Nel 2023, l’ex pugile Daniele Scardina è stato colpito da un’emorragia cerebrale. “Sono stati tre anni duri, la ripresa è lenta. Vedo mio fratello e mia mamma combattere più di me. Fa male”, afferma Daniele Scardina. L’ex pugile aggiunge: “La mia è una lotta per tornare a vivere come prima. Il mio obiettivo è tornare a camminare”.

Daniele Scardina sta per iniziare un nuovo percorso di riabilitazione tra America Latina e Stati Uniti, come spiega il fratello Giovanni, che non gli ha mai lasciato la mano: “Il momento più complicato è stato all’inizio, quando è entrato in coma. Ti fai tante domande, poi piano piano uno si rende conto che bisogna essere grati per quello che si ha”. “Tenerti al mio fianco e non potevo ricevere regalo più bello”, è stato uno dei primi messaggi che Giovanni dedicò a Daniele dopo averlo rivisto, consapevole che il peggio fosse finalmente alle spalle.

L’intervento chirurgico d’urgenza all’Istituto Humanitas di Rozzano è stato uno dei momenti più delicati, ma anche i due mesi in coma hanno messo a dura prova tutti quelli che avevano a cuore la salute del campione. Giovanni ora tira un sospiro di sollievo e continua a sostenere il fratello nella riabilitazione, dandogli tutto il supporto di cui necessita. “Dio ha ascoltato le mie, le nostre preghiere, adesso sei qui con me. Questo è il compleanno più bello con la foto più bella che io possa desiderare, continua a combattere campione”, le sue bellissime parole per King. Per suo fratello Daniele la strada verso la normalità appare ancora molto lunga, ma l’importante è aver scongiurato gli scenari più infausti.

Cosa è successo a Daniele Scardina e le sue parole

“Ebbene sì, io sono sopravvissuto a un’emorragia cerebrale e dirlo ad alta voce ancora oggi mi fa tremare un po’. Per tanto tempo ho pensato che questa storia fosse solo dolore, solo paura. Perché a me?”, esordisce sui social Daniele Scardina, aka King Toretto. Quindi, prosegue raccontando di aver iniziato a parlare con se stesso, “con quella voce che tutti abbiamo dentro, che a volte ti sostiene e a volte ti distrugge”.

Quindi prosegue: “La parte più potente della mia storia non è la malattia, è il momento in cui Dio è entrato nella mia vita e ha deciso di restare. Perché dopo una craniotomia, il coma, le macchine attorno a me, le lacrime che scendono senza rumore, le notti in terapia intensiva, la paura di non svegliarmi, io ho litigato con Dio, gli ho urlato dentro. Gli ho chiesto perché? Perché io? Perché così? E poi in mezzo a tutto quel caos è successo qualcosa. Ho smesso di aspettare una storia diversa e ho iniziato a vedere il miracolo che ero io“.

“Ho capito che se ero ancora qui, respirando, vivendo, non era un caso. Che la mia vita non si era fermata, stava cambiando direzione”, continua mostrando le sue cicatrici. “Sì è dura ci sono giorni in cui fa male, anche solo respirare, ma Dio mi ha trovato proprio lì e io anche con paura gli ho aperto la porta e da quel momento ho deciso di parlare, di non nascondermi, di raccontare la verità, di essere un uomo fragile e forte allo stesso tempo .Perché quello che anche per me sembrava la fine, per Dio era solo l’inizio”.

Infine, Daniele Scardina conclude con una promessa: “Io oggi non vi racconto una storia perfetta, vi racconto la mia, perché io non sono ciò che mi è successo, io sono ciò che Dio ha deciso di fare con quello che mi è successo. Questo è solo l’inizio, ve lo dimostrerò”.