Cronaca

IL KGB NON MUORE MAI, UNA NUOVA GUERRA DI SPIE

Serghei Skripal, ex agente del KGB, è stato avvelenato, su questo Londra non ha dubbi. Ora occorre capire da chi, i sospetti ricadono su Mosca. Il perchè va ricercato nella storia del sessantaseienne russo residente in Inghilterra dal 2010. Dal 2006 la ex spia dei servizi segreti russi era detenuto nelle patrie galere con l’accusa di tradimento. Liberato nel 2010 nell’ambito di uno scambio di spie con l’FBI, aveva ottenuto l’asilo politico nel Regno Unito.

(Foto dal web)

All’epoca della sua carcerazione, l’accusa era di aver venduto informazioni ai servizi di sua maestà dietro compenso di 100.000 sterline. Ancora una volta l’affascinante mondo dello spionaggio torna in primo piano, ancora una volta in Inghilterra, ancora una volta sul banco degli imputati il Cremlino. Nel 2006 era stato vittima di avvelenamento Alexander Litvinenko, anch’esso disertore dei servizi russi morto in seguito alla contaminazione da Polonio-210 in seguito ad un incontro avvenuto in un hotel di Londra, Individuati i russi che avevano partecipato all’incontro, il Governo britannico ne chiese l’estradizione a Mosca, l’istanza fu prontamente respinta e oggi uno di loro siede nel parlamento di della Federazione.

(Foto dal web)

Litvinenko aveva aspramente criticato Putin, accusandolo tra le altre cose dei gravi attentati avvenuti in Russia nel 1999 che causarono più di 300 vittime. Secondo lo 007 del Cremlino gli attacchi, attribuiti ai separatisti ceceni, avevano in realtà una matrice governativa, volta a giustificare la Seconda campagna cecena. Non sentendosi più al sicuro in Russia si trasferì a Londra, da dove continuò la sua campagna di controinformazione fino al giorno della sua morte. Da notare come inizialmente Litvinenko volesse trasferirsi in Italia dove risiedeva il fratello, ciò gli fu sconsigliato da fonti interne ai servizi che indicarono il bel paese come uno degli stati europei maggiormente infiltrati dagli 007 di Mosca. Il caso di Serghei Skripal si inserirebbe quindi in una campagna di omicidi  perpetrata da Mosca per mettere a tacere ex spie dissidenti. La differenza è che oggi il Governo di sua maestà, almeno a parole, sembra intenzionato a rispondere in maniera dura all’accaduto. La May ha convocato l’ambasciatore russo imponendo assoluta chiarezza da parte del Cremlino entro la mezzanotte di domani. Qualora questi chiarimenti non venissero giudicati soddisfacenti il Primo Ministro andrà in Parlamento a riferire per prendere misure che possono andare dal boicottaggio dei prossimi mondiali all’inasprimento delle sanzioni economiche. La durezza è dovuta alla sindrome da accerchiamento di Londra che, causa Brexit, teme l’indifferenza dell’Europa. Da Mosca le dichiarazioni non sembrano rassicuranti, il Ministro degli Esteri Lavrov considera quello in atto nel Regno Unito un “numero da circo”.

Non ci resta che aspettare fino alla mezzanotte di domani per una nuova puntata di questa “guerra di spie”.

 

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