Le autorità hanno arrestato a gennaio cinque adolescenti accusati di aggressione e tentata estorsione. Il caso ha coinvolto quattro ragazzi di 16 e 17 anni e una ragazza di 17 anni. Il gruppo, riferisce il Dipartimento di Polizia Metropolitana, ha picchiato il liceale nella zone ovest di Tokyo, rompendogli il naso e causandogli altre lesioni. Successivamente hanno cercato di estorcergli 150.000 yen (circa 800 euro). Da quel che è emerso recentemente, pare che la somma sia stata stabilita attraverso l’utilizzo di ChatGPT.

Aggressione a Tokyo, gli adolescenti potrebbero aver usato ChatGPT per stabilire la somma da chiedere

Secondo quanto riportato da Fuji TV, la ragazza coinvolta nell’aggressione risulta essere l’ex fidanzata della vittima. Quest’ultima ha accusato il liceale di aver toccato la gamba della sorella minore. Successivamente ha chiesto a quest’ultimo di risarcirla per il danno. «Dammi i soldi o combatti con me», gli avrebbe detto. Gli inquirenti credono che sia stata una conoscente della ragazza ad aver utilizzato ChatGPT per stabilire il risarcimento in caso di «abusi sessuali su minori». L’IA avrebbe suggerito un risarcimento minimo di 150.000 yen, importo su cui il gruppo di è basato per tentare l’estorsione. La ragazza coinvolta ha ammesso le accuse, dichiarando: «Non potrei mai perdonarlo per aver toccato mia sorella». Gli altri tre ragazzi hanno ammesso le accuse, l’altro continua ad affermare di non ricordare alcuna richiesta in denaro.

Anche se il “coinvolgimento” del chatbot è ancora da accertare, il caso pone nuovamente l’attenzione sull’uso deliberatamente improprio che viene fatto dell’IA. Casi analoghi, sotto alcuni aspetti anche più gravi, evidenziano i pericoli e altresì le aggravanti che possono insorgere. In questa circostanza la possibile richiesta avanzata a ChatGPT si rivela essere poco determinante ai fini dell’accusa. La medesima domanda sarebbe potuto essere presentata anche attraverso altri canali, ricevendo ugualmente una risposta simile. È però importante comprendere quanto l’impiego delle IA si stia trasformando, caso dopo caso, in una figura attiva e impattante ai fini delle vicende.

Stefania Cirillo