Cronaca

Mladić: ergastolo per il Macellaio dei Balcani

Passato alla storia come il “Macellaio dei Balcani” Ratko Mladić, comandante militare dei serbo-bosniaci durante la guerra in Bosnia, e’ stato condannato all’ergastolo dal Tribunale penale internazionale dell’Aja per genocidio e crimini contro l’umanità.

Il Processo contro Mladić era iniziato il 16 maggio 2012, dopo 16 anni di clandestinità in Serbia, protetto dalla sua famiglia e dalle forze di sicurezza. Mladić è stato ritenuto responsabile di diversi crimini contro l’umanita’. In primo luogo delll’assedio di Sarajevo (1992-1996) durante il quale morirono più di 10.000 persone. In secondo luogo, del massacro di Srebrenica (luglio 1995) con 8.373 vittime. Infine del sequestro di alcuni membri dell’ONU. utilizzati come scudi umani contro i bombardamenti NATO. Lo si accusa della persecuzione e dello sterminio di bosniaci e croati in tutto il paese. Tuttavia è stato assolto dall’accausa di genocidio in altri sei comuni bosniaci nel 1992. Mladić è stato allontanato dal tribunale dopo aver interrotto il procedimento urlando contro giudici.

Il Giudice Orie ha dichiarato che le forze serbo-bosniache avevano ricevuto ordini dall’imputato. Questi era sul campo l’11 luglio 1995, quando le truppe hanno invaso l’area di sicurezza dell’ONU. Ha comandato lo sterminio di più di 7.000 uomini e ragazzi bosniaci. 

“Mladić aveva un controllo effettivo su entrambi i membri della polizia e dell’esercito. Senza le sue azioni, lo scopo dell’impresa criminale congiunta non sarebbe stato raggiunto allo stesso modo “.

La parola alla difesa

La difesa ha suggerito alcuni fattori attenuanti. Innazitutto, il “trattamento benevolo” di Mladic di alcune vittime di guerra, e il suo “buon carattere”. Si invoca inoltre la ridotta capacità mentale e scarsa salute fisica e l’età avanzata.  L’ex presidente serbo bosniaco Radovan Karadzic ordino’ di creare “condizioni di vita impossibili” per i bosniaci a Srebrenica. quindi Mladic “ha solamente obbedito agli ordini”. Cosi’ un tema che si credeva appartenere al passato, riporta all’attualita’ riflessioni come quelle di Hannah Arendt, riguardo alla liberta’ umana agli ordini di uno stato totalitario. 

Il verdetto di primo grado di mercoledì non è purtroppo definitivo e può essere oggetto di ricorso, e il team legale di Mladić ha già annunciato che farà presto appello.

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