Shrek si è presentato al mondo come ‘un grosso e orrendo orco, che vive nella palude‘. Gli abitanti della palude affilavano i forconi per ucciderlo mentre Shrek parlava alla luna della sua solitudine. Questo è il modo in cui lui e gli umani lo vedevano, ma di certo non noi. Quando l’orco di questa fiaba incontra Ciuchino e l’amore della sua vita, Fiona, infatti, conosciamo di lui tutto il lato più genuino e amorevole, facendoci legare irrimediabilmente a questo personaggio. Il film d’animazione Dreamworks ha intenerito e divertito il mondo intero, conquistando anche il giudizio della critica. I quattro film di Shrek hanno incassato infatti oltre 2.9 miliardi di dollari nel mondo, ispirando una tournée teatrale e persino un musical a Broadway. Ma cosa più straordinaria, Shrek 1 ha vinto il premio come Miglior film d’animazione nel 2002. Una vittoria storica, essendo stato il primo film in assoluto a ricevere l’Oscar in questa categoria appena creata dall’Academy. Oggi la saga torna per il suo quinto capitolo, ma tutto sembra così diverso. La grafica adottata dalla casa madre non resta infatti fedele al mondo grezzo e imperfetto di cui ci siamo innamorati. Cerchiamo dunque di capire i motivi di tale cambiamento. Dobbiamo salutare per sempre Shrek o abituarci ad un nuovo immaginario?

Tutto è cambiato

Il regno di Molto Molto lontano ha fatto sognare la generazione Z e non solo, sin dall’uscita del primo Shrek del 2001. La saga Dreamworks ha promosso un modo di vedere il mondo a cui i bambini non erano abituati. L’animazione, per la prima volta nella storia, aveva promosso personaggi grezzi e imperfetti, una narrazione antitetica rispetto a quella delle principesse Disney, adottando inoltre un’ironia pungente e provocatoria del tutto inusuale nel mondo dei cartoni animati. Shrek per questo è stato una vera e propria rivoluzione, capace di piegare gli archetipi disneyani ad un universo ribelle e punk rock, che ha fatto innamorare, tutti, a prima vista. Questi sono i motivi per cui quando è stato rilasciato il trailer di Shrek 5 il pubblico aveva aspettative altissime. Purtroppo però le aspettative non sono state soddisfatte, soprattutto quelle dei fan veterani della saga.

La grafica eletta dal nuovo film, diretto dagli acclamati filmmaker Conrad Vernon e Walt Dohrn, sembra essere mutata, e non di poco. Ciuchino appare in tratti levigati e aggraziati, la sua ironia pungente è molto più melliflua, tanto da assumere un atteggiamento tenero e dolce. Un modo di essere opposto all’originale Ciuchino: il fastidioso ma divertente compagno di viaggio del gruppo. Shrek e Fiona, ridisegnati con questa nuova estetica CGI, hanno lineamenti più tondeggianti e opachi, riallineandosi a tanti altri personaggi dell’ultima era Dreamworks. Se personaggi come loro hanno saputo smontare i canoni tradizionali di bellezza, adesso sembra che assistiamo ad un triste dietro-front. Cosa sta succedendo in casa Dreamworks?

Il team produttivo

Facendo prima un recap interno. Ricordiamo che a dirigerlo ci saranno Conrad Vernon e Walt Dohrn, ossia gli storici filmare della saga. Vernon ha preso inoltre parte alla squadra di regia di Shrek 2, candidato al Premio Oscar, e ai film DreamWorks Animation Madagascar 3 – Ricercati in Europa e Mostri contro Alieni. Vernon ha anche prestato la voce all’amatissimo Omino pan di Zenzero, noto come “Zenzy”, in tutti i film dell’universo Shrek. Dohrn ha lavorato al secondo e al terzo film in qualità di sceneggiatore e artista, e al quarto come supervisore della sceneggiatura.

