Geolier, all’anagrafe Emanuele Palumbo si è esibito ieri sera per la prima volta allo Stadio Olimpico davanti ad un pubblico di 40mila persone .

Il suo tour in corso, Stadi 2026, è un punto di svolta per l’artista. Fresco dal suo ultimo album, pubblicato a gennaio 2026 dal titolo Tutto è possibile sotto l’etichetta Warmer Music Italia e contenente brani di successo come Fotografia, Canzone d’amore e Stelle, Emanuele è arrivato a realizzare il sogno di molti. Dal suo debutto nel 2018 con il singolo P Secondigliano, il rapper ha sviluppato una grande capacità come artista, quella di saper parlare alla pancia delle persone, facendo del dialetto napoletano un veicolo importante di messaggi.

Geolier allo Stadio Olimpico: un concerto che l’ha visto anche intrattenitore

Il concerto si è aperto alle ore 21.05, anche prima delle indiscrezioni che vedevano anche a Roma un ritardo di 15/20 min come era stato per la data a Milano San Siro. Ma questa volta, il quarto d’ora accademico Geolier non l’ha preso. L’inizio è stato in linea con lo spettacolo e con la personalità di Emanuele. Esibirsi all’Olimpico era per lui un sogno e il pubblico è stato il suo fedele compagno di questo lungo viaggio. E ciò che ha stupito che per la data capitolina, il rapper di Scampia non abbia messo su uno spettacolo semplicemente scenografico, come molti si aspettavano, un pò pacchiano e kitsch (due stereotipi che molti attribuiscono ai cittadini partenopei), ma abbia dimostrato di essere un cantante completo.

Le sue esibizioni migliori della serata hanno avuto una componente canora e melodica importante e una scenografia imponente che ha saputo incantare i presenti. Migliori esibizioni della serata? A mani basse I p’ me, tu p’ te, posta quasi a fine scaletta, dove Emanuele sollevato dell’andamento della serata, ha lasciato andare un pò di tensione e si è goduto la festa a 360 gradi. P Secondigliano, portata sul palco dell’Olimpico, attaccato alla fune sopra la folla, è stata invece l’esibizione che più l’avvicinato al pubblico in festa. Il singolo è quello che lo ha lanciato sulla scena ed è stato grazie a quello che l’artista è riuscito a costruire una fanbase che lo supporta ogni giorno.

Geolier, sul palco dello Stadio Olimpico arriva una vera cadillac

Ma meritano una menzione anche Cadillac, cantanta con il fedele MV Killa, vicino letteralmente ad una Cadillac sul palco e Per Sempre, brano del 2024, che in un unico flow ha lasciato tutti senza parole. Anche la live di Ma che sole oggi, introdotta dal rapper che scherza sulle alte temperature della Capitale e su come le giornate di sole siano quelle migliori perchè stupiscono sempre, è stata capace di portare positività e ottimismo nei cuori di chi aveva scelto l’Olimpico come giorno X.

Sul palco dell’Olimpico in viale dei Gladiatori a Roma insieme al protagonista della serata, ci sono stati anche i membri della band che hanno contribuito e quasi completato allo show, come ll chitarrista, Guido Della Gatta, ha incantanto alla fine di M’ Manc, dando all’esibizione, quel tocco di freschezza che era necessaria. Una menzione anche per Vicky Landolfi, il batterista, che più volte è stato nominato da Geolier, che scherzava sulla sua stanchezza e forma fisica. Landolfi termina l’esecuzione di Per sempre in un gioco melodico che solo chi conosce bene la musica sa fare. Stessa cosa si può dire di Christian Capasso, bassista e di Nicola Abate alle tastiere.

Il ruolo chiave dell’orchestra nel concerto di Geolier allo Stadio Olimpico e gli ospiti

La loro presenza e la loro sonorità hanno accompagnato il rapper in tutte le due ore e mezzo di concerto e si potrebbe azzardare a dire che senza di loro lo spettacolo avrebbe avuto un altro sapore. Menzione d’onore, infine, per la mini orchestra classica che ha lasciato tutti senza parole. Da un duro come Emanuele, un rapper, mai ci si sarebbe aspettato la sensibilità e la capacità di avvicinarsi a qualcosa di così lontano. La si vede la prima volta dopo il primo blocco di El Pipe d’oro, Nu parl, 081 e Scumpar. Dal nulla, infatti, mentre l’artista partenopeo scompariva dietro le quinte, la luce dei tanti occhi di bue dell‘Olimpico si posa su una violinista classica.

