee) si è beccato parecchie cause per abusi contro i dipendenti. Inoltre il sito Politico ha rivangato una vicenda risalente al 1990, quando l’ex moglie del manager l’ha accusato di violenza domestica in diretta tv dagli studi dell’Oprah Winfrey Show.

Almeno sette senatori repubblicani, sui 52 in Senato, avevano pubblicamente rifiutato di validare la nomina. Puzder, tra l’altro, è noto per la sua ostilità a qualsiasi forma di intervento statale nel mercato del lavoro ed è un fiero oppositore dell’aumento del salario minimo.

Trump, quindi, deve incassare un nuovo duro colpo dopo le dimissioni del Consigliere per la Sicurezza nazionale Flynn, costretto a dimettersi per rapporti impropri con la Russia.

La carenza del presidente Trump è stata quella di non aver approfondito e verificato a sufficienza le credenziali del suo candidato. E adesso i democratici gioiscono: ritengono di aver messo a segno un primo punto contro Trump nella battaglia all’ultimo voto nel processo delle conferme al Senato.

Al suo posto, Trump pensa al vice ammiraglio Robert Harward.

 

Patrizia Cicconi

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