Un’ondata di attacchi russi ha colpito nella notte, tra il 14 e il 15 giugno, l’Ucraina provocando 11 i morti e 53 i feriti. Lo riferisce su X Voldoymyr Zelensky, fornendo un bilancio aggiornato degli ultimi raid. Mosca ha colpito la Cattedrale della Dormizione, la principale cattedrale del complesso monastico, simbolo della storia spirituale e culturale dell’Ucraina, le cui cupole dorate a forma di cipolla dominano la capitale da quasi mille anni.

La Cattedrale della Dormizione è affacciata sul Dnepr, la Lavra delle Grotte di Kiev, nota anche come Monastero delle Grotte, è un vasto complesso di monasteri e chiese, alcune delle quali sotterranee, costruite tra l’XI e il XIX secolo. Alcune delle chiese del sito, inserito nel Patrimonio Mondiale dell’Unesco, sono collegate da un intricato sistema di gallerie sotterranee lungo oltre 600 metri. Le reliquie religiose più preziose erano già state evacuate. Sebbene il tetto sia stato gravemente danneggiato dall’incendio, la struttura e le mura della cattedrale sono rimaste in piedi, mentre l’iconostasi non ha subito danni significativi.

“È importante che il mondo non resti in silenzio di fronte a questo ultimo atto di barbarie russa. Questo attacco alla Lavra è un’aggressione alla comunità cristiana e al patrimonio culturale dell’umanità”, ha denunciato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky invocando maggiori protezioni da parte della comunità internazionale.

Le autorità ucraine e il patriarcato ortodosso di Kiev parlano ora di un attacco senza precedenti contro la Cristianità. Per il Ministero della difesa russo, a causare il rogo sarebbe stato un missile Patriot statunitense, lanciato dalla contraerea ucraina. Secondo il presidente ucraino Zelensky si è trattato invece di un attacco deliberato. L’UNESCO teme gravi danni dentro e fuori la cattedrale e anche ad altri elementi del complesso.

Von der Leyen dichiara: “Passo storico verso l’adesione UE al G7 di Évian”

“Il conflitto in Ucraina dura ormai più della Prima guerra mondiale. Ma oggi compiamo un passo storico verso l’integrazione di Kiev nell’Unione Europea con l’apertura formale dei negoziati di adesione”. È il messaggio congiunto lanciato dal presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, e dalla presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, in apertura del vertice G7 a Évian, in Francia.

I due leader europei hanno voluto sottolineare il percorso di riforme intrapreso da Kiev “anche in tempi così difficili sotto le bombe”, confermando che “l’Ucraina ha mantenuto la linea del fronte e la Russia deve capire che il tempo non gioca a suo favore”.

“L’Ucraina si trova oggi in una posizione molto più forte rispetto a un anno fa” mentre la Russia “subisce gli effetti delle sanzioni occidentali e delle crescenti difficoltà della propria economia di guerra” e “non è mai stata così debole”, ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa a Evian prima dell’avvio del G7.

“Attendiamo con favore la partecipazione del presidente Volodymyr Zelensky domani. La brutale guerra di aggressione della Russia dura ormai più a lungo della prima guerra mondiale. Di fronte all’intensificarsi degli attacchi, l’Europa continua a sostenere l’Ucraina senza esitazioni” ha evidenziato von der Leyen ricordando che il prestito Ue da 90 miliardi di euro “copre circa due terzi del fabbisogno finanziario di Kiev per quest’anno e per il prossimo” e che “le prime erogazioni arriveranno già entro la fine del mese. Per coprire il terzo restante, sarà necessario un maggiore contributo dei partner dell’Ucraina. Anche questo sarà un tema del vertice” ha riferito Von der Leyen.