La polizia australiana ha dichiarato di avere incriminato con 59 capi d’accusa, tra cui terrorismo e omicidio, uno dei due attentatori che hanno ucciso 15 persone domenica scorsa sulla spiaggia di Bondi Beach, a Sydney. La strage è stata compiuta da padre e figlio, Sajid e Naveed Akram, il primo ucciso dagli agenti di polizia intervenuti sul posto e il secondo, un 24enne, tuttora ricoverato in ospedale e appena risvegliatosi dal coma.

Akram è stato incriminato, oltre che per terrorismo, per ognuno dei 15 omicidi, per 40 tentati omicidi, per possesso di un ordigno esplosivo, per uso di arma da fuoco con l’intento di causare lesioni e per avere esposto pubblicamente un simbolo terroristico, secondo quanto confermato da funzionari del tribunale incaricato del caso, ha riportato il Guardian.

Secondo le autorità locali, infatti, nell’auto dei due terroristi sono stati trovate due bombe artigianali e altrettante bandiere nere, elementi che insieme a un recente viaggio nel sud delle Filippine hanno orientato le indagini verso legami degli Akram con lo Stato islamico.

Si sono svolti intanto i primi funerali di alcune delle 15 vittime della strage di Bondi Beach. Grande emozione, in particolare, alle esequie del rabbino Eli Schlanger, a cui ha partecipato una folla numerosa, tra cui numerosi politici e autorità. Avvolta in un velluto nero, la bara è stata trasportata nella sinagoga. Schlanger, di 41 anni, padre di cinque figli, era l’organizzatore dell’evento “Chanukkah by the Sea” durante il quale è avvenuto l’attentato. “La nostra comunità ha sofferto, è il nostro 7 ottobre. In proporzione, ecco cos’è. Tante persone e tanti legami con questo posto, tanto dolore, tanta tragedia. E che dire delle persone che sono ancora in ospedale, in fase di recupero?” ha detto durante la cerimonia il rabbino Yehoram Ulman, suocero della vittima. Numerose preghiere sono state lette in ebraico e in inglese da diversi rabbini nel corso della cerimonia.