Donald Trump ha definito Andy Burnham «estremamente progressista», parlando dell’ex sindaco della Greater Manchester da quando quest’ultimo è emerso come favorito per sostituire Keir Starmer. Il presidente statunitense ha detto ai giornalisti che il futuro premier «probabilmente non aprirà il Mare del Nord» alle esplorazioni petrolifere e che «il Regno Unito sta morendo», lasciando intendere che il deputato laburista potrebbe trovarsi ad avere un rapporto difficile con lui.
In passato, lo stesso Burnham ha più volte criticato il tycoon, descrivendo la politica americana come «polarizzata» e «velenosa». Quando i rivoltosi hanno preso d’assalto il Campidoglio degli Stati Uniti, nel 2021, il politico ha scritto su X: «Qualsiasi politico britannico che abbia dato retta a Trump dovrebbe vergognarsi in questo momento». Interpellato mercoledì in merito al probabile successore di Starmer, il presidente ha dichiarato: «Non saprei. Mi pare di capire che sia stato, credo, sindaco di una città. So che è estremamente progressista, estremamente. Il che significa che, probabilmente, non darà il via libera alle attività nel Mare del Nord».
Dopo la vittoria elettorale di Trump nel novembre 2024, Starmer ha cercato di adottare un approccio conciliante nei suoi confronti, ricevendo inizialmente apprezzamenti per la sua abilità nel gestire l’imprevedibile presidente; i rapporti tra i due, tuttavia, si sono deteriorati a causa del conflitto in Medio Oriente.
Trump scherza su Burnham ed elogia Rutte, ma resta scettico sulla NATO
Le osservazioni di Trump su Burnham sono arrivate durante un incontro con Mark Rutte. Il Segretario generale della NATO è in visita a Washington per cercare di allentare le tensioni nell’Alleanza legate alla guerra contro l‘Iran e alle minacce del governo statunitense di ridurre le truppe in Europa, in vista del cruciale vertice dei leader della NATO previsto per luglio ad Ankara.
Trump, da tempo critico nei confronti della NATO –che ha definito una «tigre di carta»– non ha preso bene il rifiuto degli alleati di sostenere gli USA nel conflitto o di contribuire alla riapertura dello Stretto di Hormuz, dopo che USA e Israele hanno avviato le ostilità contro Teheran a febbraio.
Nel corso del meeting, Rutte ha utilizzato dei grafici per illustrare l’incremento delle spese per la difesa da parte dei paesi NATO da quando il candidato Repubblicano si è insediato per la prima volta, nel 2017. Ha inoltre sottolineato come migliaia di aerei statunitensi siano decollati dalle basi europee durante il conflitto, indicando tale cooperazione come prova del sostegno degli alleati. «So che ci sono stati casi isolati che l’hanno profondamente delusa. In generale, però, i suoi alleati europei hanno risposto presente», ha aggiunto.
Il presidente è apparso scettico, interrompendo a tratti il suo interlocutore per dissentire, pur lodandone la leadership: «Ha svolto davvero un ottimo lavoro. A dire il vero, credo che se al suo posto ci fosse stato qualcun altro, oggi non ci staremmo nemmeno incontrando, perché siamo rimasti delusi».
Federica Checchia





