Versailles, Macron incontra Putin: diplomazia e pragmatismo

In occasione della conferenza stampa tenutasi a Versailles tra Vladimir Putin e Emmanuel Macron, il Presidente francese critica a più riprese i russi, ma nonostante le divergenze i due leader hanno dimostrato un forte pragmatismo politico accompagnato da grandi capacità diplomatiche.  

Il primo incontro personale tra i due presidenti ha avuto luogo il 29 maggio nell’elegante reggia di Versailles, ed ha significato un primo contatto formale senza tuttavia rappresentare una svolta effettiva nelle relazioni internazionali tra Francia e Russia. La scelta del luogo non è stata affatto casuale, le relazioni diplomatiche tra i due paesi, infatti, risalgono alla prima visita dello zar Pietro il Grande, nel 1717, proprio a Versailles. Contrariamente alle sue abitudini esuberanti, Putin si è presentato con solo 30 minuti di ritardo.

I due leader si sono quindi intrattenuti a lungo per scambiare opinioni su temi estremamente caldi quali l’Ucraina, la Siria e le sospettate ingerenze russe durante le presidenziali americane e francesi. Macron non ha inoltre taciuto dinnanzi alle recenti persecuzioni in Cecenia contro gli omosessuali, sottolineando la posizione della Francia di fronte a tali atrocità, commento al quale Putin si è valso di non rispondere.

Per quanto riguarda l’Ucraina, si tratta di una “linea rossa”, ha spiegato Emmanuel Macron, con chiaro riferimento alle parole di Obama del 2013. I due paesi si sono quindi impegnati ad aprire il dialogo anche a Kiev e Berlino. Putin ha accettato di basare le future trattative su un rapporto dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) incaricata di valutare i movimenti militari in Ucraina. Una prima piccola concessione incredibilmente significativa, che testimonia il potere della vera diplomazia, quella ben fatta.

Non altrettanto chiara è stata invece la posizione del presidente francese riguardo al caso siriano. Macron non si è esposto nel commentare il futuro del presidente Bachar Al-Assad, diversamente dal suo predecessore Hollande. Il capo dell’Eliseo, infatti, sostiene ambiguamente la necessità di preservare uno Stato Siriano, vedendosi bene dal precisare il ruolo futuro di Al-Assad. Ovviamente tale ambiguità ha favorito il consenso dell’interlocutore russo, il quale ha dichiarato

“Non possiamo continuare nella lotta contro il terrorismo distruggendo lo Stato siriano.”

A questo proposito, quindi, i due dirigenti sono giunti a un accordo sulla creazione di un “gruppo di lavoro” franco-russo, alleati nella lotta contro il terrorismo, senza tuttavia descrivere nei dettagli la funzione di tale gruppo.

Al termine di un incontro tanto atteso, si nota in primo luogo l’apertura e la volontà di dialogo e di reciproca comprensione, persino su posizioni diametralmente opposte, al fine di trovare un accordo tra due paesi chiave nelle relazioni russo-europee. L’incontro di ieri ha dato dunque prova di un forte pragmatismo politico da parte di entrambi i rappresentanti. Emmanuel Macron ha infatti sottolineato

Dobbiamo costruire un’azione comune perché altrimenti non avanzeremo mai in alcuno dei temi oggi evocati […] Se non instauriamo un dialogo franco, sincero, esigente, non avanzeremo né in Ucraina né in Siria”.

Trasmessa in diretta su CNN International, sotto i riflettori dei media americani, questa conferenza stampa ha suscitato un certo interesse anche al di fuori dei confini francesi e russi. In particolare uno scambio cruciale avvenuto tra Emmanuel Macron e dei giornalisti di Sputnik e Russia Today. Il Presidente infatti ha dato ragione della scelta di negare l’accesso ai rappresentanti di tali media durante la sua campagna.

Ho sempre mantenuto relazioni esemplari con i giornalisti stranieri, tuttavia bisogna che si tratti di veri giornalisti […] Quando la stampa diffonde delle controverità infamanti, non si tratta più di giornalismo ma di organi d’influenza. Russia Today e Sputnik si sono dimostrati degli organi d’influenza durante questa campagna, infamando la mia persona e la mia campagna.”

Più che evidente d’altronde il riferimento alle interferenze dei due media durante la presidenziale americana, dove forse hanno giocato un ruolo ben più influente. A tale provocazione Vladimir Putin, in piedi di fianco a lui, non osa neppure battere ciglio, dando prova di un certo senso pratico. Con lo stesso tono schietto ma per nulla offensivo, il presidente russo ha ribadito subito dopo la correttezza della sua decisione di ricevere Marine Le Pen a Mosca, in quanto quest’ultima desiderava riavvicinare la Francia alla Russia e sosteneva anch’essa la necessità di difendere l’identità occidentale.

Ieri a Versailles, nonostante la brevità dell’incontro, abbiamo assistito a una maniera di fare politica e diplomazia forse da troppo tempo dimenticata. I due capi di stato hanno saputo dar prova di ritegno, educazione e rispetto delle formalità, senza tuttavia addolcire il contenuto del dialogo. La franchezza ha caratterizzato l’intera conferenza stampa, senza però mai sfociare in inutili litigi ed insulti infantili. Ci si augura che tale incontro sia l’inizio di un nuovo approccio politico che permetta un dialogo costruttivo soprattutto laddove ce n’è più bisogno, ovvero proprio in occasione del maggior numero di divergenze politiche.

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