In Medio Oriente la situazione più critica si registra in Libano, dove Hezbollah ha respinto il cessate il fuoco con Israele, mediato dagli Stati Uniti.
In una dichiarazione, ripresa da Sky News uk, il gruppo militante afferma di aver “informato ufficialmente il presidente libanese Joseph Aoun del proprio rifiuto dell’accordo, insistendo sul fatto che qualsiasi accordo accettabile debba iniziare con il ritiro completo di Israele da tutto il territorio libanese”. Hezbollah aggiunge inoltre di considerare “il ritorno degli sfollati, gli sforzi di ricostruzione e il rilascio dei prigionieri libanesi” come “condizioni essenziali per qualsiasi futuro accordo”
“L’esito di questi negoziati diretti, assurdi, umilianti e vergognosi, per il Libano viene respinto senza riserve da gran parte della popolazione libanese”, ha dichiarato il capo del partito-milizia che ha descritto, come riporta L’Orient Le Jour, l’accordo di cessate il fuoco tra Libano e Israele come “una dichiarazione d’intenti volta a sabotare il Libano, destabilizzarlo e fomentare la discordia tra i libanesi”.
“La dichiarazione di Washington definisce i principi fondamentali che gli Stati Uniti e Israele prevedono per la sottomissione del Libano al progetto del Grande Israele. Fare del disarmo della resistenza (di Hezbollah) il punto di partenza di qualsiasi accordo equivale a distruggere il potere del Libano e costituisce una minaccia esistenziale per il popolo che resiste”, ha aggiunto ribadendo che serve un cessate il fuoco globale e il ritiro di Israele dal Libano.
“Qualsiasi accordo accettabile deve iniziare con il ritiro completo di Israele da tutto il territorio libanese” hanno affermato dal gruppo militante. E proprio nei combattimenti in Libano, il Ministero della Difesa serbo ha comunicato che un casco blu dell’Unifil è rimasto ucciso. Nel frattempo, per quanto riguarda l’Iran, il Segretario di Stato Usa Marco Rubio è tornato a parlare dei recenti attacchi di Teheran ai danni del Kuwait definendoli “oltraggiosi e inaccettabili”.





