Cosa sappiamo di Norma, o meglio di Marliyn? La diva che ha segnato per sempre la storia del cinema con la sua iconicità femminile e un pò bambina, aveva tantissime cose che avrebbe potuto raccontare, eppure con la sua morte tutto è rimasto inafferrabile. Oggi Marilyn Monroe compie 100 anni ma resta una figura della forza simbolica e personale senza precedenti. Proviamo in questa speciale occasione a raccontare 8 curiosità della diva, che forse non tutti sanno…

Marilyn Monroe, la chimera di Oriana Fallaci

Nel primo romanzo scritto da Oriana Fallaci I Sette peccati di Hollywood, la giornalista percorre tutti i sentieri americani per raccogliere le verità nascoste del mondo dello spettacolo. Party, premiere, serate esclusive, ma anche case nascoste e salotti intimi, per intervistare i divi dell’America Anni ’50, che il cinema lo stavamo riscrivendo. Tutti conosce, intervista, passa al setaccio per incubi e desideri. Tutti, tranne una: Marilyn Monroe. L’eterna chimera del libro, che la Fallaci, per suo amara rassegnazione, dichiara di non riuscire a trovare. Appuntamenti continuamente rimandati, matrimoni e figli della diva che cambiano e si susseguono, finché la Fallaci non getta le armi. Forse la diva non era solo una persona da intervistare, ma un concetto, un’idea di America, che nessuno avrebbe mai afferrato.

Questo libro segna profondamente il ritratto di Marilyn. Nella sua assenza la giornalista coglie l’essenza. Perché è proprio nella sica di profumo e bellezza che lasciava dietro di sé, che la diva si faceva conoscere meglio. Un’America sola, ma ambiziosa, sfuggente ed eterea. Marilyn è tutto ciò che della vita mondana non si dice ma che lascia sotto pelle a chi si approssima. Parte da qui il ritratto di una diva inafferrabile che nascondeva, da donna e da attrice, tantissime passioni, che proveremo e curiosità nascoste, che riporteremo.

Nascita e cinema

Norma Jeane Mortenson, nata a Los Angeles il 1° giugno 1926, figlia di Gladys Baker, viene cresciuta tra affidamenti e istituti e, soprattutto, affamata di un amore che il successo avrebbe amplificato invece di saziare.

Marilyn desiderava diventare attrice con una tenacia feroce. Studiava, osservava, prendeva appunti, cercava insegnanti, pretendeva ruoli migliori. La sua fragilità è stata raccontata così tante volte da oscurare la disciplina. Eppure la disciplina c’era. C’era nella modella che imparava a stare davanti all’obiettivo. C’era nella ragazza che capiva il potere della luce. C’era nella giovane interprete che si presentava ai provini con il terrore addosso. C’era nella determinazione assoluta di farsi ricordare.

Norma Jeane lavora alla Radioplane Company durante la guerra, poi viene notata e spinta verso le agenzie. Alla Blue Book Modeling Agency comincia la costruzione del personaggio. Prima cambiano i capelli poi tutto il corpo e infine il nome. Marilyn Monroe nasce per gradi, attraverso contratti piccoli e fotografie sempre più richieste. Il resto è storia… La diva entra nell’olimpo della recitazione con Eva contro Eva (1950), accanto a Bette Davis, segnando per sempre il suo futuro da attrice.

Da La confessione della signora Doyle a Il magnifico scherzo fino all’iconico film A qualcuno piace caldo (1959). Una serie di impressionanti successi, che vanno al di là dell’iconica scena della gonna che svolazza sul tombino ventoso, la suggella ad icona pop e cinematografica.

Quello che non tutti sanno

Giornalisti, scrittori e reporter hanno tentato di ritrarre Marilyn in numerosissimi biografie. Seppur non ci sia una biografia più completa di altre, siamo riusciti a raccogliere ciò che della diva si sa di meno. Una tra queste cose riguarda la sua voce.

La voce flebile di Marilyn

Da bambina. Marilyn soffriva di una forte balbuzie. Fu una logopedista a suggerirle di usare quel tono di voce sussurrata e ansimante per ingannare la mente e parlare fluentemente. Quella che Hollywood ha venduto come un’arma di seduzione era, in realtà, la sua personale terapia.

La regina del carciofo

Nel 1948, un’ancora sconosciuta Marilyn (Norma Jeane) du eletta prima ‘regina del carciofo’ a Castroville, in California, durante una campagna promozionale. Fu l’inizio della sua scalata, per dimostrare che sapeva essere unica anche con uno scettro decisamente insolito. Quello del carciofo!.

La fissa per Einstein

La sua coinquilina (l’attrice Shelley Winters) raccontò che Marilyn aveva una lista di uomini con cui avrebbe voluto andare a letto “solo per divertimento”. In cima c’era Albert Einstein. Marilyn era una fiera sapiosessuale (persona che prova attrazione verso l’intelligenza di un individuo). Sul suo pianoforte bianco teneva sempre una foto dello scienziato in una cornice d’argento.

La conversione per amore

Per sposare il drammaturgo Arthur Miller nel 1956, Marilyn si convertì all’ebraismo. Studiò i testi sacri e si definì ironicamente una atea ebrea. Più che la religione, amava la cultura ebraica e i suoi ideali profetici.

Aveva un cane di nome “Mafia”

Frank Sinatra le regalò un dolcissimo cucciolo di terrier maltese bianco. Marilyn, con il suo spiccante senso dell’ironia, lo battezzò “mafia” (abbreviato in Maf) Un chiaro e divertito riferimento ai presunti legami di Sinatra con la Mafia.

Un testamento per la salute mentale

Marilyn conosceva bene il peso del dolore psicologico. Nel suo testamento lasciò ben il 25% dei suoi beni alla sua psichiatra, la dottoressa Marianne Kris. La sua unica richiesta fu che quel denaro venisse usato per finanziare cliniche e istituti psichiatrici. Un desiderio che ancora oggi ispira borse di studio e cure per la salute mentale degli artisti.

Divoratrice di libri

Mentre i registi le chiedevano di fare la svampita, Marilyn leggeva. Al momento della sua morte possedeva una biblioteca personale di oltre 400 libri di letteratura politica, arte e psicologia. Tra i suoi preferiti c’era Freud, Joyce, Camus e Hemingway. La cultura era la sua via di fuga.

Il pianoforte “salvato” da Mariah Carey

L’oggetto a cui Marilyn teneva di più era un pianoforte a coda bianco, appartenuto a sua madre Galdys prima di essere internata in un istituto psichiatrico. Marilyn lo perse da bambina e passò anni a cercarlo, finché non riuscì a ricomprarlo da diva. Nel 1999 Mariah Carey lo ha acquistato a 660 mila dollari dicendo di averlo salvato perché è un pezzo di storia, che appartiene alle donne.

Marilyn Monroe era uno scrigno di misteri, splendore e miracolosa bellezza. Qualcosa che resterà necessariamente inafferrabile e un’incognita affascinante e meravigliosa, per i biografi di tutti i tempi.

Doriana Gatta