Cultura

8 Marzo: giorno o festa della donna?

8 Marzo: giorno o festa della donna? “Siamo donne, oltre alle gambe c’è di più” così cantavano Sabrina Salerno e Jo Squillo nel non troppo lontano 1991. E oggi come allora tale mantra va ripetuto e ripetuto. Nel giorno che ricorda i diritti delle donne da festeggiare, se vogliamo essere onesti, c’è ben poco.

Donne in divisa che mostrano le gambe. Immagine web
8 marzo festa giorno donne
Donne in divisa che mostrano le gambe. Immagine web

Essere contemporaneamente belle e intelligenti è un connubio ancora non accettato dalla società moderna. Nel ventunesimo secolo l’aborto è ancora un tabù, gli uomini percepiscono stipendi maggiori ricoprendo le medesime cariche e i prodotti confezionati di un bel colore rosa che siano penne bic o rasoi costano più della versione maschile: “pink tax” ( perfino l’assicurazione dell’auto costa fino a un 4% in più se l’autoveicolo appartiene a una donna, il buon vecchio detto “ donna al volante pericolo costante” è una legge scientificamente provata non lo sapevate?).

Assorbenti da donna che vengono considerati beni di lusso. Fonte: Orgolio nerd
8 marzo festa giorno donna
Assorbenti da donna che vengono considerati beni di lusso. Fonte: Orgolio nerd

Ogni 8 marzo, venditori ambulanti al semaforo ci sommergono di mimose, i bar vendono cioccolatini dalla carta regalo gialla e all’improvviso ci ricordiamo di quanto sia importante postare frasi sui social sul girl power.

Ma da dove prende origine realmente la ricorrenza dell’8 marzo

Girano in merito molte fake news, una delle più famose narra di un incendio in una fabbrica americana di camicie all’inizio del 1900, durante il quale avrebbero perso la vita oltre un centinaio di operaie. Le donne sarebbero state chiuse nei locali di lavoro dal proprietario della fabbrica, che voleva impedire loro di partecipare a uno sciopero. Tale disgrazia non è mai accaduta, probabilmente è stato confuso con l’incendio di un’altra fabbrica tessile della città, avvenuto nel 1911, dove morirono 146 persone fra cui molte donne.

Quel che è certo è che la prima giornata della donna non fu celebrata l’8 marzo. Una delle prime manifestazioni per il sostegno dei diritti femminili è avvenuta il 3 maggio 1908 quando Corinne Brown, socialista americana, ha presieduto la conferenza del Partito socialista a Chicago con un discorso sullo sfruttamento delle donne nelle fabbriche e sulla necessità di concedere loro il diritto di voto. Quella conferenza, a cui vennero invitate tutte le donne, prese appunto il nome di Woman’s Day.

Corinne Brown. Fonte: Aleanewscafè
8 marzo festa giorno donne
Corinne Brown. Fonte: Aleanewscafè

Celebrazioni che furono interrotte durante il periodo del primo conflitto mondiale, e si riaccesero con nuovo vigore l’8 Marzo 1917, quando le donne russe scesero in piazza per protestare contro il regime zarista.

Cosa festeggiamo realmente oggi

Ma quello che siamo chiamati a festeggiare l’8 marzo è davvero una festa o più che altro una giornata con lo scopo di ricordarci quanto ancora si debba lottare, aggiustare, ottenere?

Secondo Giuseppina Terragrossa “C’è una recrudescenza della misoginia. E non mi riferisco solo alla questione della violenza, così eclatante, quanto alla volontà sempre più forte di ricacciare le donne nel ruolo che avevano 50 anni fa. Impensabile, per una società civile. Che cosa mi auguro? Regole trasparenti: quando lo sono, per esempio in magistratura, dove si entra per concorso, il numero delle donne è quasi pari a quello degli uomini. In politica, no. E poi mi auguro che non si parli più di “festa della donna”, o che almeno la sia chiami con il nome che ha, “Giornata internazionale della donna”.

Casalinga anni 50. Immagine web
8 marzo festa giorno donna
Casalinga anni 50. Immagine web

Che sia il giorno o la festa poco importa, quel che conta è che nel 2020 ancora serve un giorno per ricordare di salvaguardare i diritti delle donne  e per valorizzare la loro immagine (come si trattasse di una minoranza). Che la meta prefissata dalle nostre antenate sia ancora distante è fuori da ogni dubbio.

Cari uomini, quest’anno le famose mimose simbolo dell’8 marzo, non compratele, ricordatevi piuttosto nei restanti 364 giorni dell’anno di provare ad unire ciò che la società continua a dividere e se proprio dobbiamo avere qualcosa di giallo, che sia la torta mimosa a essere regalata e condivisa nel giorno/festa delle donne.

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