Martha Avila, di 76 anni, ha perso la vita nella propria abitazione in Texas. L’incidente mortale, avvenuto il 19 giugno, ha coinvolto una Tesla che, impossibilitata a svoltare l’angolo, si è schiantata a velocità elevata proprio contro il muro dell’edificio. La donna è stata colpita dalle macerie, riportando ferite gravi. Avila è stata trasportata tempestivamente in ospedale per ricevere soccorso, ma è deceduta poco dopo l’arrivo. Attualmente le autorità interessate alla sicurezza automobilistica degli Stati Uniti hanno preso sotto indagine l’incidente. L’accaduto ha sollevato interrogativi importanti in merito all’affidabilità di specifiche modalità di guida indicate dal conducente.

La Tesla perde il controllo e si schianta contro una casa: il conducente non era in stato di alterazione

La National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) ha aperto lunedì un’inchiesta formale. Secondo quanto riportato dalle autorità, il conducente al momento dell’incidente non presentava alcun segno di alterazione o stato di ebbrezza. L’uomo ha poi dichiarato agli investigatori che al momento dello schianto la Tesla viaggiava con il sistema di guida automatizzato. Al momento un rappresentante di Tesla, azienda automobilistica di proprietà di Elon Musk, ha deciso di non rilasciare nessun commento in merito all’accaduto.

Il rapporto della polizia fornisce ulteriori dettagli, spiegando che l’incidente è avvenuto alle 20:00 ora locale, quando il conducente di una Tesla Model 3 «non è riuscito a rimanere all’interno della singola corsia, ha abbandonato la carreggiata e ha colpito l’abitazione». In un’intervista rilasciata a CBS, la figlia spiega di aver immediatamente trovato la madre in casa dopo lo schianto. Parlando al telefono con il 911, quest’ultima racconta di aver visto la donna «schiacciata contro il muro perché lui le aveva spinto il frigorifero addosso». Congiuntamente, anche il guidatore è stato trasportato in ospedale e attualmente si sta mostrando collaborativo per agevolare le indagini sull’incidente.

Aperta un’indagine parallela sul sistema di guida automatizzato

Alex Turman, sergente dell’ufficio dello sceriffo della contea di Harris, spiega che al momento una delle linee investigative della polizia ha preso sotto esame le dichiarazioni del conducente. «Stiamo ancora valutando cosa abbia impedito all’auto di controllare la velocità poco prima dell’impatto», ha aggiunto. Le indagini guidate dall’NHTSA rappresentano per casi analoghi una delle forme di inchiesta «più approfondite e dettagliate». Queste autorità, tuttavia, seguono una procedura separata rispetto alle indagini della polizia locale e si concentrano tendenzialmente su tecnologie nuove a bordo dei veicoli.

In questo modo risulta più semplice consentire alle agenzie di raccogliere le informazioni necessarie quando si verificano incidenti, al fine di migliorare e garantire un livello di sicurezza superiore. Tra gli esempi figura proprio il sistema di guida automatizzato che, secondo il conducente, era attivo il quel momento. Modalità di questo tipo sono state, e continuano a essere, oggetto di critiche proprio per la natura fuorviante delle informazioni fornite. I senatori Edward Markey e Richard Blumenthal, pertanto, hanno scritto all’NHTSA: «Tesla ha affermato che la sua tecnologia FSD è più sicura della guida umana, ma tali affermazioni si basano su analisi di dati fuorvianti, come il confronto tra esiti di incidenti di diversa natura, il confronto tra veicoli nuovi e l’intero parco auto statunitense, e l’affidamento su dati di incidenti incompleti». Hanno chiesto quindi un’indagine accurata in merito.

Stefania Cirillo