Un barcone che trasportava più di 150 persone migranti è naufragato al largo dello Yemen: 68 persone sono morte, più di 70 risultano disperse e 12 sono sopravvissute, dice l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), l’agenzia dell’ONU che si occupa di migranti. Le persone migranti a bordo del barcone provenivano in gran parte dall’Etiopia: lo Yemen è infatti uno dei paesi principali di passaggio nelle rotte dei migranti che arrivano dal Corno d’Africa e vogliono raggiungere gli stati arabi del Golfo Persico.
L’imbarcazione trasportava 154 persone in fuga da povertà e conflitti in Africa orientale, nella speranza di raggiungere i ricchi Stati del Golfo. Solo 12 migranti sono sopravvissuti. Il capo della missione Oim in Yemen, Abdusattor Esoev, ha riferito che 54 corpi sono stati ritrovati nel distretto costiero di Khanfar, mentre altri 14 sono stati trasportati all’obitorio dell’ospedale di Zinjibar, capoluogo provinciale.
Le autorità di sicurezza di Abyan hanno lanciato una vasta operazione di ricerca e salvataggio, dichiarando che diversi corpi sono già stati recuperati lungo ampi tratti del litorale.
Nonostante l’instabilità causata da oltre un decennio di guerra civile, lo Yemen resta un punto di transito per decine di migliaia di migranti africani che cercano di raggiungere i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg). Spesso affidati a trafficanti senza scrupoli, i migranti vengono caricati su imbarcazioni non sicure per attraversare il Mar Rosso o il Golfo di Aden.





