La guerra contro l’Iran ha rappresentato “una battuta d’arresto” per gli Stati Uniti e Israele, ai quali Teheran ha inferto un “colpo decisivo”. A dichiararlo è stata la Guida Suprema della Repubblica Islamica, Mojtaba Khamenei, in un messaggio scritto diffuso in occasione dell’anniversario della morte del fondatore del regime, Ruhollah Khomeini.
Nel suo discorso, la Guida Suprema ha ammonito che gli Stati Uniti e Israele starebbero cercando di “dividere” la nazione iraniana, dopo aver subito una “sconfitta schiacciante” nel conflitto lanciato contro il suo Paese. “Il loro strumento principale per indebolire l’Iran è seminare dubbi, disperazione, paura, sfiducia e divisione”, ha scritto Khamenei nella dichiarazione letta ad alta voce, ribadendo che “il nemico malevolo” sia andato incontro a un pesante insuccesso sul campo di battaglia.
Secondo Khamenei, il fronte avversario rappresentato da Trump e dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, starebbe ora concentrando la propria “guerra ibrida” su due obiettivi: indebolire la fiducia dell’opinione pubblica e indurre i funzionari a commettere errori di valutazione. Gli strumenti principali di questa strategia sarebbero il seminare “dubbi, disperazione, paura, sospetto e divisione”. Khamenei ha quindi esortato autorità e cittadini a rispondere con unità, lucidità e fiducia reciproca, ribadendo che “qualsiasi azione che provochi pessimismo e disillusione tra la gente costituisce una forma di assistenza al nemico di questo Paese e del suo popolo”.
La Marina iraniana ha poi annunciato di aver preso di mira il centro di comando e controllo di un cacciatorpediniere statunitense, un’azione presentata da Teheran come una risposta immediata ad “azioni ostili” che erano state condotte contro le navi della Repubblica Islamica. A riportare la notizia è stata l’agenzia di stampa locale Tasnim.




