Questa sera in prima serata su Canale5 va in onda La vita è bella. Qui abbiamo raccolto per voi alcune curiosità sulla pluripremiata pellicola di Roberto Benigni.

Tra i film che hanno segnato la storia del cinema, in particolare quello italiano, La vita è bella è forse uno di quelli più significativi degli anni novanta. La pellicola di Benigni, infatti, è riuscita nell’ardua missione di vincere ben tre statuette agli Oscar come miglior film straniero: miglior film, miglior colonna sonora a Nicola Piovani e miglior attore protagonista a Roberto Benigni. Resta memorabile la commozione di Sophia Loren nell’aprire la busta del vincitore.

Le vicende e il successo del film sono ormai storia, quindi vi proponiamo alcune curiosità legate alla pellicola, per stuzzicarvi e farvi venir voglia di riapprezzare questo classico.

Le curiosità sul film

I tributi a Troisi. In La vita è bella ci sono dei tributi al grande attore napoletano che tanto lavorò al fianco di Benigni. Nella scena in cui Guido (Benigni) cerca di far voltare verso di sé l’amata Dora (Nicoletta Braschi), questo sussurra piano piano “Voltati!” esattamente come Troisi in Ricomincio da tre quando tenta di spostare un vaso con la sola forza del pensiero. Non pago, Guido fa il giro del quartiere per spuntare davanti a Dora, proprio come Troisi.

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Guido e Giosuè con il microfono del campo. Immagine da YouTube

Le ali della libertà. Una scena del film è ispirata al capolavoro di Frank Darabont. Quando è all’interno del campo di concentramento, Guido riesce a impossessarsi del microfono della filodiffusione e dichiarare il suo amore a Dora passando un brano di musica classica. In quel momento la musica si diffonde per tutto il campo e ognuno dei presenti alza la testa, quasi sollevato, esattamente come avveniva in Le ali della libertà.

Le impressioni di Mel Brooks. Il noto regista di film comici sembra non avere apprezzato la pellicola di Benigni perché, a sua detta, l’attore toscano avrebbe scherzato sui campi di concentramento, cosa di assoluto cattivo gusto. Inutile dire che non era questo l’intento di Benigni.

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Il carro armato nella scena della liberazione. Immagine Altervista

Il carro armato. Il grande protagonista della liberazione, il carro armato guidato dagli americani, è conservato nel museo di Piana delle Orme in provincia di Latina. Il polo, immerso nella pianura pontina, presenta una grande quantità di cimeli legati alla storia del territorio e, attraverso un percorso guidato, è possibile rivere la vita dei contadini pontini e i tempi della guerra. Benigni, in una visita privata, scelse personalmente il carro armato da uno dei padiglioni e lo restituì in perfette condizioni, cosicché i futuri visitatori potessero riconoscerlo tra i molti cimeli della II Guerra Mondiale.

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