In aggiunta, Dohrn ha doppiato il personaggio di Tremotino in Shrek e vissero felici e contenti. Dorhn ha anche co-diretto Trolls e diretto Trolls World Tour e Trolls 3 – Tutti Insieme. Torna inoltre a produrre il film la produttrice Gina Shay (franchise Trolls), che ha già prodotto Shrek e vissero felici e contenti, insieme al CEO di Illumination e candidato al Premio Oscar®Chris Meledandri (franchise Super Mario, franchise Cattivissimo Me / Minions). Il film è co-diretto da Brad Ableson (Minions 2 – Come Gru diventa cattivissimo; I Simpson).

Ridefinizione Dreamworks

Sin dal 2001 con Shrek, vincitore del primissimo Premio Oscar come Miglior Film d’Animazione, Shrek, Ciuchino e Fiona (insieme ai loro amici, familiari e oppositori), sono diventati parte integrante della cultura popolare, ricordando al pubblico che la bellezza è negli occhi di chi guarda. Adesso assistiamo al tramonto di quell’era, perché il cuore saliente della saga sembra essersi dissolto. Ma quali sono i motivi? C’è da ricordare alcuni cambiamenti della Dreamworks per riuscire a spiegare questo re-design. Innanzitutto la casa madre solo un anno fa aveva annunciato comeavrebbe fatto sì che tutti i film successivi a Wild Robot non sarebbero più stati animati internamente, ma piuttosto esternalizzati ad altri studi di animazione. E questo è un primo punto.

In secondo luogo notiamo un cambio interno all’apparato produttivo. Uno dei produttori principali di Shrek 5 è infatti Chris Meledandri, che è il fondatore e CEO di Illumination. La Dreamworks inoltre è adesso, insieme a Illumination, proprietà di Universal. Questo cambio di scacchiera ha fatto altresì in modo che la casa avesse un budget minore, teoria economica sostenuta da alcuni utenti web. I budget della DreamWorks Animation sono stati molto più piccoli, grazie alle “misure di risparmio sui costi” di Meledandri. L’idea che Shrek potesse avere dimuovo un budget di 150 milioni di dollari come prima è sfumato in partenza. Quindi in definitiva, abbiamo occhi e bocche, in questo capitolo, che gridano ‘Illumination production’. Ma forse c’è di più.

I nuovi software grafici

Non dimentichiamo che sono passati più di vent’anni dal primo film. I nuovi software permettono animazioni più fluide, espressive e ricche di dettagli, come evidenziato dal look visto nel recente spin-off Il gatto con gli stivali 2. Si parla di un cambiamento iniziato nel 2015 nella realizzazione Dreamworks dei cartoni animati, avvenuto anche a causa della perdita dei software grafici utilizzati per Shrek 1-4. L’estetica colorata e commerciale non ha messo d’accordo tutti. C’è comunque chi non vede l’ora di seguire le nuove avventure di Ciuchino e Shrek, cullati dall’idea di ritrovare i personaggi caratterialmente fedeli al passato. Tuttavia è evidente, dati i cambiamenti epocali e burocratici, che qualcosa sarebbe stato diverso. Il grafica sarà così lesiva per il film o sarà in grado di sostenere la sceneggiatura del nuovo capitolo?

Mentre ad esempio Toy Story 5 ha fatto centro rispettando in pieno le linee estetiche e contenutistiche della saga Disney pixar, uscendo vincente tanto per coerenza quanto per originalità di scrittura, Shrek rischia oggi solo di capitalizzare l’effetto nostalgia. Portando in sala il pubblico solo per il desiderio di rincorrere i personaggi amati, senza rispettare di loro ciò che li rendeva davvero sé stessi. E dunque, cosa dobbiamo aspettarci da questo Shrek 5? La paura di tutti è sicuramente una: che quando il film uscirà, il 30 giugno 2027, Shrek ci sarà, sì, ma racconterà di noi e del mondo, tutta un’altra storia.

Doriana Gatta