Cronaca

I democratici volevano mandare Trump in analisi

Trump: “In realtà per tutta la mia vita le mie qualità migliori sono state la stabilità mentale ed essere veramente intelligente. Anche ‘Hillary la corrotta’ ha provato a giocare queste carte e come tutti avete notato, le si sono bruciate tra le mani… Sono passato dall’essere un imprenditore successo, a una star della tv a presidente degli Stati Uniti (al primo tentativo). Credo che questo mi caratterizzi non come un uomo intelligente, ma come un genio. E un genio molto stabile!”.

“Fire and Fury” il libro incriminato (Foto dal Web)

La capacità di Donald Trump di attirare l’attenzione mediatica sembra non avere limiti. “Fire and Fury”, il nuovo libro del giornalista Michael Wolff  ha scatenato l’ira del Presidente. Nell’opera vengono messe in dubbio le capacità mentali di Trump e ieri l’autore ha rincarato la dose riportando l’iniziativa di un gruppo di deputati democratici che avrebbero chiesto la consulenza di una nota psichiatra di Yale per verificare l’idoneità alla carica di Presidente. Sembra una commedia, ma è la politica americana, così sfacciata e aperta allo scontro pubblico, aspetti a cui noi europei forse non siamo abituati. Un libro che si basa sulle confessioni di varie “gole profonde”all’interno della Casa Bianca ma soprattutto su quella di Bannon, amico oltre che ex collaboratore di Trump. Le rivelazioni si estendono anche nella sfera privata del Presidente, rilevando tra le altre cose la presunta aspirazione della figlia Ivanka di succedere al padre come inquilina dello studio ovale. Occorre ricordarlo di nuovo, non è una commedia. La vera domanda è perchè lo staff di Trump non riesca ad arginare i Tweet infelici, le battute fuori luogo, le reazioni incontrollate in politica internazionale. Almeno questa è una delle domande che testate, analisti e attenti osservatori si pongono, dopo mesi la risposta sembra essere una ed una sola: Trump è stato votato in quanto Trump, il suo indice di gradimento, il successo nelle elezioni di Midterm e la sua eventuale rielezione dipendono da questo.

In rosso gli stati in cui Trump ha vinto nel 2016 (Fota dal web)

Può anche sembrare strano ma la maggioranza degli americani lo sostiene, non saranno i divi di Holliwood, non  saranno gli abitanti della “Grande Mela” o di Washington ma ci sono, esistono e The Donald è li a ricordarlo non solo all’America ma al mondo intero. Trump si sta comportando esattamente come ci si aspetta che si comporti in politica interna, estera e anche quando si tratta di rispondere ad affermazioni che rischiano di mettere in imbarazzo la sua persona, oltre che la sua figura presidenziale. Risponde come risponderebbe un imprenditore “self made man” del midwest o come il marchese del grillo: “io so io e voi….”. La ricerca costante di un nemico, sia all’estero (Corea del Nord) che dentro i confini, è espressa alla perfezione dall’ennesimo Tweet:

“Ora che la storia della Russia, dopo un anno di intenso studio, si è rivelata una balla totale rifilata al popolo americano, i Democratici e i loro cani da riporto, i media mainstream delle notizie false, blaterano della mia stabilità mentale e intelligenza come fecero con Reagan”

Sostenitori di Trump (Foto dal web)

. Trump è l’America profonda che può avere la sua rivincita, Trump è il risultato dei fallimenti di Obama, Trump è “tutto e subito”. Se fosse il Presidente di una qualche isola caraibica potremmo parlarne sui   Tabloid ma, è alla guida della prima potenza mondiale e le sue scelte nel bene e nel male ci riguardano. A più di un anno dalla sua elezione è giunto il momento di ammettere a noi stessi che no, non è un brutto sogno, è realtà.

 

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