Dopo di lei, tanti impugnano i propri strumenti ad arco, dando vita ad un momento davvero delicato e intimo. Allora l’orchesta e la band insieme hanno regalato al pubblico una parte di Geolier inedita, più complessa, intima e meno main stream. L’attesa non era tanta, era tantissima. Dopo aver appreso che alla data di San Siro il rapper aveva portato sul palco con lui Shiva, Lazza, Kid Yugi e MV Killa, gli spettatori erano ansiosi di sapere chi avrebbe duettato e solcato con lui il palco più famoso di Roma. Quando son partite le note di L’ultima Poesia, ricordiamo brano che vede il feat di Ultimo del 2024, tanti si son scatenati, ma le loro aspettative son state deluse. Ad un certo punto però, il rapper napoletano racconta:

La sorpresa di Achille Lauro al concerto di Geolier allo Stadio Olimpico

“Qualche giorno fa dopo la data di Milano, mi ha chiamato questo mio caro amico per farmi i complimenti. Lui anche si è esibito da poco a San Siro e niente abbiamo passato 5 minuti al telefono a lodarci a vicenda. Quindi adesso fategli un applauso e fatec pure na fot.” L’entusiamo del pubblico è salito allora alle stelle, quando al fianco dell’artista è apparso Achille Lauro, unendosi al protagonista della notte capitolina per il suo brano Fotografia. Due mondi apparentemente diversi, eleganza e fascino urban, Roma e Napoli, canzoni intime e brani più dinamici, che hanno dato vita ad un connubio che ha funzionato. Le loro voci si sono ben amalgate, insieme a quella che si è alzata dal il pubblico, li ha accompagnati nota per nota, parola per parola.

Poi è stata la volta di Kid Yugi, una delle voci più interessanti della New Wave rapper italiana. E ciò che per l’appunto ha incantanto è stata la sua capacità di rappare a lungo senza mai fermarsi per tutta la sua strofa di Olè. Emozionante il duetto con il compianto Pino Daniele su Tutto è Possibile, traccia che apre l’ultimo album di Geolier. Portando sul palco il brano, Emanuele ha voluto omaggiare il cantautore napoletano, regalando un momento magico ai presenti.

Geolier allo Stadio Olimpico, il quid è arrivato dalle luci e dai visual

Infine è stato raggiunto da MV Killa. Per il suo ingresso preceduto dal suo nome proiettato sugli schermi, chiedendo al tempo stesso al pubblico di urlare il suo vero nome, Marcello. I due artisti si sono esibiti con Cadillac ed Amo ma chi te sap’ hanno mostrato un grande feeling nel corso della loro performance, tra le istantanee da ricordare della serata. Altro elemento che ha reso un successo la data di ieri sono state le visual e le scenografie. Frutto del lavoro dello studio londinese Ombra Design, ormai da tempo consolidato anche a Milano, gli effetti speciali non hanno solo accompagnato lo spettacolo, ma sono diventati parte integrante di esso.

L’inizio del live, ad esempio, con il primo blocco di canzoni, ad esempio, prima dell’intermezzo dei violini, è stato accompagnato da luci dalle tonalità calde, che variavano dal giallo al rosso all’arancione. Il grande lavoro delle visual è stato anche quello di seguire i temi dei brani proposti da Geolier al pubblico. Durante Fotografia, ad esempio, venivano proiettate tante polaroid, durante Narcos la scenografia è stata imponente e forte, Money con il verde e le immagini delle banconote sullo sfondo.

Geolier allo Stadio Olimpico di Roma: la dedica alla fidanzata

Stessa discorso nell’esibizione di Napoletano e A Napoli non piove: sugli schermi immagini delle vele di Scampia, gli scooteroni che sembrano usciti da Gomorra e immagini dei quartieri spagnoli. Tutti elementi quindi a supporto della musica urban rap dell’artista e della sua identità. Il suo lavoro in tutti questi anni e la sua musica in dialetto napoletano testimoniano l’impegno di un rapper che non si è snaturato per seguire la logica dei grandi numeri, ma che ha dato tutto sé stesso per raggiungere i risultati che si era prefissato, senza perdere la sua umiltà.

La prova di questo? I ringraziamenti sinceri di ieri sera: “Il piano di Dio è sempre più grande di tutti noi. Grazie a voi pubblico, questo spettacolo è più vostro che mio. Ringrazio il mio manager, la band, l’orchestra e tutti quelli che stanno lavorando a questo tour. Infine, ringrazio Roma, che mi ha donato la mia ragazza: amore mio sei fantastica!”

Layla Perroni