USA: sigarette elettroniche, approvazione prima della vendita

Grosse novità in arrivo per il mercato delle sigarette elettroniche negli Stati Uniti. La Food and Drug Administration (FDA) ha infatti dettato le nuove linee guida per la commercializzazione dei prodotti per il vaping, in particolar modo i device per la nebulizzazione dei liquidi e della nicotina.

I dispositivi dovranno essere approvati

L’ente che si occupa anzitutto della sicurezza alimentare, ha disposto un iter più selettivo per la messa in vendita dei dispositivi da svapo. Questi ultimi, infatti, dovranno superare una specifica procedura di approvazione, per prevenire la possibilità di malfunzionamenti tecnici di varia natura che potrebbero recare danno ai consumatori. Si tratta di una svolta significativa all’interno di un segmento di mercato in grande espansione, negli Stati Uniti e non solo; le nuove disposizioni della FDA colmano il precedente vuoto normativo, dal momento che in precedenza non esisteva alcun regolamento in materia.

In concreto, la Food and Drug Administration non ha fatto altro che estendere la normativa PTMA già esistente, che viene applicata agli altri prodotto contenenti tabacco in commercio. Le verifiche riguarderanno anche i materiali, in modo tale da rilevare eventuali discrepanze rispetto a quanto dichiarato dai distributori o scoraggiare possibili strategie di marketing verso un’utenza particolarmente giovane. A tal proposito, il nuovo regolamento imporrà di riportare sul prodotto specifiche indicazioni, che scoraggino i più piccoli dal venire a contatto con i dispositivi per il vaping. I test propedeutici alla messa in commercio dovranno soprattutto assicurare la resistenza dei dispositivi e la sicurezza delle batterie di alimentazione, così da prevenire i rischi di surriscaldamento o esplosione. “La FDA” – ha sottolineato Ned Sharpless, commissario dell’ente – “intende imporre solide fondamenta normative, basate su riscontri scientifici. Lo scopo è quello di assicurare che i prodotti ENDS siano conformi alla protezione della salute pubblica, oltre a continuare a proteggere i più piccoli dai danni del fumo”. In effetti la FDA sta cercando di limitare la diffusione dei prodotti contenenti nicotina presso le fasce più giovani della popolazione: le parole di Sharpless vanno in questa direzione, così come la possibile proposta di innalzamento dell’età minima necessaria per l’acquisto di un dispositivo di nebulizzazione (che potrebbe passare da 18 a 21 anni).

Il mercato delle sigarette elettroniche in Italia

La situazione nel nostro paese è leggermente diversa. I canali di commercializzazione sono più o meno gli stessi: i prodotti per la nebulizzazione del tabacco (device, ricariche di liquido o altro) possono essere acquistati tanto presso i negozi fisici, purché in possesso di regolare autorizzazione, sia presso siti come www.vaporoso.it, i quali devono essere autorizzati dai Monopoli di Stato. A seguito dell’approvazione dell’ultima legge di bilancio, infatti, i liquidi per ricaricare le sigarette elettroniche sono entrati a far parte dei beni soggetti al monopolio di Stato, con una tassazione leggermente agevolata (che varia a seconda della presenza o meno della nicotina al loro interno). I dispositivi elettronici, invece, possono essere commerciati liberamente.

Va inoltre sottolineato come il fenomeno dello ‘svapo’, in Italia, stia diventando sempre più diffuso. Molti, infatti, nel tentativo di smettere di fumare, passano alle sigarette elettroniche, in virtù dell’effetto deterrente riconosciuto a queste ultime. Questa strategia di riduzione del danno si basa sul fatto che il tabacco nebulizzato è decisamente meno dannoso di quello bruciato nelle sigarette ‘tradizionali’; in aggiunta, le e-cig consentono anche al tabagista più incallito di ripetere la tipica gestualità da fumatore ma senza venire a contatto con il tabacco bruciato. Anche per questo, spesso le sigarette elettroniche si prestano come strumento ideale per provare ad interrompere il consumo di tabacco, permettendo una transizione graduale ma più efficacie rispetto a prodotti che dovrebbero avere la stessa funzione, come ad esempio i cerotti alla nicotina.

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