Cronaca

Veneto, Zaia impugna il decreto sui vaccini

Il governatore della regione Veneto Luca Zaia ha annunciato che la giunta regionale ha deciso di impugnare il decreto governativo che rende obbligatorie le vaccinazioni, prevedendo pesanti multe per i trasgressori.

L’avvocatura regionale, secondo quanto riferisce il governatore Zaia, sta preparando l’impugnativa, che sarà pronta per essere presentata alla Corte Costituzionale entro poche settimane. Inoltre, l’impugnativa tanto il decreto quanto l’eventuale legge di conversione che verrà approvata dal Parlamento.

Non è in discussione la bontà delle vaccinazioni, insiste il governatore, bensì altri aspetti del decreto. Inoltre, «il Veneto, che non ha l’obbligo vaccinale, così come 15 Paesi europei importanti (dalla Germania alla Spagna, dal Regno Unito ai Paesi del nord Europa), ed è l’unica regione ad avere un’anagrafe vaccinale digitale, ha dimostrato, con una performance del 92,6%, che non è l’obbligo a risolvere il problema, quanto il dialogo con le mamme e le famiglie. Le multe, per di più, sono sperequative, dicendo in pratica che chi ha 7500 euro da spendere può rifiutare il vaccino e chi non li ha no. La nostra preoccupazione è che l’effetto della coercizione crei un abbandono più che fisiologico della vaccinazione. E non agiamo certo per soldi, ma per una questione di principio».

Peccato però che il Veneto non sia così virtuoso sotto l’aspetto dell’incidenza di alcune malattie come il morbillo. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità infatti, da gennaio ad oggi si sono registrati ben 200 casi di morbillo, quasi il 10% rispetto al dato nazionale di 2.851 ammalati. Sempre per rimanere fedeli alle parole di Zaia, se si prende il caso della Svezia (paese del Nord Europa) notiamo come dall’inizio dell’anno i casi siano stati solo 15 (qui i dati dello European Centre for Disease Prevention and Control).

E’ vero che in Svezia non vi è l’obbligo delle vaccinazioni, ma è anche vero (come riportato dal dott. Roberto Burioni, che ha fornito anche i dati qui citati) che il tasso di vaccinazioni raggiunge il 97%. Non entreremo nel merito giuridico della vicenda (anche perché l’impugnativa ancora non esiste e non si sa cosa verrà contestato davanti alla Consulta), ma l’opportunità di questa scelta resta altamente discutibile.

In pratica il governatore Zaia, con questa decisione, ha fornito ulteriore carburante per la propaganda no-vax, a causa di cui è stato necessario imporre le vaccinazioni per decreto. Se infatti non vi fossero questi sciacalli seminatori di ignoranza e panico a terrorizzare le masse, un obbligo per le vaccinazioni non sarebbe necessario. Ma purtroppo esistono, quindi la cosa più sensata da fare sarebbe non fornire loro ulteriore materiale che causerebbe un’ulteriore diffusione di notizie false (immaginiamo come verrà riportata dai vari blog no-vax la notizia di questa impugnazione).

Lorenzo Spizzirri

 

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